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Home » Approfondimenti » Titoli edilizi e urbanistica » Permessi per piscina interrata: quali sono necessari?

Permessi per piscina interrata: quali sono necessari?

Per costruire una piscina interrata, è generalmente necessario richiedere un permesso. Ma è sempre obbligatorio? Scopri cosa prevede la normativa

Tempo di lettura stimato: 8 minutidi Redazione BibLus / 18 Febbraio 2026/0 Commenti/in Titoli edilizi e urbanistica /di
Permessi-per-piscina-interrata

Per fare una piscina interrata, è necessario seguire specifiche procedure burocratiche e ottenere i permessi appropriati.

Questi permessi non solo garantiscono la conformità alle normative edilizie, ma proteggono anche la sicurezza degli utenti e la qualità dell’ambiente circostante. Senza le necessarie autorizzazioni, si rischia di incorrere in sanzioni legali significative, che possono includere multe salate e l’obbligo di demolire la struttura. Inoltre, la costruzione di una piscina senza permessi è considerata un abuso edilizio, un reato che può avere conseguenze legali gravi per il proprietario e il costruttore.

Per non rischiare di incorrere in sanzioni è sempre bene gestire qualsiasi progetto in maniera ottimale. A tal proposito, puoi utilizzare il software per la gestione progettuale che ti consente di pianificare dettagliatamente ogni fase di qualsiasi progetto AECO e ottenere maggiore efficienza, collaborazione e controllo.

Ecco una panoramica delle autorizzazioni richieste.

Indice

  • Piscina interrata: cos’è?
  • Differenza tra piscina interrata, seminterrata e fuori terra
  • Quadro normativo
  • Quali permessi per piscine interrate?
  • Procedura per ottenere i permessi
  • Quando non è necessario un permesso per una piscina?
  • Sanzioni per mancati permessi per costruire una piscina interrata
  • Sentenze e approfondimenti di riferimento
  • Piscine: tutti gli approfondimenti

Piscina interrata: cos’è?

Una piscina interrata è una vasca artificiale costruita al di sotto del livello del suolo, progettata per offrire un’opzione duratura e spesso considerata più lussuosa rispetto alle piscine fuori terra.

Queste piscine possono variare notevolmente in termini di dimensioni, forme e materiali utilizzati, a seconda delle esigenze.

Le piscine interrate possono essere realizzate in diversi materiali, tra cui cemento armato, liner (pellicola in PVC) e vetroresina. Il cemento armato è generalmente più costoso ma offre maggiore personalizzazione e durata.

Le piscine interrate si integrano meglio nel paesaggio circostante rispetto alle piscine fuori terra, contribuendo a un aspetto più elegante e raffinato.

Essendo costruite con materiali robusti e progettate per resistere nel tempo, queste piscine richiedono meno manutenzione rispetto alle opzioni temporanee.

Il costo di una piscina interrata può variare significativamente in base a dimensioni e materiali.

Differenza tra piscina interrata, seminterrata e fuori terra

Le piscine possono essere classificate in tre tipologie principali: interrate, seminterrate e fuori terra, a seconda della modalità di installazione e della loro interazione con il terreno.

Le piscine interrate sono completamente inserite nel terreno, il che richiede scavi e opere edili significative.

Sono caratterizzate da un’integrazione armonica con il paesaggio circostante e rappresentano una struttura permanente. Questa tipologia offre grande libertà di personalizzazione in termini di forme, dimensioni e rivestimenti, ma comporta costi elevati per l’installazione e richiede permessi edilizi specifici.

Le piscine seminterrate sono parzialmente inserite nel terreno e sporgono solo in parte rispetto al livello del suolo. Questo tipo di struttura viene spesso utilizzata in aree con terreni in pendenza o irregolari, dove una piscina interrata tradizionale sarebbe più complessa da realizzare. Rispetto alle piscine interrate, richiedono meno scavi e lavori edili, ma comunque necessitano di permessi specifici e di un’attenta progettazione per garantire stabilità e sicurezza.

Le piscine fuori terra sono completamente posizionate sopra il livello del suolo, senza necessità di scavi. Sono spesso prefabbricate e amovibili, e il loro montaggio è più semplice e rapido rispetto alle altre tipologie. I costi sono generalmente inferiori e, nella maggior parte dei casi, non richiedono permessi edilizi. Tuttavia, a livello estetico, tendono a integrarsi meno con l’ambiente rispetto alle piscine interrate e seminterrate, offrendo minori possibilità di personalizzazione.

La scelta tra questi tre tipi dipende da fattori come il budget, il contesto del terreno, le esigenze estetiche e i requisiti normativi.

Per procedere correttamente nel progetto di una piscina, affrontando tutti gli aspetti tecnici essenziali quali dimensioni, profondità, modalità di costruzione, materiali, norme, è consigliabile utilizzare il software di progettazione architettonica 3D, che ti consente di disegnare modelli 3D/BIM, ottenere tutti gli elaborati grafici necessari al progetto, produrre render fotorealistici e arricchire i progetti attingendo alla libreria degli oggetti BIM.

Progetto di una piscina: render realizzato con Edificius

Progetto di una piscina: render realizzato con Edificius

Quadro normativo

Per la progettazione di piscine private, esiste una normativa tecnica obbligatoria che consente comunque un certo grado di flessibilità. Al contrario, per le piscine destinate a un uso pubblico o semi-pubblico, come quelle condominiali o presenti in strutture turistiche, è fondamentale attenersi a specifiche norme tecniche, in particolare a quelle stabilite dalla norma UNI 10637.

Di seguito sono elencate le principali normative di riferimento per garantire un corretto progetto di piscina:

  • Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003: riguarda gli “aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio”;
  • Accordo interregionale tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 16 dicembre 2004 sulla disciplina interregionale delle piscine;
  • D.M. 18 marzo 1996, integrato dal D.M. 6 giugno 2005: stabilisce le norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi;
  • norme UNI 10637, UNI 16713 (parti 1, 2 e 3) e UNI 16582 (parti 1, 2 e 3): forniscono le linee guida per la progettazione delle piscine e dei relativi impianti di filtrazione e ricircolo dell’acqua.
  • UNI 11718: disciplina le coperture per piscine;
  • norme C.O.N.I.: relative agli standard degli impianti sportivi;
  • regolamenti F.I.N. e F.I.N.A.: necessari per l’omologazione delle piscine destinate all’uso sportivo;
  • regolamenti edilizi locali e norme igienico-sanitarie;
  • regolamenti regionali;
  • norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018): che stabiliscono i criteri generali per la sicurezza delle strutture.

Alcune regioni hanno recepito con delibera della Giunta regionale l’Accordo della Conferenza Stato-Regioni del 2003. Altre sono intervenute a dettare una disciplina generale per le piscine a uso natatorio, oggetto dell’Accordo, con disposizioni di rango primario; alcune sono poi intervenute con Legge a disciplinare solo alcune specifiche tipologie di piscine.

Qui trovi un quadro completo della normativa sulle piscine

Quali permessi per piscine interrate?

Per fare una piscina interrata ci vuole il permesso in tutte le situazioni in quanto si prevede una modifica sostanziale del terreno. Al contrario, per le piscine fuori terra, spesso non è necessario alcun permesso, a meno che non siano previste modifiche significative al paesaggio.

I principali permessi necessari includono:

  • permesso di costruire: è obbligatorio se la piscina supera il 20% del volume dell’immobile principale. Questo permesso deve essere richiesto presso lo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune, e il progetto deve essere redatto da un professionista abilitato;
  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): se la volumetria della piscina è inferiore al 20% dell’immobile, si può presentare la SCIA, che consente di iniziare i lavori immediatamente dopo la presentazione. Anche in questo caso, è necessario allegare un progetto dettagliato;
  • autorizzazione della Soprintendenza: necessaria se l’area in cui si intende costruire la piscina è soggetta a vincoli paesaggistici o storici. Questo permesso deve essere ottenuto prima di iniziare i lavori;
  • autorizzazioni ambientali: se il cantiere si trova in una zona con vincoli idrogeologici, sarà necessario consultare un geologo e ottenere ulteriori autorizzazioni;
  • autorizzazione ASL: l’Azienda Sanitaria Locale deve approvare il progetto riguardante il trattamento e lo scarico delle acque della piscina. Senza questa autorizzazione, il comune potrebbe rifiutare di rilasciare i permessi necessari. Questo processo è generalmente rapido e può richiedere solo pochi giorni.

In molte regioni, è inoltre necessaria una certificazione antisismica per garantire la sicurezza strutturale della piscina. Questa certificazione deve essere presentata insieme agli altri documenti di richiesta.

Per avere sempre a disposizione i modelli aggiornati delle varie autorizzazioni, puoi utilizzare il software per i titoli abilitativi che ti consente di accedere ai moduli necessari per richiedere i permessi per le piscine interrate e ti permette di compilare automaticamente il modello, generando il PDF pronto per la stampa.

Titoli abilitativi: software Praticus TA

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Procedura per ottenere i permessi

Di seguito viene fornita una guida pratica su come richiedere i permessi:

  • consultare il Comune: prima di avviare qualsiasi attività, è consigliabile rivolgersi all’ufficio tecnico del Comune di riferimento per ottenere informazioni dettagliate sui requisiti e le procedure specifiche;
  • preparare la documentazione: raccogliere tutti i documenti necessari, tra cui progetti, certificazioni e ogni altro atto richiesto dalle normative vigenti;
  • presentare la domanda: compilare e presentare le domande per i permessi richiesti, seguendo le indicazioni fornite dal Comune;
  • attendere risposta: attendendo i tempi di risposta, che possono variare da alcune settimane a diversi mesi, è importante monitorare eventuali comunicazioni o richieste di integrazione documentale;
  • iniziare i lavori: solo dopo aver ottenuto tutti i permessi necessari, sarà possibile avviare i lavori, rispettando le normative e le condizioni stabilite.

Nel caso del permesso di costruire, può esserti di grande aiuto lo schema di procedimento rilascio del permesso di costruire che ti guida nella procedura da seguire per richiedere e ottenere il PdC.

Schema procedimento rilascio permesso di costruire

Schema procedimento rilascio permesso di costruire

Quando non è necessario un permesso per una piscina?

Mentre la costruzione di una piscina interrata richiede generalmente permessi specifici, esistono situazioni in cui è possibile procedere con minori requisiti, a condizione che vengano rispettate le normative locali e i limiti dimensionali stabiliti.

Solitamente, le piscine fuori terra non richiedono permessi poiché non comportano scavi o modifiche permanenti al terreno.

È sempre consigliabile consultare gli uffici comunali per chiarire i requisiti specifici della propria area.

Sanzioni per mancati permessi per costruire una piscina interrata

La costruzione di una piscina senza i necessari permessi può comportare diverse sanzioni, sia amministrative che penali.

Le sanzioni amministrative comprendono:

  • multa per abuso edilizio: se la piscina è costruita senza permesso di costruire, la multa può variare da 5.164 a 51.645 euro a seconda della gravità dell’abuso e della difformità rispetto alle autorizzazioni richieste. In caso di violazione delle norme edilizie o delle modalità di esecuzione, la sanzione può arrivare fino a 10.329 euro;
  • ordinanza di demolizione: l’autorità competente può emettere un’ingiunzione per demolire la piscina entro 90 giorni. Se il proprietario non ottempera, il Comune può procedere alla demolizione e acquisire l’area occupata dalla piscina;
  • sanzioni pecuniarie aggiuntive: se il proprietario non rispetta l’ordine di demolizione, è soggetto a ulteriori multe che possono variare da 2.000 a 20.000 euro.

Nei casi più gravi, come la lottizzazione abusiva o la violazione di vincoli paesaggistici, le sanzioni possono essere comprese tra 15.493 e 51.645 euro, oltre all’arresto fino a due anni.

Sentenze e approfondimenti di riferimento

Di seguito si propongono una serie di sentenze e approfondimenti che chiariscono degli aspetti fondamentali riguardanti l’installazione di piscine.

Piscina amovibile in zona vincolata: basta la CILA?

Sentenza 106/2026 – Tar Lombardia 

Anche le piscine amovibili, se di dimensioni e struttura rilevanti, possono assumere la qualifica di nuova costruzione, richiedendo il titolo edilizio appropriato indipendentemente dalla loro natura pertinenziale.

Leggi l’approfondimento

La visibilità dall’alto di una piscina giustifica il diniego dell’autorizzazione paesaggistica?

Il Consiglio di Stato (sentenza n. 6893/2025) ha precisato i criteri per valutare l’impatto paesaggistico delle nuove opere, sottolineando che la protezione del paesaggio deve considerare la percezione reale da punti di osservazione accessibili al pubblico, non solo la visibilità dall’alto. Nel caso di una piscina fuori terra di 50 m2 situata in una zona vincolata, la Soprintendenza aveva negato l’autorizzazione paesaggistica basandosi sulla visibilità aerea, senza tuttavia specificare né motivare adeguatamente il contrasto con il vincolo né considerare che la piscina non fosse visibile da punti pubblici.

Il Consiglio di Stato ha confermato che la semplice visibilità dall’alto non configura di per sé una lesione paesaggistica e non può giustificare un divieto, perché ciò estenderebbe in modo eccessivo il vincolo panoramico, trasformandolo in un divieto totale di costruzione. Ha inoltre evidenziato che la riduzione delle superfici verdi va valutata solo se incide sulla fruizione del paesaggio da punti accessibili al pubblico, cosa non verificata in questo caso.

Per questi motivi, il Consiglio ha annullato il diniego di autorizzazione, riconoscendo che la piscina può essere realizzata senza arrecare un’effettiva alterazione dei valori paesaggistici tutelati.

Leggi qui per una trattazione più approfondita della sentenza del Consiglio di Stato

Vasca idromassaggio: che titolo edilizio occorre?

La sentenza n. 502/2025 del Tar Toscana ha affrontato il caso di una vasca idromassaggio realizzata senza i necessari permessi in un’area soggetta a vincoli paesaggistici, idrogeologici e sismici. Il Comune aveva ordinato la demolizione della vasca, ritenendola una nuova costruzione e non un’opera accessoria o ornamentale. La società agricola proprietaria dell’immobile ha contestato l’ordinanza, sostenendo che la vasca fosse priva di impianti idraulici e destinata a scopi ornamentali, rientrando quindi tra le opere di edilizia libera ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 380/200112.

Il TAR ha respinto il ricorso, stabilendo che la vasca idromassaggio, dotata di impianto idraulico e autonomia funzionale rispetto all’edificio principale, costituisce un volume aggiuntivo e richiede un permesso di costruire e un’autorizzazione paesaggistica. La sua realizzazione è stata qualificata come abusiva per la mancanza di tali autorizzazioni12.

Motivazioni principali:

  • la vasca non è considerata un elemento ornamentale o pertinenziale, ma una nuova costruzione;
  • l’opera ha comportato la creazione di nuovi volumi in area vincolata senza le necessarie autorizzazioni;
  • il ricorrente non ha dimostrato che la vasca fosse stata realizzata prima dell’introduzione dei vincoli normativi applicabili, rendendo non valido l’affidamento sulla sua conformità normativa.

In conclusione, il TAR ha confermato l’ordine di demolizione e condannato la società al pagamento delle spese processuali.

Leggi qui per una trattazione più approfondita della sentenza del Tar Toscana

Piscina tra ristrutturazione edilizia e nuova costruzione. Ecco le differenze!

La sentenza n. 295/2024 del Tar Puglia analizza le differenze tra ristrutturazione edilizia e nuova costruzione di una piscina. Nel caso esaminato, una società aveva proposto un progetto per la costruzione di una piscina prefabbricata a servizio di una masseria in un’area soggetta a vincoli paesaggistici, sostenendo che non si trattasse di una nuova costruzione, ma di un intervento temporaneo e amovibile.

Il Tar, tuttavia, ha rigettato il ricorso, affermando che, indipendentemente dalle caratteristiche prefabbricate della struttura, la piscina costituisce un’opera edilizia che incide durevolmente sul territorio e che, pertanto, richiede il rilascio del permesso di costruire.

Secondo i giudici, la piscina non può essere qualificata come semplice pertinenza in quanto svolge una funzione autonoma e comporta una trasformazione significativa dell’area. Questa decisione ribadisce che, anche in casi di interventi apparentemente leggeri, l’impatto sull’intorno urbanistico e paesaggistico determina la necessità del titolo edilizio, classificando tali opere come nuove costruzioni.

Piscine: tutti gli approfondimenti

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