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POS obbligatorio: dal 2023 le sanzioni per chi rifiuta il pagamento elettronico

POS obbligatorio: dal 2023 le sanzioni per chi rifiuta il pagamento elettronico

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Il decreto PNRR è legge: doppia sanzione per chi non accetta i pagamenti elettronici; incentivi per il settore turistico

Il POS diventa obbligatorio con la conversione in legge del decreto PNRR: con 229 voti favorevoli e 28 contrari, il Parlamento ha approvato in via definitiva il D.L. 152/2021 con cui viene convertito in legge il decreto PNRR, Piano nazionale di ripresa e resilienza.

POS obbligatorio e PNRR

Il provvedimento (ddl n. 2483, approvato definitivamente e non ancora pubblicato) contiene disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose; tra queste l’introduzione di una doppia sanzione per chi non accetta i pagamenti elettronici.

L’articolo 19-ter del D.L. n. 152/2021 dispone, infatti, che a partire dal 1° gennaio 2023 alla mancata accettazione di un pagamento di qualsiasi importo tramite carte di pagamento, si applica una doppia sanzione amministrativa pecuniaria.

POS obbligatorio

Ricordiamo che il POS è obbligatorio dal 2014; la disposizione fu introdotta allo scopo di ridurre l’utilizzo del contante, incrementare l’impiego di strumenti di pagamento tracciabili e, di conseguenza, favorire l’emersione dell’economia sommersa.

Ad oggi, tuttavia, sono ancora tanti gli esercizi commerciali in cui è impossibile pagare con carta o bancomat; questo perché mancano le sanzioni per chi non si attiene alle regole.

Infatti, lo schema di decreto ministeriale che avrebbe dovuto disciplinare la materia incassò il parere non favorevole del Consiglio di Stato (parere 1446/2018) e fallì pure il tentativo del collegato fiscale alla legge di Bilancio 2020 (articolo 23, D.L. 124/2019) di introdurre, con decorrenza 1° luglio 2020, una norma sostanzialmente identica a quella contenuta nel decreto PNRR, anche se riferita soltanto agli acquisti di importo superiore a 30 euro (la disposizione fu cancellata in sede di conversione in legge del decreto).

Con la conversione in legge del decreto PNRR, invece, dal 1° gennaio 2023 sono previste sanzioni per i professionisti ed i commercianti che non accettano pagamenti tramite bancomat o carte di credito.

Le sanzioni

Nel testo definito il quadro sanzionatorio per coloro che effettuando l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi (anche professionali) non rispettano la norma, secondo cui sono tenuti ad accettare anche pagamenti elettronici (le transazioni con carta e bancomat), salvo i casi di oggettiva impossibilità tecnica (articolo 15, comma 4, D.L. n. 179/2012).

Doppia sanzione, quindi, a partire dal 2023 per chi non accetta i pagamenti elettronici:

  • la prima ha un importo fisso di 30 euro;
  • la seconda prevede l’applicazione di un aumento del 4% del valore dell’operazione rifiutata, al fine di assicurare un’adeguata proporzionalità rispetto all’entità dell’operazione.

Inoltre, è stato stabilito che per tali violazioni, relativamente alle procedure e ai termini, si seguono le norme generali sulle sanzioni amministrative dettate dalla legge 689/1981, ad eccezione per l’articolo 16, che disciplina il pagamento in misura ridotta (“oblazione amministrativa”); pertanto, al contravventore non è consentito pagare una somma pari alla terza parte del massimo della sanzione entro 60 giorni dalla contestazione immediata.

I controlli

Il decreto definisce, inoltre, le modalità di controllo delle violazioni.

Gli addetti (anche ufficiali e agenti di polizia giudiziaria), possono assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e luoghi diversi dall’abitazione privata, con rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici.

L’autorità deputata a ricevere il rapporto redatto dall’accertatore è il prefetto del territorio in cui è stata commessa l’irregolarità.

Incentivi per il comparto turistico

Il decreto PNRR, ricordiamo infine, ha adottato particolari misure a favore degli operatori del settore turistico, ricreativo, fieristico e congressuale che effettuano interventi finalizzati all’efficienza energetica, alla riqualificazione antisismica, all’eliminazione delle barriere architettoniche, alla realizzazione di piscine termali, alla digitalizzazione d’impresa, a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024.

In particolare, l’articolo 1 stabilisce un credito d’imposta dell’80% e un contributo a fondo perduto per un importo massimo di 40.000 euro e, in presenza di determinate condizioni, anche fino a 100.000 euro.

Gli incentivi sono destinati alle imprese alberghiere, alle strutture che svolgono attività agrituristica, alle strutture ricettive all’aria aperta (campeggi), alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

Nel testo approvato dal Parlamento in via definitiva sono presenti delle novità tra cui:

  • l’estensione degli incentivi per il comparto turistico ai proprietari delle strutture immobiliari in cui sono esercitate quelle attività;
  • l’istituzione di un nuovo fondo per sostenere l’erogazione di contributi a fondo perduto alle aziende del settore della ristorazione.

In pratica, si amplia la platea dei beneficiari: sono state aggiunte le aziende titolari del diritto di proprietà delle strutture immobiliari in cui è esercitata una delle suddette attività ammesse agli incentivi.

 

 

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