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Piano di gestione e irrigazione aree verdi

Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi

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Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi: cos’è, quali sono i contenuti e schemi di base. Esempio pratico PDF da scaricare

I nuovi criteri ambientali minimi (CAM) sull’edilizia introdotti dal D.M. 23 giugno 2022 prevedono l’obbligo per il progettista di archiviare la documentazione tecnica riguardante l’edificio nella sua rappresentazione BIM, così da ottimizzare la gestione dell’opera e gli interventi di manutenzione.

L’obiettivo è quello di spingere verso l’utilizzo di formati aperti openBIM e IFC (Industry Foundation Classes), al fine di favorire lo scambio di dati e informazioni relative al fabbricato e al suo modello digitale.

In particolare, la norma prevede che i documenti da archiviare sono:

In questo articolo analizziamo il piano di gestione e irrigazione delle aree verdi, documento di previsione e programmazione delle attività annuali di controllo e gestione del verde pubblico.

Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi, cos’è

In generale, le opere di verde urbano sono spazi in cui l’uomo adatta la natura alle proprie esigenze, assemblando l’artificio agli elementi naturali.

Così come l’edificio, anche gli spazi verdi devono essere progettati e manutenuti.

La manutenzione delle aree verdi è un’operazione strategica, finalizzata a preservare l’idea progettuale e lo status del verde, che di fatto risalutano mutevoli nel tempo.

Al riguardo, il piano di gestione e irrigazione delle aree verdi, espressamente previsto dai CAM edilizia 2022, nasce con l’obiettivo di salvaguardare il verde urbano, programmando e documentando l’attività manutentiva con una visione strategica di medio-lungo periodo.

Nel dettaglio il piano di gestione e irrigazione delle aree verdi:

  • individua gli interventi di manutenzione da effettuare sul territorio in base alle effettive esigenze del contesto e dei fruitori;
  • stima gli investimenti economici per il mantenimento e il potenziamento delle funzionalità del patrimonio verde;
  • pianifica e coordina le procedure manutentive in modo sistematico ed organico;
  • prevede che gli interventi siano attuati adottando tecniche, pratiche e prodotti efficaci e sostenibili.

Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi, i contenuti

Il piano di gestione e irrigazione delle aree verdi gestisce il patrimonio del verde urbano a 360°, partendo dal censimento dell’area; in tal modo le attività di manutenzione risultano più efficaci e coerenti con le esigenze specifiche del territorio.

I contenuti del piano possono pertanto essere articolati in 2 fasi operative:

  1. censimento dell’area;
  2. individuazione e pianificazione degli interventi di gestione e irrigazione delle aree verdi.
Fasi del Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi

Fasi del Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi

Fase 1 – censimento dell’area

Livello 1 – Censimento obbligatorio per tutti i comuni: anagrafica aree gestite

Il censimento dell’area verde prevede 3 livelli di approfondimento: i comuni sono obbligati ad effettuare almeno un censimento minimo di livello 1, che consiste in un’anagrafica delle aree verdi oggetto dell’appalto con le seguenti indicazioni:

  • codice area – codice alfanumerico che individui univocamente ciascuna località da gestire (esempio area n.001);
  • nome area – nome che caratterizzi l’area e che sia comprensibile e univocamente individuabile per tutti gli attori coinvolti nella gestione (esempio Parco Verde);
  • classificazione area – classificazione della tipologia di verde dell’area in base alla destinazione d’uso (esempio giardino, parco, arredo urbano, verde attrezzato di quartiere);
  • classificazione ISTAT – tipologia di verde definita da Istat (verde storico, parchi – giardini e ville urbane -, verde attrezzato, aree di arredo urbano, forestazione urbana, giardini scolastici, orti botanici, orti urbani, giardini zoologici, cimiteri, aree sportive all’aperto e aree all’aperto a servizio ludico-ricreativo, aree boschive, verde incolto, altre aree);
  • intensità di fruizione – classificazione delle aree gestite in funzione dell’intensità di utilizzo;
  • data inizio gestione – data di inizio, finalizzata a costituire una banca dati storica, che permetta anche di analizzare l’evoluzione delle aree gestite da un anno all’altro;
  • data fine gestione – data nella quale la gestione dell’area da parte del comune è terminata;
  • perimetro – rappresenta su mappa l’area gestita. La somma delle aree censite darà la superficie totale del verde di un comune. Bisogna però fare una distinzione:
    • perimetro reale – quando tutta la superficie che ricade all’interno del perimetro è gestita (parchi, rotonde, aree sportive, aree ricreative, ecc.) viene rilevato il perimetro dell’area stessa;
    • perimetro fittizio – si considera nel caso di aree stradali in cui la superficie gestita riguarda solo le alberature ed i relativi tornelli ed eventualmente i cigli stradali in ambito extraurbano. Essendo in questo caso complesso rilevare solo l’area gestita, è ammesso considerare tutta l’area stradale sulla quale incidono le alberature, purché venga classificata come “area fittizia”;
  • rilevatore – operatore che ha effettuato il rilievo;
  • data rilievo.

Livello 2- Censimento obbligatorio sin da subito per i comuni superiori ai 25000 abitanti e, a partire dal 2021, per i comuni superiori ai 15.000 abitanti: alberi

Per i comuni superiori ai 25 000 abitanti e, a partire dal 2021, ai 15.000 abitanti, come previsto dalla legge n. 10/2013, si procede a censire anche le alberature.

Al riguardo, è redatto un catasto alberi, in cui, per ciascuna pianta, devono essere indicati:

  • codice pianta – numerazione univoca delle piante (può essere univoca per tutto il comune o univoca all’interno di ciascuna località, in modo che la combinazione codice area e codice pianta sia univoca);
  • codice area – codice della località nella quale si trova la pianta (da livello 1);
  • posizione geografica – coordinate cartografiche della pianta, nello stesso sistema di riferimento dei perimetri dell’area, cosicché le piante ricadano all’interno di un’area gestita;
  • data inizio – data in cui la pianta è stata messa a dimora, ai fini di costituire una banca dati storica che permetta anche di analizzare l’evoluzione del patrimonio arboreo da un anno all’altro;
  • data fine gestione – data nella quale la pianta viene abbattuta;
  • specie – nome scientifico della pianta;
  • nome comune della pianta (facoltativo);
  • diametro tronco (in cm) – diametro della pianta rilevato ad un’altezza di 1,30 m;
  • altezza della pianta – stima o misura dell’altezza della pianta (in metri);
  • diametro chioma (in metri, facoltativo);
  • fase sviluppo – fase in cui si trova l’albero (nuovo impianto, pianta giovane, adulta, senescente);
  • protezione – stato di protezione della pianta (albero monumentale, pianta di particolare interesse);
  • rilevatore – operatore che ha effettuato il rilievo;
  • data rilievo.

A queste informazioni andranno poi associate in itinere informazioni accessorie sullo stato della pianta in un particolare momento (altezza del fusto da terra alla prima impalcatura della chioma), analisi di stabilità speditive, visive o strumentali, o eventuali interventi passati, o pianificati in futuro.

Livello 3: Censimento di tutti gli elementi del verde pubblico

Il terzo livello prevede un censimento minuzioso di tutti gli elementi del verde per una completa tracciabilità e gestione delle attività svolte, dei costi sostenuti, di eventuali non conformità rilevate.

L’organizzazione delle attività di manutenzione del verde ed i relativi costi sono legati alle caratteristiche degli specifici oggetti lavorati e alla loro quantificazione. Ad esempio, lo sfalcio (taglio dell’erba) di un prato è realizzato con macchinari diversi a seconda che si trovi in scarpata, in area sportiva o in sede tranviaria; ne conseguono aspetti organizzativi e costi diversi.

In questa fase di dettaglio avanzato deve essere redatto un modello dati per il censimento del verde urbano tenendo conto da un lato delle esigenze manutentive del verde urbano, dall’altro del contesto normativo nazionale ed internazionale in cui si colloca, in particolare per quanto riguarda la compatibilità con le banche dati territoriali, locali, nazionali ed internazionali.

Fase 2 – Individuazione e pianificazione degli interventi di gestione e irrigazione delle aree verdi

Dopo aver censito l’area, sarà possibile individuare e programmare gli opportuni interventi manutentivi.

Elemento di grande importanza è la garanzia che i servizi di progettazione e di manutenzione delle aree verdi vengano commissionati a personale dotato di competenze tecniche idonee ad effettuare le procedure correttamente. Va sottolineato che una corretta manutenzione riduce la necessità di interventi di emergenza e previene possibili eventi pericolosi per le persone e le cose, oltre a migliorare la qualità del verde.

Interventi manutentivi usuali sono:

  • l’irrigazione;
  • la concimazione;
  • la potatura;
  • i trattamenti antiparassitari.

L’irrigazione è la procedura ordinaria, ma essenziale per la sopravvivenza e il corretto sviluppo delle specie vegetali; gli altri interventi, invece, sono occasionali, prettamente dipendenti dal tipo di specie vegetativa e, nel caso di concimazione e trattamenti, anche dalle caratteristiche dei prodotti impiegati.

Irrigazione

L’irrigazione è una tecnica agronomica basata sull’apporto artificiale di acqua ad un terreno per colmare la deficienza o l’irregolarità delle precipitazioni.

La quantità di acqua che deve essere erogata dipende principalmente dalle caratteristiche del terreno e dalle esigenze idriche del tipo di vegetazione. Le esigenze idriche giornaliere necessarie per il mantenimento dei principali tipi di vegetazione sono riportate nella seguente tabella:

Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi: tabella quantità acqua giornaliera

Tabella quantità acqua giornaliera

 

Esistono differenti tecniche di irrigazione, da utilizzare a seconda del fabbisogno idrico della specie vegetale:

  • irrigazione a pioggia – piante erbacee, tappeto erboso;
  • irrigazione a goccia – piante in vaso, siepi, cespugli e roseti;
  • irrigazione radicale – piante arboree.

Irrigazione a pioggia

Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi: irrigazione a pioggia

Gestione aree verdi: irrigazione a pioggia

L’irrigazione a pioggia viene impiegata nel caso di piante erbacee e tappeto erboso, in quanto necessitano di un quantitativo di acqua maggiore rispetto alle altre specie vegetative e risentono, dunque, particolarmente della siccità. Con l’irrigazione a pioggia si cerca di simulare l’effetto della pioggia naturale attraverso differenti tipi di irrigatori, capaci di originare una bagnatura dall’alto. La quantità di acqua che viene erogata varia a seconda del tipo di irrigatore usato; per quanto riguarda l’irrigazione ornamentale si possono considerare normali erogazioni comprese tra i 2 e i 30 litri al minuto.

Irrigazione a goccia

Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi: irrigazione a goccia

Gestione aree verdi: irrigazione a goccia

L’irrigazione a goccia è un sistema irriguo basato su portate di acqua modeste e localizzate, generalmente impiegata per irrorare piante in vaso, siepi, cespugli e roseti.

Irrigazione radicale

Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi: irrigazione radicale

Gestione aree verdi: irrigazione radicale

Le piante arboree necessitano di frequenti ed abbondanti irrigazioni nei primi 2-3 anni dal trapianto, ossia finché l’apparato radicale non si sviluppi in profondità. In questo caso si ricorre al sistema di irrigazione radicale: l’acqua raggiunge direttamente l’apparato radicale della pianta per mezzo di tubi interrati. L’irrigazione interrata favorisce lo sviluppo delle radici sotto la superficie del terreno e, al contempo, consente un risparmio in termini di consumi idrici, tempo e manodopera.

Concimazione

La concimazione è una procedura basata sulla somministrazione periodica di fertilizzanti e concimi alla pianta al fine di favorirne la crescita e prevenire eventuali malattie.

I prodotti, le modalità e la frequenza con cui sono somministrati dipendono dal tipo di specie vegetale e dalle caratteristiche del prodotto utilizzato.

Potatura

All’occorrenza le piante necessitano di potatura, taglio e riquadratura, in particolare di rami secchi esauriti, danneggiati o di parti ammalorate e non recuperabili.

Si procede al taglio, di rami o piante, anche a causa di sporgenze invasive o caratteristiche di pericolo per cose e persone, quali rami consistenti penzolanti, intralcio aereo in zone confinanti o di passaggio, radici invadenti a carico di pavimentazioni.

Trattamenti antiparassitari

I trattamenti antiparassitari vengono effettuati per contrastare le malattie e gli organismi parassitari in atto nelle piante. Questi trattamenti prevedono la somministrazione di prodotti idonei e differenziati a seconda del tipo di pianta e problematica. La procedura deve essere eseguita da personale esperto in possesso di apposito patentino per l’utilizzo di presidi fitosanitari.

Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi, esempio PDF da scaricare

Di seguito ti propongo un esempio PDF di piano di gestione e irrigazione delle aree verdi.

Si tratta di uno strumento esemplificativo estratto dal documento completo elaborato con un software per piano di manutenzione, sempre aggiornato alle ultime normative vigenti, in grado di supportare il tecnico nella redazione di tutta la documentazione necessaria, tra cui anche il catasto alberi.

Piano di manutenzione - Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi

Piano di manutenzione – Piano di gestione e irrigazione delle aree verdi

 

Di seguito puoi scaricare l’esempio PDF piano di gestione e irrigazione delle aree verdi.

 

mantus
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