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Pergotenda e gazebo: quando non occorre il permesso di costruire?

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Una pergotenda e un gazebo quando costituiscono meri accessori all’edificio principale possono rientrare in attività di edilizia libera. I nuovi chiarimenti dal Tar Lazio

Pergotende e gazebo rientrano tra i principali elementi di arredo per chi disponga di uno spazio all’aperto, che sia un giardino o un terrazzo.

Nonostante l’utilizzo di queste strutture risulti ampiamente diffuso, persiste ancora grande incertezza su quali tipologie possano rientrare in attività di edilizia libera e quali invece necessitino di un permesso di costruire.

La sentenza n. 12151/2020 del Tar Lazio aggiunge nuovi ed ulteriori chiarimenti in merito; permettendo così anche di evitare di incorrere inconsapevolmente in un abuso edilizio.

Il caso

Una società proprietaria di un immobile riceveva dal Comune un’ingiunzione alla demolizione di alcune opere realizzate senza titolo edilizio tra le quali figuravano un gazebo ed una pergotenda situati nel giardino.

Quest’ultimi erano ritenuti abusivi dall’amministrazione poiché erano stati realizzati senza il permesso di costruire.

Per la precisione:

  • il gazebo era costituito da una struttura di 4 x 4 m, non era ne fissato al suolo ne all’edificio, ed era impiegato come riparo di uno degli ingressi all’immobile;
  • la pergotenda, costituita da una struttura di 5 x 1 m, forniva riparo alle scale di accesso al piano interrato, con ancoraggio alla parete del fabbricato ed in parte alla ringhiera delle scale.

Secondo la società le due strutture costituivano, per le loro caratteristiche strutturali e d’impiego, mere pertinenze del fabbricato e quindi sarebbero rientrate in opere in edilizia libera.

Per tali motivi, la società faceva ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Lazio

Per i giudici del Tar, la pergotenda (in questione) non può essere considerata nuova costruzione necessitante di permesso di costruire, poiché la struttura:

  • è costituita principalmente da una tenda;
  • non è fissa ma retraibile per cui non può configurarsi uno spazio chiuso adatto a generare nuovo volume o superficie;
  • assolve essenzialmente alla funzione di protezione dagli agenti atmosferici;

Per tali motivi la pergotenda in oggetto può essere ricondotta in attività di edilizia libera, rappresentando la stessa un arredo funzionale alla migliore fruizione temporanea dello spazio esterno all’unità principale, ai sensi dell’ art. 6 (Attività edilizia libera), comma 1, del dpr n. 380/2001.

A parere dei giudici, ad analoghe conclusioni si può giungere per quel che riguarda il gazebo.

Esso infatti, realizzato in aderenza (ma non fissato) a due lati del fabbricato, in assenza di chiusure laterali, può essere ritenuto accessorio alla parte dell’unità immobiliare alla quale accede.

I togati, a conclusione, precisano che ai fini edilizi il manufatto può essere considerato una pertinenza quando:

  • è preordinato ad un’oggettiva esigenza dell’edificio principale;
  • è funzionalmente inserito al suo servizio;
  • è sfornito di un autonomo valore di mercato e non comporta un cosiddetto “carico urbanistico” proprio in quanto esaurisce la sua finalità nel rapporto funzionale con l’edificio principale”.

Per tali motivi, il Tar ha ritenuto di accogliere il ricorso limitatamente alla pergotenda ed al gazebo, per cui quest’ultimi non vanno demoliti.

 

Per maggiore approfondimento su pergotenda e gazebo leggi anche questi articoli di BibLus-net.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Lazio

 

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