Pergotenda e tende retrattili: le differenze

Pergotenda e tendaggi: ecco la differenza

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La pergotenda si configura per una maggior resistenza strutturale rispetto ad una normale tenda retrattile. I nuovi chiarimenti del CdS

L’amore contrastato che non riesce a convolare a giuste nozze raccontato ne “I Promessi Sposi” costituisce un classico assoluto della nostra letteratura; similmente la pergotenda, oggetto del desiderio di molti, spesso indebitamente ostacolato dagli enti territoriali, quali novelli don Rodrigo, è divenuta un classico innegabile e irrinunciabile, loro malgrado, dei tribunali Italiani, ma senz’altro fonte inesauribile d’ispirazione della nostra redazione di BibLus-net.

Voglia perdonarmi Alessandro Manzoni per l’azzardato e scherzoso, forse, un po’ irriverente accostamento e torniamo sul tema della pergotenda, nel tentativo di definire meglio questo oggetto e poterlo in tal modo collocare tranquillamente nei casi di edilizia libera.

Questa volta tocca al Consiglio di Stato con la sentenza n. 3488/2022.

Pergotenda, un costante punto interrogativo in edilizia…il caso

Un Comune contestava la realizzazione di una tenda a riparo di un terrazzo c.d. “a pozzo” (tipo di terrazzo ricavato all’interno della falda inclinata del tetto).

La tenda allo stato di fatto risultava composta da un supporto, costituito da elementi di alluminio, di scorrimento di tenda retrattile soprastante e di teli laterali.

L’ente osservava la difformità del manufatto dal titolo edilizio richiesto: la struttura montata a copertura del terrazzo, così come realizzata, non si configurava come tenda a rullo, come sommariamente rappresentata nel progetto, ma bensì come una tenda dotata di struttura di supporto che emergeva da tutti i lati dal profilo di copertura.

A parere dell’ente, che ne intimava la rimozione, il manufatto non avrebbe potuto essere considerato una pergotenda (come successivamente puntualizzato dai proprietari), e quindi un manufatto non rientrante in edilizia libera, in quanto:

  • avrebbe alterato il prospetto dell’immobile,
  • determinato uno spazio chiuso con aumento di volume e di superficie del fabbricato,

tanto da non rispondere ad esigenze meramente temporanee.

La questione sfociava in un ricorso al Tar che dava ragione ai proprietari della tenda, ma il Comune controbatteva con ricorso in appello presso il CdS.

La sentenza del Consiglio di Stato: una struttura in alluminio a sostegno di un telo leggero retrattile può essere assimilata ad una pergotenda

I giudici fanno riferimento ad una struttura grossomodo assimilabile a quella in questione, realizzata nello stesso Comune, pure oggetto di un loro precedente giudizio.

Il manufatto del precedete giudizio è stato classificato pure come “pergotenda”, cioè opera che pur non essendo destinata a soddisfare esigenze precarie, non necessita di titolo abilitativo in considerazione della consistenza, delle caratteristiche costruttive e della sua funzione.

I giudici di Palazzo Spada sottolineano che in verità:

non sembra esservi totale chiarezza, nella giurisprudenza amministrativa, sulla distinzione tra i concetti di tenda retrattile e di c.d. “pergotenda” (cosa che, peraltro, pare essere logica conseguenza del fatto che tale ultima dizione, piuttosto che integrare un bene giuridicamente ben definito, è frutto del recepimento nel più recente lessico giuridico di terminologie semplicemente trasfuse dalla prassi, anche commerciale, degli operatori del settore).

Differenze tra una mera tenda retrattile ed una pergotenda

Ma nonostante l’incertezza, prosegue il CdS, un elemento differenziale della c.d. “pergotenda”, rispetto a una mera tenda retrattile, può essere ricercato non già, come sostiene il Comune appellante, nella struttura di supporto, laterale o frontale, rigida e leggera (solitamente in alluminio) a sostegno del telo (la quale è invece in sé necessaria a mantenere in tensione ogni tenda esposta al vento); quanto piuttosto in una serie di profili rigidi (c.d. “frangitratta”), distanziati tra loro di circa 50-100 centimetri, aventi la specifica funzione di dare alla copertura maggior resistenza strutturale alla formazione di sacche d’acqua o al carico nevoso accidentale (altresì consentendone la chiusura “a pacchetto”, anziché a rullo), tanto da consentirne l’utilizzo a copertura di superfici notevolmente più ampie.

Ne deriva che la tenda del caso in esame nemmeno potrebbe rientrare nel novero delle pergotende né ai relativi limiti che, essenzialmente in termini di estensione superficiale, sono stati individuati in giurisprudenza come parametro della loro riconducibilità al novero degli interventi di edilizia libera (ossia senza oneri di previa comunicazione dell’installazione all’autorità comunale).

La struttura in esame che regge la tenda non costituisce opera autonoma

Tuttavia, il CdS ritiene che la struttura di supporto in esame non costituisce un’opera autonoma e principale rispetto alla tenda, perché è inidonea di per sé ad offrire un’autonoma utilità al di là del mero sostegno perimetrale alla tenda retrattile e relativi teli laterali.

L’eventuale permanenza in posizione di spiegamento della tenda e dei teli laterali non è di per sé idonea a conferire alla struttura la natura di nuova costruzione, tale da dover richiedere il permesso di costruire o altro titolo abilitativo.

Infatti gli interventi di arredo di spazi aperti effettuati con materiali leggeri devono di norma essere considerati liberamente ammissibili (ove non vi siano peculiari e specifiche previsioni vincolistiche o pianificatorie puntualmente ostative), in quanto idonei a realizzare il miglior godimento dell’immobile senza incidere significativamente su di esso: ossia lasciandone inalterate le caratteristiche edilizie, progettuali, culturali, ambientali ed estetiche dell’edificio.

Il ricorso in appello del Comune non è, quindi, accolto.

Quanto riportato è utile ad evidenziare come la scelta del titolo abilitativo più appropriato per la realizzazione di un manufatto edilizio costituisce motivo di facile inciampo, ma la stessa gestione del titolo edilizio scelto correttamente potrebbe risultare confusa tra molteplici moduli da compilare, presentare e successivamente archiviare. E’ per questo che ti suggerisco uno strumento che può rendere il tuo lavoro più veloce, facile da tenere in ordine e consultare agevolmente.

 

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