Prevenzione antincendio scuole comunali: le responsabilità del sindaco

Prevenzione antincendio scuole comunali: le responsabilità del sindaco

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Cassazione: anche in caso di deleghe il Sindaco rimane titolare di una posizione di garanzia a tutela dell’incolumità pubblica

Il sindaco, a causa della sua posizione apicale nell’Ente, è tenuto al controllo e alla vigilanza dei corretti adempimenti in materia di sicurezza e prevenzione antincendio delle scuole di proprietà comunale, anche in presenza di deleghe.

A chiarirlo è la sentenza penale n. 29575/2021 della Corte di Cassazione.

Il caso

Il Sindaco di un Comune veniva condannato dal Tribunale ordinario per aver omesso di richiedere il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi (C.P.I) per la scuola media comunale.

Nel dettaglio, l’omissione era riferita alla mancata presentazione della SCIA per l’adeguamento alle norme antincendio della scuola che avrebbero consentito il conseguimento del C.P.I. Si era ritenuto, infatti, di ritardare la procedura a causa delle proroghe che concedevano più tempo ai lavori di adeguamento antincendio delle strutture.

L’imputato decideva di far ricorso in Cassazione, lamentando:

  • la mancata considerazione del principio di separazione tra le funzioni di indirizzo politico e quelle di gestione, erroneamente era stata configurata la sua responsabilità, invece di quella del dirigente dell’ufficio tecnico del Comune. Infatti, dopo aver avuto contezza della verifica ispettiva dei Vigili del Fuoco, il ricorrente aveva peraltro impartito disposizioni al Segretario comunale e al responsabile dell’Ufficio tecnico con successiva delibera della Giunta comunale;
  • l’omessa considerazione da parte dei giudici del Tribunale ordinario delle proroghe intervenute in materia di adempimento alle procedure di prevenzione incendi per il conseguimento del C.P.I., i cui termini si intendevano prorogati e non erano dunque ancora scaduti alla data dell’accertamento.

La sentenza della Corte di Cassazione

Gli ermellini sottolineano che in materia di prevenzione incendi, anche dopo l’entrata in vigore del dpr 1° agosto 2011, n. 151, commette reato colui che in qualità di titolare di una delle attività contemplate alle categorie A, B e C dell’allegato I al citato decreto (dpr 151/2011), ometta di richiedere ai vigili del fuoco il rilascio o il rinnovo del certificato di prevenzione antincendi.

Ciò trova conferma anche nell’art. 2 lett b) “datore di lavoro“, del dlgs n. 81/2008 (Testo unico sicurezza), che individua il soggetto responsabile per l’adempimento delle norme concernenti la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

La disposizione stabilisce, infatti, che per “datore di lavoro“, soggetto titolare delle posizioni di garanzia previste da tale corpo normativo, nelle pubbliche amministrazioni s’intende il dirigente al quale spettano poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto a un ufficio avente autonomia gestionale, con la residuale specificazione che “in caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice” dell’ente.

A parere della Cassazione, tale norma può essere applicata indirettamente anche al caso in esame, dove:

La responsabilità di adempiere agli obblighi stabiliti in materia di prevenzione degli incendi in capo al proprietario degli edifici scolastici gravava, pertanto, sull’imputato, quale Sindaco del Comune e, in ogni caso, trattandosi di materia concernente la pubblica incolumità, il medesimo ne era comunque responsabile.

[…] anche laddove talune funzioni siano state correttamente delegate al personale dirigente, il Sindaco, in base agli artt. 50 e 54 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, rimane titolare di una posizione di garanzia a tutela dell’incolumità pubblica in quanto, pur essendo privo di poteri di concreta gestione, deve svolgere un ruolo di vigilanza e controllo sull’operato dei suoi dirigenti, e dispone di mezzi idonei a sollecitare gli interventi necessari ad impedire eventi dannosi nonché del potere sostitutivo di intervento nelle situazioni contingibili e urgenti.

C.P.I. e proroga dei lavori di adeguamento nelle scuole

Per quel che riguarda l’omissione di richiesta del C.P.I., la Suprema Corte chiarisce che la proroga interessa l’obbligo di adeguare gli edifici scolastici alla normativa in materia di prevenzione incendi, effettuando gli interventi necessari, ma non riguarda l’obbligo di richiedere il certificato di prevenzione incendi.

Infatti tale adempimento, da effettuarsi a mezzo di presentazione di una SCIA ai sensi dell’art. 4 dpr 151/2011, ha come finalità quella di consentire all’organo di vigilanza di effettuare i necessari controlli.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza della Corte di Cassazione

 

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