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Piano casa Sardegna prorogato per tutto il 2023

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La Sardegna ha prorogato il Piano casa al 31 dicembre 2023. Ecco alcune delle modifiche apportate al piano

Nel bollettino della Regione Sardegna del 19 gennaio 2021 (parte I e II – n. 5) è stata pubblicata la legge regionale n. 1 del 18 gennaio 2021 recante le “Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed in materia di governo del territorio. Misure straordinarie urgenti e modifiche alle leggi regionali n. 8 del 2015, n. 23 del 1985 e n. 16 del 2017“.

La legge proroga fino al 31 dicembre 2023 il Piano casa Sardegna, apportando anche alcune modifiche alla legge 8/2015 che lo regolamentava.

Le modifiche della legge Puglia 1/2021 al Piano casa

Le modifiche apportate al Piano casa (lr n. 8/2015) riguardano:

  • l’art. 26 che diviene (Disposizioni di salvaguardia dei territori rurali);
  • l’art. 30 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente);
  • l’art. 31 (Interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive, sanitarie e socio-sanitarie);
  • l’art. 32 (Interventi per il riuso e per il recupero con incremento volumetrico dei sottotetti esistenti) e (Interventi di recupero dei seminterrati, dei piani pilotis e dei locali al piano terra);
  • l’art. 33 (Interventi per il riuso degli spazi di grande altezza);
  • l’art. 34 (Condizioni di ammissibilità degli interventi);
  • l’art. 35 (Procedure);
  • l’art. 36 (Disposizioni comuni);
  • l’art. 38 (Interventi di trasferimento volumetrico per la riqualificazione ambientale e paesaggistica) e (Trasferimento dei volumi realizzabili ricadenti nelle zone Hi4, Hi3, Hg4 ed Hg3 del Piano stralcio per l’assetto idrogeologico – PAI);
  • l’art. 39 (Rinnovo del patrimonio edilizio con interventi di demolizione e ricostruzione);
  • l’art. 40 (Misure di promozione dei programmi integrati per il riordino urbano);
  • l’art. 41 (Disposizioni transitorie della legge regionale n. 4 del 2009).

Interventi di incremento volumetrico sul patrimonio edilizio esistente

In particolare si segnalano le modifiche che vengono apportate negli interventi edilizi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente come ad esempio:

  • nelle zone urbanistiche A (centri storici) gli interventi  che sono ispirati al principio dell’armonizzazione delle architetture e delle facciate con il contesto, possono determinare, per ciascuna unità immobiliare, un incremento volumetrico massimo che passa dal 20% al 25 % del volume urbanistico esistente, fino a un massimo dei precedenti 70 m³ che diventano 90 m³;
  • nelle zone urbanistiche B e C l’incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima del 30% del volume urbanistico esistente, fino a un massimo dei precedenti 120 m³ che vengono aumentati a 180 m³.

Sono da segnalare, inoltre, le modifiche relative alle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive e sanitarie e socio economiche. Quest’ultime ricadenti nelle zone urbanistiche omogenee A, purché al di fuori della fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina, possono essere interessate da interventi di ristrutturazione e rinnovamento comportanti incrementi volumetrici, anche mediante la realizzazione di corpi di fabbrica separati, nella misura massima del 50% del volume urbanistico esistente.

 

Per maggiore approfondimento sul Piano casa leggi questo articolo di BibLus: “Piano casa e incremento volumetrico: guida con esempio pratico

 

Clicca qui per scaricare la lr n. 1/2021

 

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