rilascio-tardivo-permesso-risarcimenti

Permesso di costruire: in caso di convenzione i ritardi per il rilascio sono risarcibili?

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Per il Consiglio di Stato in caso di convenzione l’inosservanza del termine entro cui rilasciare un titolo edilizio darebbe diritto al riconoscimento di un indennizzo

Palazzo Spada con la sentenza n. 1448/2021 chiarisce i rapporti tra pubblico e privato per quanto riguarda la procedura di rilascio, ed i relativi tempi, di un titolo edilizio in caso di convenzione.

Viene chiarito, in particolare, in quali casi i ritardi del Comune relativi al rilascio del titolo possano essere indennizzabili.

Il caso

Un società sottoscriveva con il Comune una convenzione per il rilascio del permesso di costruire ai fini della costruzione di un parcheggio sotterraneo su un terreno di proprietà della stessa amministrazione.

Il rilascio del permesso veniva ritardato poiché il Comune attendeva l’eventuale approvazione del Piano di bacino (in cui ricadeva anche il suolo oggetto del contratto); tale Piano sarebbe potuto essere in contrasto con il rilascio del permesso.

Alla fine il Piano veniva approvato ed il permesso veniva definitivamente bloccato.

La società delusa dall’esito dell’iter (lamentando la lungaggine e l’inerzia del Comune nel pronunciarsi con chiarezza sul rilascio del permesso di costruire oltre i termini previsti) chiedeva il risarcimento dei danni economici subiti (per mancato guadagno dalla vendita dei posti auto) e faceva ricorso al Tar.

Il Tar respingeva il ricorso e la vicenda approdava presso il Consiglio di Stato.

La sentenza del Consiglio di Stato

Per i giudici la questione va inquadrata in una richiesta di danno cagionato da una gestione del procedimento amministrativo eccessivamente, ed ingiustificatamente, protratta nel tempo.

Palazzo Spada, infatti, spiega che nel caso in esame si configura:

un danno da affidamento procedimentale generato dal comportamento dell’Amministrazione che, unitamente al fattore tempo, ha determinato la legittima aspettativa della Società al rilascio del provvedimento richiesto (e indipendentemente dalla sua effettiva spettanza).

Il ritardo con il quale si è addivenuti alla stipula della convenzione, cioè, non assume rilievo risarcitorio autonomo, ma in quanto elemento indicativo e – in qualche misura – costitutivo di tale comportamento affidante.

I giudici ritengono di poter quantificare il danno attraverso l’applicazione dell’art. 1337  (Trattative e responsabilità precontrattuale) del Codice civile:

Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede

nel pur diverso ambito della responsabilità di carattere precontrattuale.

Palazzo Spada chiarisce che il Comune non è colpevole del ritardo relativo al permesso di costruire (poi negato in via definitiva), ma tale diniego ha comportato un danno economico regolarmente documentato dalla società che esigerebbe un risarcimento.

Tale risarcimento, per il CdS, tuttavia non può essere configurato come un mancato guadagno che sarebbe conseguito alla realizzazione dell’opera, perché l’appellante non poteva avere la certezza del rilascio del titolo edilizio.

Del resto, concludono i giudici, la successiva approvazione del Piano di bacino avrebbe comunque escluso (indipendentemente dalla lungaggine amministrativa) il rilascio del permesso di costruire e la realizzazione delle opere.

Quindi, nel caso in esame, quale vincolo negoziale tra Comune e privato è presente solo la stipulazione del contratto che non fa riferimento ad un risarcimento per mancato guadagno.

Di conseguenza, per i togati, è giusto un indennizzo dovuto alle perdite che sono derivate dall’aver fatto affidamento nella conclusione del contratto e nei mancati guadagni verificatisi in conseguenza delle altre occasioni contrattuali perdute.

Il ricorso è, quindi, accolto in parte.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del CdS

 

praticus-ta
praticus-ta

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *