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Ponte termico tetto

Ponte termico tetto: cosa c’è da sapere e come risolverlo

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Guida completa ai ponti termici di tetti a falda e coperture piane: cause, problemi, strategie di isolamento e vantaggi derivanti dalla corretta progettazione

La progettazione dei ponti termici è cruciale in ambito edilizio e richiedere particolare attenzione perché da essa dipende il comfort abitativo, l’efficienza energetica e la salute degli occupanti. Nel contesto specifico del tetto, i ponti termici possono generare dispersione termica, formazione di muffa e condensa, con impatti significativi sulla struttura edilizia e sul benessere degli abitanti.

Questo articolo si propone di esplorare in profondità tutte gli aspetti legati ai ponti termici dei tetti a falda e delle coperture piane. Un video ti mostrerà inoltre come affrontare agevolmente il problema con uno specifico software per il calcolo dei ponti termici dotato di solutore FEM integrato, wizard per i casi standard, importazione di schemi DXF/DWG.

Grafico del ponte termico su tetto e su solaio intermedio

Grafico del ponte termico su tetto e su solaio intermedio

Cause dei ponti termici nei tetti

Comprendere appieno le cause alla base dei ponti termici nei tetti è essenziale per affrontare efficacemente questa problematica. Un ponte termico, definito come una zona localizzata dell’involucro edilizio con una resistenza termica inferiore rispetto alla restante porzione priva di ponti termici, rappresenta il punto focale delle dispersioni del flusso termico tra l’ambiente interno ed esterno di un edificio.

Le diverse disomogeneità che contribuiscono alla formazione di ponti termici includono:

  1. Disomogeneità geometrica dell’involucro edilizio
    I nodi parete-solaio, parete-pilastro e parete-serramento rappresentano punti critici in cui si possono verificare disomogeneità geometriche. Queste aree, se non trattate correttamente, possono diventare vere e proprie “brecce” nella barriera termica dell’edificio;
  2. Variazioni dello spessore dell’involucro
    Elementi come cavedi, vani tecnici e canne fumarie possono causare variazioni nello spessore dell’involucro. Queste discontinuità possono interrompere la coerenza dell’isolamento termico, facilitando la dispersione di calore attraverso queste zone;
  3. Disomogeneità materica
    La presenza di materiali diversi o la transizione da un materiale all’altro può contribuire alla formazione di ponti termici. Questa disomogeneità materica può alterare la capacità isolante dell’involucro edilizio, creando punti vulnerabili;
  4. Fenomeni specifici dell’edificio
    Altri fattori specifici all’edificio, come la presenza di ponti strutturali o soluzioni progettuali non ottimali, possono anch’essi contribuire ai ponti termici.

Problemi derivanti dai ponti termici nei tetti

Abbiamo già accennato al fatto che i ponti termici nel tetto possono arrecare problemi significativi sia al comfort abitativo che all’efficienza energetica dell’edificio. ma entriamo più nel dettaglio.

Impatti sulla dispersione termica

La dispersione termica derivante dai ponti termici nel tetto è responsabile di notevoli perdite energetiche. Questo fenomeno compromette l’efficienza complessiva dell’isolamento termico dell’edificio, influenzando il comfort termico degli occupanti e aumentando i consumi energetici.

Muffa e condensa

La formazione di muffa e condensa è un rischio tangibile associato ai ponti termici nel tetto. Questo fenomeno si verifica quando le aree colpite da ponti termici diventano più fredde rispetto al resto dell’edificio, creando un ambiente favorevole alla condensazione dell’umidità presente nell’aria. Tale condizione, oltre a compromettere l’integrità strutturale del tetto, rappresenta una minaccia per la salute degli occupanti.

I ponti termici nel tetto, infatti, possono compromettere la qualità dell’aria interna, aumentando il rischio di malattie respiratorie e allergie. Se vuoi approfondire agli aspetti igienici legati ai ponti termici e conoscere i potenziali rischi per la salute degli abitanti dell’edificio, ti consiglio l’articolo “Come prevenire il ponte termico e la muffa“.

Verifica delle muffe

Verifica delle muffe

Ponti termici all’attacco con la copertura

Nei solai intermedi e nelle zone di connessione con la copertura, la continuità strutturale tra il piano orizzontale o inclinato e quello verticale può generare, come detto in precedenza, ponti termici, specialmente quando si considerano coperture piane. La connessione tra la parete e la copertura può essere influenzata dalla struttura della copertura stessa, con elementi quali marcapiani, linee di gronda o parapetti verticali che possono interrompere la continuità geometrica.

Se la parete prosegue oltre il solaio di copertura, con un parapetto o altro elemento verticale, può interrompere la continuità dello strato isolante. In questo caso, è essenziale gestire attentamente la connessione tra il parapetto e lo strato isolante, prestando attenzione alle dimensioni e ai materiali coinvolti.

Nel contesto di una copertura inclinata, la formazione di ponti termici richiede una considerazione attenta della diversa geometria derivante dalla connessione tra la parte inclinata e la parete verticale. Questo aspetto è particolarmente rilevante quando si considerano elementi di connessione come le travi, soprattutto nei casi di solai in legno.

In alternativa, la copertura potrebbe adottare una configurazione di tipo “tetto ventilato”, con la parte superiore rivolta verso l’esterno del tetto e separata dalla parte sottostante da uno strato d’aria. Questa configurazione, sebbene favorisca una corretta ventilazione, potrebbe introdurre punti critici in termini di isolamento termico.

Elementi come marcapiani, mensole o soluzioni architettoniche nelle connessioni tra coperture inclinate e pareti possono protrudere oltre il profilo della copertura, generando potenziali interruzioni nella continuità dello strato isolante e diventare fonti di dispersione termica se non progettati e realizzati con attenzione. Pertanto, è fondamentale adottare approcci progettuali che garantiscano la continuità dello strato isolante, riducendo al minimo l’impatto dei ponti termici e assicurando prestazioni termiche ottimali nell’intero sistema di copertura inclinata.

Quali sono i benefici dell’isolamento del tetto

L’isolamento del tetto rappresenta una soluzione efficace per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio. Una tecnica ampiamente adottata è la coibentazione interna del tetto, che coinvolge l’applicazione di materiali specifici per bloccare il passaggio del calore in entrambe le stagioni. Una delle tecniche più comuni è l’uso di pannelli isolanti, anche se è importante notare che questa pratica può essere considerata invasiva dal punto di vista estetico.

L’insufflaggio come tecnica non invasiva

L’insufflaggio si sta affermando come un’alternativa conveniente ed ecologica. Questa pratica, priva di interventi invasivi sia esterni che interni, preserva l’aspetto estetico dell’edificio. Materiali isolanti come fibra di cellulosa e lana di vetro sono spesso utilizzati in questa metodologia, garantendo ridotto impatto ambientale e contenimento delle perdite termiche attraverso il tetto.

La possibilità di effettuare l’insufflaggio direttamente dall’alto, mantenendo il tetto esistente, offre un vantaggio pratico con tempi e costi ridotti rispetto alle soluzioni tradizionali. Questo approccio è particolarmente conveniente quando si ha accesso a un’intercapedine libera, come nel caso di lavori di manutenzione del manto di copertura.

Materiali per l’eliminazione del ponte termico del tetto

I materiali isolanti che comunemente vengono utilizzati per la coibentazione e, quindi, anche per l’eliminazione dei ponti termici, sono i seguenti:

  1. fibra di cellulosa: biodegradabile ed ecologica, offre resistenza al calore e riduzione dei rifiuti;
  2. lana di vetro: ampiamente usata per le sue eccellenti proprietà isolanti, capacità ignifuga e facilità di installazione;
  3. schiuma poliuretanica: isolante a celle chiuse che aderisce senza giunture, efficace nel riempire spazi vuoti;
  4. polistirene espanso (EPS): leggero, resistente, modellabile, adatto a diverse forme di tetto e impermeabile all’acqua.
Composizione di una stratigrafia

Composizione di una stratigrafia

Errori comuni nell’isolamento del tetto

È importante essere consapevoli degli errori comuni che possono compromettere l’efficacia dei lavori:

  1. Utilizzare materiali inadatti
    La scelta dei materiali isolanti è fondamentale. Optare per soluzioni economiche o di bassa qualità può ridurre l’efficacia dell’isolamento termico. Consultare professionisti del settore per fare la scelta più idonea e funzionale a ogni esigenza specifica.
  2. Ignorare la ventilazione
    Una corretta ventilazione è fondamentale per prevenire la formazione di condensa e muffe. Assicurarsi di avere un sistema adeguato che permetta una corretta circolazione dell’aria sotto il tetto è decisivo per il risultato finale e contribuirà a mantenere l’ambiente salubre.
  3. Non prestare attenzione alle fughe e alle crepe
    Anche le più piccole fessure nel tetto possono compromettere l’efficacia dell’isolamento termico. Effettuare una verifica accurata del tetto, alla ricerca di eventuali punti deboli e risanarli prima di procedere con l’installazione è un punto essenziale a favore della buona riuscita dei lavori;
  4. Ignorare l’importanza di un’installazione corretta
    Anche se si utilizzano materiali di qualità, l’installazione impropria dell’isolamento può ridurne l’efficacia. Affidarsi a professionisti del settore per ottenere una messa in opera corretta è fondamentale.

Quindi seguendo attentamente queste linee guida e facendo attenzione agli errori da evitare, è possibile ottenere un isolamento ottimale del tetto dall’interno, garantendo un ambiente confortevole in casa, riducendo i costi energetici e prevenendo problemi legati all’umidità e alla formazione di muffe.

Come disegnare e calcolare ponti termici dei tetti tenendo conto delle condizioni reali

Nel video che segue puoi vedere come un software per il calcolo dei ponti termici ti consente di disegnare strutture uguali alle condizioni reali e ottenere risultati altamente professionali grazie ad un solutore di calcolo per l’analisi agli elementi finiti.

 

TerMus-PT

 

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