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Piani di Manutenzione

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Piani di Manutenzione: ecco una guida alla corretta redazione del piano di manutenzione con i riferimenti normativi e le soluzioni software

Il Piano di Manutenzione delle opere pubbliche, ai sensi dell’art. 33 del D.P.R. 207/2010, è un elaborato obbligatorio del progetto esecutivo.

Il piano di manutenzione deve essere redatto tenendo conto dell’opera effettivamente realizzata allo scopo di garantire nel tempo il mantenimento delle caratteristiche di qualità e di efficienza. La normativa richiede che vengano individuati i requisiti e le prestazioni del manufatto in corso di progettazione affinché tali caratteristiche possano essere stimate e garantite.

Nella redazione del piano vanno individuati puntualmente i requisiti prestazionali e i controlli previsti dai criteri ambientali minimi (CAM – D.M. 11 gennaio 2017) secondo quanto disposto dal nuovo codice degli appalti (D.Lgs. 50/2016).

Anche le norme tecniche per le costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008) hanno introdotto l’obbligo di allegare al progetto strutturale esecutivo il piano di manutenzione della parte strutturale dell’opera.

Il progettista deve farsi carico, dunque, per tutte le opere pubbliche e private, di redigere questo ulteriore elaborato che la norma definisce nel seguente modo:

il piano di manutenzione è il documento complementare al progetto strutturale che ne prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi dell’intera opera, l’attività di manutenzione dell’intervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l’efficienza ed il valore economico

Il piano di manutenzione delle strutture va depositato, unitamente agli altri elaborati progettuali, presso gli uffici del Genio Civile competenti per territorio.

Il D.M. 23 giugno 2022 prevede per i piani di manutenzione delle opere pubbliche nuovi criteri ambientali minimi e l’obbligo di archiviazione nella loro rappresentazione BIM, in modo da ottimizzare la gestione dell’opera e gli interventi di manutenzione.

Per elaborare piani di manutenzione e rispondere in maniera precisa a tutti gli adempienti previsti dai nuovi CAM 2022 ti consiglio di utilizzare un software piano manutenzione. Invece, per archiviare e raccogliere in un fascicolo digitale tutta la documentazione relativa al piano di manutenzione dell’opera, ti suggerisco di provare un software archiviazione piano di manutenzione.

I contenuti del piano di manutenzione

Il piano di manutenzione deve essere costituito dai 3 seguenti documenti operativi:

  • manuale d’uso;
  • manuale di manutenzione;
  • programma di manutenzione;

Manuale d’uso

Il manuale d’uso deve contenere le informazioni relative all’uso corretto delle parti più importanti del bene. Lo scopo del manuale d’uso è evitare danni derivanti da un’utilizzazione impropria e far conoscere all’utente le operazioni atte alla conservazione del bene.

La normativa introduce il concetto di parti più importanti del bene e prevede che il progettista, in questa fase di redazione dell’elaborato, debba scomporre l’opera.

esempio manuale d'uso

esempio manuale d’uso

Manuale di manutenzione

Il manuale di manutenzione deve fornire in relazione alle diverse unità tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, le indicazioni necessarie per la corretta manutenzione nonché per il ricorso ai centri di assistenza o di servizio (art. 38 comma 5).

Le parti più importanti del bene sono, dunque, le unità tecnologiche; questa definizione è ripresa da normative UNI inerenti la manutenzione delle opere edili, alle quali il Legislatore fa più volte riferimento.

Tra i contenuti del manuale di manutenzione (che rispetto al manuale d’uso ha carattere più tecnico essendo rivolto principalmente ad operatori specializzati), individuati al comma 6 dell’art. 38, troviamo il livello minimo delle prestazioni.

Come previsto dall’art. 38 comma 6 lettere e) f) g), il progettista deve individuare le anomalie riscontrabili e distinguere le manutenzioni eseguibili dall’utente da quelle eseguibili da personale specializzato.

Programma di manutenzione

Il terzo ed ultimo documento del piano di manutenzione è il programma di manutenzione. Il programma di manutenzione deve essere articolato secondo 3 distinti sottoprogrammi:

  1. il sottoprogramma delle prestazioni;
  2. il sottoprogramma dei controlli;
  3. il sottoprogramma degli interventi.

Il sottoprogramma delle prestazioni, infatti, prende in esame, per classi di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue parti nel corso del suo ciclo di vita.

Per il progettista c’è dunque l’obbligo di individuare per ogni parte dell’opera e per ogni suo componente (che con terminologia ripresa dalle norme UNI abbiamo precedentemente indicato come elemento mantenibile) requisiti e relative prestazioni; l’introduzione del concetto di requisito e di prestazione costituisce, per il professionista tecnico, l’elemento di maggiore innovazione della normativa.

Da ultimo, nei sottoprogrammi dei controlli e degli interventi, il progettista è chiamato a definire un programma di controlli, verifiche ed interventi (indicandone la cadenza temporale o altrimenti prevista).

In particolare, nel sottoprogramma dei controlli il progettista deve indicare i valori estremi delle prestazioni: quello di collaudo e quello minimo (di norma o da lui stimato).

Chi può redigere il piano di manutenzione?

Non sono previste particolari restrizioni per la redazione del piano di manutenzione. Tutti i progettisti possono redigere il piano di manutenzione (ingegneri, architetti, geometri, ecc.).

Piano di manutenzione, classificazione e scomposizione del sistema edilizio

Per redigere correttamente il piano di manutenzione, è necessario scomporre il sistema edilizio.
Il sistema edilizio, inteso come sovrastruttura dei sistemi ambientale e tecnologico, si esplica attraverso un insieme strutturato di unità ambientali/elementi spaziali e di unità tecnologiche/elementi tecnici corrispondenti.

Unità ambientale

L’unità ambientale è un raggruppamento di attività compatibili spazialmente e temporalmente, definite in relazione a determinati modelli di comportamento dell’utenza;

Unità tecnologica

L’unità tecnologica è un raggruppamento di funzioni, compatibili tecnologicamente, necessarie per l’ottenimento di prestazioni ambientali.

Elemento spaziale

Un elemento spaziale si identifica con una porzione di spazio fruibile destinata ad accogliere, interamente o parzialmente, una o più unità ambientali; l’elemento tecnico, infine, è un elemento che s’identifica con un prodotto edilizio, più o meno complesso, capace di svolgere, completamente o parzialmente, funzioni proprie di una o più unità tecnologiche.

L’insieme strutturato di unità ambientali o di elementi spaziali determina un sistema ambientale riferito alla corrispondente fase operativa del processo edilizio. L’insieme strutturato di unità tecnologiche o di elementi tecnici determina un sistema tecnologico (UNI 7867).

Classificazione del sistema tecnologico

L’insieme organizzato di elementi spaziali e di elementi tecnici di un sistema edilizio, concepiti e progettati unitariamente, avente caratteristiche di continuità fisica e di autonomia funzionale, dà luogo a un organismo edilizio: l’edificio.

Il sistema tecnologico si articola a più livelli a cui corrispondono specifici gradi di complessità delle parti costituenti ciascuno di essi. Il primo livello riguarda le classi di unità tecnologica (per esempio: chiusura), il secondo livello riguarda le unità tecnologiche (per esempio: chiusura verticale), il terzo livello riguarda le classi di elementi tecnici (per esempio: infissi esterni verticali), il quarto livello è quello degli elementi tecnici (per esempio: finestra).

Gli elementi appartenenti a ciascun livello sono selezionai in base a criteri di omogeneità.

La tabella successiva riporta una classificazione del sistema tecnologico con riferimento all’edilizia residenziale proposta dalla norma UNI 8290 Parte I, articolata in tre livelli:

  1. classi di unità tecnologiche;
  2. unità tecnologiche;
  3. classi di elementi tecnici.
CLASSE DI UNITÀ TECNOLOGICAUNITÀ TECNOLOGICACLASSE DI ELEMENTI TECNICI
Struttura portanteStruttura di fondazioneStrutture di fondazione dirette
Strutture di fondazione indirette
Struttura di elevazioneStrutture di elevazione verticali
Strutture di elevazione orizzontali e inclinate Strutture di elevazione spaziali
Struttura di contenimentoStrutture di contenimento verticali
Strutture di contenimento orizzontali
Partizione internaPartizione interna verticalePareti interne verticali Infissi interni verticali
Elementi di protezione
Partizione interna orizzontaleSolai Soppalchi Infissi interni orizzontali
Partizione interna inclinataScale interne
Rampe interne
Partizione esternaPartizione esterna verticaleElementi di separazione
Partizione esterna orizzontaleBalconi e logge
Passerelle
Partizione esterna inclinataScale esterne
Rampe esterne

Benché tale classificazione sia riferita all’edilizia residenziale, si ritiene possibile utilizzarla anche per organismi edilizi di altre destinazioni d’uso.

Piano di Manutenzione: soluzioni per operare correttamente

Il piano di manutenzione è il documento che prevede, pianifica e programma l’attività di manutenzione dell’opera al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità e l’efficienza. Per redigere correttamente il piano di manutenzione dell’opera risultano molto utili due tipi di strumenti:

  • un software piano manutenzione che ti consente di produrre il piano di manutenzione dell’opera sulla base degli elaborati progettuali esecutivi realizzati, dei requisiti prestazionali e dei controlli previsti dai nuovi criteri ambientali minimi;
  • un software archiviazione piano di manutenzione che ti permette di organizzare, con un apposito template e in uno spazio cloud, la documentazione per il paino di manutenzione generale dell’opera secondo i criteri di archiviazione e condivisione previsti dai nuovi CAM 2022.
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