Privacy-ed-accesso-ai-titoli-edilizi

Privacy e pratiche edilizie: accesso alla pratica ma non ai dati personali!

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Garante Privacy: l’accesso alle pratiche edilizie deve essere limitato al titolo abilitativo e non all’intera documentazione. Si rischia la violazione dei dati personali

Il parere del Garante della Privacy del 17 dicembre 2020 ha fornito importanti chiarimenti sui limiti di un’istanza di accesso civico.

L’accesso ad una pratica edilizia di terzi (ad esempio un vicino o un condomino) deve essere limitata al titolo abilitativo; infatti un accesso generalizzato ed esteso all’intera documentazione potrebbe creare danni alla privacy, ai diritti d’autore dei progettisti, con eventuale danno economico.

Sarà onere del Comune la cancellazione e l’omissione di dati sensibili, e dei documenti, contenenti informazioni riservate o personali.

Il caso

Un privato presentava richiesta di accesso al Comune in merito all’intera pratica edilizia di demolizione e ricostruzione (con rilascio del permesso di costruire) di un fabbricato di proprietà di un’azienda agricola.

L’istanza di accesso civico (ai sensi dell’art. 5  “Accesso civico a dati e documenti”, comma 2 del dlgs n. 33/2013) riguardava precisamente tutta la documentazione e gli elaborati grafici del permesso di costruire e della pratica di agibilità.

L’azienda agricola si opponeva lamentando che l’eventuale accoglimento dell’istanza avrebbe provocato danni ai propri interessi per quanto concerne:

  • la protezione dei dati personali;
  • la libertà e segretezza della corrispondenza;
  • gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi i segreti commerciali.

Il Comune, nonostante l’opposizione dell’azienda, concedeva un parziale accesso ai dati, limitandolo ai documenti non contenenti dati sensibili e personali.

L’azienda conseguentemente presentava una richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) del Comune; il quale chiedeva a sua volta un parere al Garante per la protezione dei dati personali.

Il parere del Garante della privacy

Il Garante della privacy premette che una pratica edilizia può contenere numerosi dati contenuti nella documentazione, come:

  • gli elaborati tecnici e grafici,
  • il materiale fotografico,
  • le relative varianti nonché della pratica di agibilità che investirebbe i dati personali del titolare dell’azienda e del progettista,
  • i dati e le informazioni, anche economiche, sull’azienda medesima,
  • i dati tecnici desumibili dagli elaborati grafici, inerenti al progetto assentito.

Inoltre esso ricorda che i dati e i documenti diffusi, a seguito di una istanza di accesso civico, divengono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli, sebbene il loro ulteriore trattamento vada, in ogni caso, effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del dlgs n. 33/2013).

Di conseguenza va valutata l’esistenza di un possibile pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali dei soggetti controinteressati, in base al quale decidere se rifiutare o meno l’accesso integrale ai documenti richiesti, oppure fornire un accesso parziale.

Pertanto il Garante conclude che:

L’ostensione di tutti i documenti oggetto della richiesta verrebbe quindi a costituire […] un possibile pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali (del titolare dell’azienda, del progettista, degli altri soggetti coinvolti nell’attuazione del progetto assentito), nonché degli interessi comunque economici e commerciali, tra cui la proprietà intellettuale, con specifico riferimento agli elaborati progettuali» e non vi sono ragioni per dissentire, in relazione al rispetto dei principi in materia di protezione dei dati personali, dalla soluzione proposta dallo stesso Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza per la quale sussistono «ragioni per respingere l’istanza di accesso generalizzato ovvero per limitarla esclusivamente al permesso di costruire, quale atto amministrativo, limitatamente ai dati ed alle informazioni già oggetto di pubblicità ai sensi dell’art. 20, comma 6, del dPR n. 380/2001.

In sintesi, i dati personali desumibili dalla documentazione (a corredo del rilascio del titolo edilizio) che qualificano una persona nella sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale, non possono essere diffusi.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questi articoli di BibLus-net:

 

Clicca qui per scaricare il Parere del Garante della privacy

 

praticus-ta
praticus-ta

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *