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Home » BIM Topic » ACDat e piattaforme collaborative » PIM: cos’è il Project Information Model nel BIM?

PIM: cos’è il Project Information Model nel BIM?

Il Project Information Model (PIM) nella metodologia BIM è il modello che viene creato attraverso le informazioni fornite da tutti i partecipanti al progetto. Scopri perché è importante!

Tempo di lettura stimato: 4 minutidi Redazione BibLus / 29 Aprile 2022/0 Commenti/in ACDat e piattaforme collaborative /di
Project Information Model PIM nel BIM

Negli ultimi anni il BIM (Building Information Modeling) da rivoluzione digitale dell’intero settore AEC (Architecture, Engineering & Construction) sta divenendo una realtà sempre più consolidata proprio per la sua capacità di gestire in maniera automatica tutte le informazioni di una costruzione per il suo intero ciclo di vita.

Tra i vantaggi del BIM vi è proprio la possibilità di simulare digitalmente l’opera, mediante modelli 3D virtuali, realizzati con software BIM, che contengono oggetti associati ad informazioni. Tra i vari modelli che è possibile creare ce n’è uno che accompagna tutta la fase di progettazione ed esecuzione dell’opera: il PIM (Project Information Model).

Ne hai mai sentito parlare?

In questo articolo ti spiego cos’è e perché è così importante per ottimizzare il tuo flusso di lavoro BIM.

Che cos’è il Project Information Model?

Il PIM, Project Information Model, è il modello informativo che viene implementato dal team di progetto e raccoglie tutte le informazioni legate alla fase di programmazione, progettazione, esecuzione e consegna di un’opera.

Per rispondere ai requisiti informativi stabiliti dal committente attraverso l’EIR, nel corso di una commessa BIM, entrano in gioco diversi partecipanti al team di lavoro:

  • architetti;
  • progettisti strutturali;
  • progettisti MEP;
  • geologi;
  • periti;
  • appaltatori;
  • subappaltatori;
  • fornitori.

Ciascuno raccoglie le informazioni necessarie sotto forma di modelli, dati, documenti grafici e testuali.

Ad inglobare questo pacchetto informativo in continua evoluzione è il PIM che, nelle successive fasi progettuali, cresce nei contenuti: le semplici rappresentazioni 2D acquisiscono man mano maggiori dettagli dimensionali, quantitativi e tecnici, e si trasformano a conclusione del processo in modelli informativi federati o in un singolo modello integrato.

Da semplice modello progettuale (architettonico ed ingegneristico) progredirà a modello as built, configurandosi alla consegna dei lavori all’utente finale come un modello completo, contenente tutti gli elementi installati e costruiti.

Cosa contiene il PIM?

Il PIM può contenere una varietà di dati; ecco perché ti sarà particolarmente utile un elenco degli elaborati che sono tipicamente compresi in esso e che acquisiscono maggiori dettagli nell’evolversi della progettazione:

  • modelli nativi (architettonico, strutturale o MEP);
  • modelli federati;
  • file IFC;
  • tutte le informazioni generate con i BIM Tools, relativi ad analisi energetiche, tempi o costi;
  • dati non grafici e documentazioni tecniche;
  • dati strutturati come file COBie (Construction Operations Building Information Exchange).

Come viene convalidato il Project Information Model?

Convalidare il PIM è una delle procedure più complesse, in quanto per farlo è necessario garantire che i dati di scambio siano corretti e validati per ogni fase progettuale secondo gli standard delineati.

Il metro di giudizio ci viene fornito dagli standard e dai requisiti informativi delineati nell’EIR (Exchange Information Requirement), che raccoglie non solo direttive di implementazione e controllo del PIM, ma anche tutti i dati che devono esservi contenuti.

Naturalmente l’EIR richiede anche che la gestione del PIM avvenga in un Common Data Environment (CDE), perché permette la corretta produzione, condivisione e consegna delle informazioni.

Ti sei mai chiesto come funziona un CDE e quali sono i suoi vantaggi?

Tra i vantaggi di un ambiente di lavoro condiviso vi sono:

  • la creazione di una fonte unica di informazioni per il progetto;
  • la possibilità di lavorare in un ambiente digitale sicuro;
  • l’utilizzo di autorizzazioni per gestire l’accesso alle informazioni da parte degli utenti del team: solo chi ha il permesso può accedere e modificare dati, file e modelli;
  • l’aggiornamento automatico dei file e delle revisioni;
  • la condivisione costante delle informazioni nel team di lavoro;
  • la riduzione dei tempi di produzione dei dati;
  • la riduzione della necessità di controllare e verificare le versioni, interferenze ed errori dei file.

Per utilizzare il CDE in maniera opportuna è necessario che tutte le figure coinvolte seguano rigidamente le procedure concordate ed organizzino lo scambio delle informazioni secondo quattro fasi progressive:

  1. work in progress: informazioni in fase di lavorazione;
  2. shared: le informazioni modificabili diventano fruibili a tutti;
  3. published documentation: le informazioni sono autorizzate e possono essere utilizzate;
  4. archive: le informazioni sono conservate e possono essere utilizzate in fase di gestione asset.
CDE workflow

CDE workflow

Il PIM nel processo BIM

Il PIM si delinea come un elemento chiave per il processo BIM perché il suo scopo è quello di integrare il Building Information Model con l’utilizzo di piattaforme database basate su processi di trasferimento dati fluidi, che rendono trasparenti tutte le fasi decisionali.

In effetti per sviluppare il PIM di una costruzione nel BIM è necessario seguire la strategia disciplinata nel MIDP (Master Information Delivery Plan), il piano che viene inglobato nel BEP (Bim Execution Plan) e viene utilizzato per pianificare e gestire le consegna delle informazioni durante la progettazione.

Il MIDP, raccoglie tutti i piani individuali dei vari team di progetto (TIDP, Task Information Delivery Plan) e delinea per ciascuna fase progettuale:

  • come devono essere preparati i modelli;
  • quali informazioni devono contenere;
  • quali procedure devono essere eseguite.

Seguendo ciò, il PIM dà vita ad un processo di scambio ben definito: attraverso data drops le informazioni vengono estratte dai modelli e consegnate al cliente in corrispondenza di specifiche scadenze decisionali, corrispondenti alle varie fasi di sviluppo progettuale.

Project Information Model PIM e AIM nel processo BIM

PIM e AIM nel processo BIM

Completata la progettazione e la costruzione dell’opera, parte delle informazioni confluiranno nell’AIM (Asset Information Model). Con l’AIM si gestisce il bene per il suo intero ciclo di vita pianificando tutte le attività future e garantendo un controllo costante della sua sicurezza e della sua qualità.

Che cos’è il Project Information Model (PIM) in una costruzione?

Possiamo concludere dicendo che il PIM fornisce lo sviluppo storico della costruzione, mediante tutte le informazioni progettuali, create durante il processo di scambio e consegna tra tutti gli attori.

workflow BIM e CDE

Workflow BIM e CDE

Queste informazioni devono essere opportunamente conservate in una piattaforma adeguata che permetta il rapido reperimento in caso di necessità.

Per questo, se gestisci processi BIM ti consiglio di iniziare a provare subito un software CDE con cui puoi archiviare e gestire in modo sicuro i dati dei tuoi progetti e ottimizzare l’attività progettuale BIM.

usbim-platform
usbim-platform
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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/pim-bim-cosa-e-il-project-information-model/
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