punto interrogatorio su terreno colpito dal un sisma

Permesso di costruire in sanatoria: occorre la doppia conformità sismica

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Il Tar Molise ribadisce che la doppia conformità necessaria alla sanatoria deve essere riferita anche al rispetto delle norme antisismiche

Dal Tar Molise, con la sentenza n. 169/2021, giungono nuovi chiarimenti in merito all’applicazione della doppia conformità sulle opere realizzate in abuso, come condizione necessaria al rilascio del permesso di costruire in sanatoria.

Il caso

Il titolare di una proprietà si opponeva al permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune al suo vicino.

Il vicino aveva infatti avviato presso l’amministrazione comunale una richiesta di sanatoria per alcune opere sulle quali mancava anche il deposito dell’adeguamento sismico al Genio Civile.

Il Comune aveva, così, posto come condizione per la validità del permesso di costruire in sanatoria rilasciato, il completamento dell’iter procedurale con il deposito ed il conseguente parere positivo del suddetto Ente regionale.

Il vicino presentava, quindi, il deposito al Genio Civile che gli prescriveva (ai fini di un parere positivo) la realizzazione di alcune opere necessarie all’adeguamento sismico dei manufatti oggetto della sanatoria.

L’istante di sanatoria, per poter procedere all’adeguamento sismico richiesto dall’Ente regionale, chiedeva al Comune un nuovo permesso di costruire che gli veniva concesso.

Il titolare della proprietà vicina, che si opponeva al rilascio del permesso di costruire in sanatoria rilasciato precedentemente al vicino, decideva, quindi, di far ricorso al Tar.

Il ricorrente  lamentava, tra l’altro, il mancato rispetto della condizione della doppia conformità necessaria per la sanatoria; infatti, a suo parere, il Comune avrebbe concesso il contestato titolo edilizio in sanatoria condizionato ad una successiva verifica del rispetto della normativa antisismica (solo a “valle” del permesso) o addirittura alla realizzazione di opere successive finalizzate a far rientrare gli abusi in tale normativa.

La sentenza del Tar Molise

I giudici del Tar prima di tutto chiariscono che l’accertamento della doppia conformità (art. 36 del dpr 380/2021) deve essere rispettato (oltre che sulla base del regolamento edilizio ed urbanistico) anche sulla base delle norme antisismiche sia all’epoca della realizzazione dell’abuso sia nel momento della richiesta della sanatoria.

Il Tar, in proposito, richiama una pronuncia della Corte Costituzionale (sent. n. 101 del 2013) che dice:

Se nel sistema dei principi delineati dalla normativa statale, sia gli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire, sia quelli consentiti a seguito di denuncia, presuppongono sempre la previa verifica del rispetto delle norme sismiche, non pare possa dubitarsi che la verifica della doppia conformità, alla quale l’art. 36 del testo unico subordina il rilascio dell’accertamento di conformità in sanatoria, debba riferirsi anche al rispetto delle norme sismiche, da comprendersi nelle norme per l’edilizia, sia al momento della realizzazione dell’intervento che al momento di presentazione della domanda di sanatoria.

[…] Deve pertanto ritenersi che l’accertamento del rispetto delle specifiche norme tecniche antisismiche è sempre un presupposto necessario per conseguire il titolo che consente di edificare, al quale si riferisce il criterio della doppia conformità

Fatta questa premessa, i togati spiegano che il nodo della questione non è da ricercare nella verifica sismica postuma (al rilascio del titolo in sanatoria) richiesta dal Comune come semplice completamento di un iter procedurale, ma nel secondo permesso di costruire rilasciato al vicino per la realizzazione delle opere di adeguamento sismico richieste dall’Ente regionale.

I giudici chiariscono che il Comune, in base a ciò che si evince dai documenti agli atti, non ha mai condizionato la validità del permesso in sanatoria all’esecuzione di opere di adeguamento sismico postumo degli abusi edilizi da sanare. Ma l’amministrazione comunale ha errato nel momento in cui ha concesso il secondo permesso di costruire, senza annullare in autotutela il precedente permesso in sanatoria, per la realizzazione dell’adeguamento sismico che sarebbe risultato, così, postumo agli abusi edilizi.

Il rilascio del secondo permesso di costruire (spiegano i giudici) presupponeva la validità del primo. Tutto ciò (conclude il Tar) risulta contrario ai principi di validità della doppia conformità.

Il ricorso, in merito a tali motivi, è accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questo articolo di BibLus-net: “Permesso di costruire in sanatoria condizionato: non è legittimo

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Molise

 

praticus-ta
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