Permesso di costruire e possibilità della proroga di fine lavori

Permesso di costruire: quando può essere prorogato

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Il permesso di costruire è subordinato alla data di inizio e fine lavori; la proroga di fine lavori è possibile ma solo a lavori iniziati! Lo chiarisce il Tar Campania

La proroga del permesso di costruire può essere concessa:

  • se motivata,
  • a lavori iniziati entro l’anno prescritto dal rilascio del PdC,
  • quando il PdC non sia ancora scaduto.

Ecco quanto esposto dal Tar Campania nella sentenza n. 2323/2022.

La richiesta di due proroghe di un PdC per la fine lavori di un cantiere mai iniziato. Ecco il caso

Una società richiedeva ed otteneva un permesso di costruire dal Comune per la realizzazione di un opificio industriale su suolo dato in comodato.

Entro un anno dal rilascio del PdC la società comunicava l’inizio dei lavori. Successivamente, la società otteneva una proroga di altri tre anni del termine di ultimazione dei lavori.

Con successiva istanza, alla scadenza dei tre anni di proroga, la società chiedeva al Comune un PdC in variante per modifiche ad uno dei prospetti dell’opificio, ed un’ulteriore proroga di un anno del termine di ultimazione lavori relativo all’originario permesso di costruire.

A questo punto l’amministrazione territoriale rispondeva con un provvedimento di decadenza del vecchio permesso di costruire, poiché, essendo trascorso il termine entro il quale l’opera doveva essere completata, aveva constatato, oltretutto, che i lavori di costruzione dell’opificio non erano nemmeno iniziati (essendo stato accertato lo stato di fatto del terreno in questione in abbandono e ricoperto di sterpaglie), con la conclusione che ai sensi del comma 3, art. 15,  dpr n. 380/2001, la realizzazione dell’intervento, non eseguito nel termine stabilito, era subordinata al rilascio di nuovo permesso di costruire.

La società, quindi, faceva ricorso al Tar lamentando un eccesso di potere da parte dell’ente territoriale.

La sentenza del Tar Campania: no alla richiesta di due proroghe di un PdC per un cantiere mai iniziato

I giudici ricordano in premessa che secondo l’art. 15 (Efficacia temporale e decadenza del permesso di costruire) del dpr n. 380/2001 nel permesso di costruire sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori e che:

  • il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo;
  • quello di ultimazione, entro il quale l’opera deve essere completata, non può superare tre anni dall’inizio dei lavori. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita tranne che, anteriormente alla scadenza, venga richiesta una proroga.

Quando i lavori si intendono iniziati

In particolare, l’inizio lavori, ai sensi dell’art. 15, comma 2, del T.U. Edilizia, deve intendersi riferito a concreti lavori edilizi che possono desumersi dagli indizi rilevati sul posto. Pertanto i lavori debbono ritenersi iniziati quando consistono nel:

  • concentramento di mezzi e di uomini, cioè nell’impianto del cantiere;
  • innalzamento di elementi portanti;
  • elevazione di muri e nell’esecuzione di scavi preordinati al gettito delle fondazioni del costruendo edificio,

per evitare che il termine di decadenza del permesso possa essere eluso con ricorso ad interventi fittizi e simbolici.

Quando è possibile la proroga

I togati spiegano che se la proroga del termine dei tre anni può essere accordata tramite un provvedimento motivato:

  • per fatti sopravvenuti, estranei alla volontà del titolare del permesso;
  • in considerazione della mole dell’opera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive;
  • per difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari;

è altresì indubitabile che la richiesta di proroga debba essere in ogni caso presentata prima della decorrenza del termine ultimo previsto nel titolo edilizio.

Nel caso in esame, correttamente l’Amministrazione Comunale, dopo aver accordato una proroga di ulteriori tre anni, ha ritenuto la successiva richiesta di proroga di un anno assolutamente inidonea a scongiurare l’intervenuta decadenza del permesso di costruire, poiché entro l’anno di tempo dal rilascio dello stesso PdC (come prescritto dall’art. 15, comma 2 del TUE) risulta assente qualsiasi traccia di effettiva attività edilizia in corso o almeno iniziata.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

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