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Pergolato senza permesso: cosa prevede la normativa

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

È possibile installare un pergolato senza permesso? A quali condizioni? Scopri cosa prevede la normativa per realizzare opere legali ed evitare sanzioni

Il pergolato è una delle soluzioni architettoniche più apprezzate per arricchire gli spazi esterni. Prima della loro installazione è però fondamentale comprendere le disposizioni normative vigenti e i permessi necessari al fine di evitare abusi edilizi e le relative sanzioni.

Gestire un progetto in modo efficiente è fondamentale per l’installazione di qualsiasi struttura a norma e un software per la gestione progettuale può aiutarti a pianificare ogni fase in dettaglio, migliorando l’efficienza, la collaborazione e il controllo.

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Scopri nel dettaglio le caratteristiche di un pergolato e scopri le condizioni necessarie per installarlo senza bisogno di alcun titolo abilitativo.

Progettazione pergolato: software Edificius

Progettazione pergolato: software Edificius

Cos’è un pergolato?

Secondo la definizione generale, il pergolato (insieme di più pergole) è una struttura leggera, rimovibile e non fissata al pavimento, senza elementi in muratura e priva di copertura. È dotato di elementi superiori per sostenere le piante rampicanti ed è completamente aperto su tutti i lati.

Per queste caratteristiche, costituisce una struttura principalmente destinata all’ombreggiatura e all’estetica e, grazie alla sua natura rimovibile, non richiede permessi di costruire in molti casi.

Secondo la definizione data dal Consiglio di Stato nella sentenza n.306/2017, il pergolato costituisce:

una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze e consiste, quindi, in un’impalcatura, generalmente di sostegno di piante rampicanti, costituita da due (o più) file di montanti verticali riuniti superiormente da elementi orizzontali posti ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone.

Dunque, i pergolati si caratterizzano per avere le seguenti funzioni:

  • supporto per piante rampicanti, fornendo solo ombreggiamento senza riparare dalle piogge;
  • struttura di sostegno puntiforme, senza elementi strutturali a pareti.

Caratteristiche di un pergolato

Di solito, gli elementi orizzontali di un pergolato devono avere un rapporto di foratura non inferiore a 4/5. L’altezza massima consentita varia tra i 2,5 e i 3 metri a seconda dei regolamenti comunali, mentre la superficie occupata dal pergolato di solito non può superare il 30-50% della superficie libera.

Ecco alcuni consigli pratici per l’installazione:

  • assicurarsi di ancorare saldamente la struttura del pergolato al suolo per garantirne la stabilità. È fondamentale definire una profondità adeguata all’ancoraggio;
  • gli elementi verticali devono essere fissati usando cemento o piastre bullonate per ancorarli alla pavimentazione;
  • per coprire il pergolato, si possono considerare diverse opzioni: tegole posate sulle travi in legno come sostegno, tessuti, o anche piante sempreverdi o caducifoglie. Tra le piante più utilizzate ci sono bouganville, passiflora, glicine, gelsomino, o piante da frutto come vite o kiwi.

Pergole senza permessi

Date le sue caratteristiche, di solito il pergolato non richiede un permesso specifico per essere installato e rientra tra gli interventi di edilizia libera.

Tuttavia, per installare pergole o pergolati senza dover ottenere autorizzazioni, è essenziale che la struttura sia aperta su tre lati, non sia permanentemente fissata al suolo e abbia dimensioni limitate.

A queste condizioni, le normative locali possono includere ulteriori specifiche indicazioni soprattutto per le aree vincolate paesaggisticamente o altre zone protette. Quindi, è sempre consigliabile controllare le regolamentazioni comunali e locali per accertarsi di eventuali restrizioni particolari.

Se un pergolato è coperto nella parte superiore con una struttura non facilmente rimovibile, allora è necessario ottenere un titolo abilitativo per la sua installazione.

Pergolato senza permesso: normativa di riferimento

L’art. 6 del D.P.R. 380/01 fa riferimento alle categorie di intervento esenti da permesso edilizio, senza specificare quali strutture rientrano in edilizia libera.

Il Glossario dell’edilizia libera, invece, approvato con il  D.M. 2 marzo 2018, fornisce l’elenco delle principali opere che non richiedono titolo abilitativo, vale a dire :

  • permesso di costruire;
  • CILA;
  • CIL;
  • SCIA.

In questo elenco si menziona anche il pergolato. Nello specifico, nella categoria di intervento “Aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. (D.Lgs. 222/2016, Tab. A, Sezione II –Edilizia- attività 29)” si fa esplicitamente riferimento a “Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di pergolato, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo” (n. 46).

Requisiti per pergolati esterni senza permesso

I requisiti per evitare di ottenere il titolo abilitativo per un pergolato sono due:

  • le dimensioni della struttura;
  • la solidità della sua costruzione.

Non è necessaria alcuna concessione edilizia se l’opera è una struttura precaria, facilmente rimovibile e non comporta una trasformazione urbanistica significativa del territorio.

Ad esempio, un pergolato costituito da un telaio in legno, non fissato al pavimento o alle pareti dell’edificio ma semplicemente addossato, senza chiusure sui lati o sulla copertura, non richiede un permesso specifico.

I pergolati che comportano una trasformazione edilizia e urbanistica del territorio sono soggetti al rilascio del permesso di costruire. Tuttavia, la presenza di coperture e chiusure (che potrebbero trasformare il pergolato in una tettoia) quando non fisse e realizzate con materiali che non conferiscono stabilità e permanenza, non costituisce una nuova costruzione.

Condizioni per pergolati senza permessi

Nello specifico per installare pergolati senza ottenere alcun titolo abilitativo, è necessario considerare i seguenti aspetti:

  • regolamento comunale: la normativa edilizia comunale può influire sulla realizzazione di un pergolato attraverso limiti dimensionali, restrizioni locali e vincoli specifici. È quindi importante consultare gli uffici del Comune e verificare le normative applicabili prima di iniziare i lavori;
  • vincoli locali o paesaggistici: le zone a vincolo paesaggistico o altre aree protette possono avere restrizioni specifiche per l’installazione dei pergolati o vietarne la loro installazione;
  • dimensioni del pergolato: le dimensioni del pergolato possono influire sulla necessità di un permesso di costruire. Se il pergolato è di limitate dimensioni e non fissato permanentemente al suolo, può rientrare in edilizia libera; mentre, se è di grandi dimensioni o ha una base cementata, richiede un permesso di costruire;
  • copertura del pergolato: se il pergolato è coperto superiormente con una struttura non facilmente amovibile, non rientra in edilizia libera e richiede un permesso di costruire;
  • sicurezza: l’installazione di un pergolato deve rispettare le norme di sicurezza e stabilità, evitando di pregiudicare la stabilità o la sicurezza dell’edificio o delle sue parti.

Risulta fondamentale consultare con attenzione le disposizioni e rispettare i vari requisiti richiesti per non incorrere in abuso edilizio ed eventuali sanzioni per l’illecito commesso.

Per i casi in cui i pergolati richiedono uno specifico titolo abilitativo, può essere di grande supporto il software per i titoli abilitativi che, con un input guidato, ti aiuta nella corretta scelta del titolo a seconda dell’intervento e ti offre tutti i modelli aggiornati delle varie pratiche edilizie da compilare, salvare ed archiviare con facilità.

Pergola autoportante e pergola addossata senza permessi

Una pergola/pergolato può costituire una struttura autoportante o addossata.

Una pergola autoportante è una struttura completamente indipendente che non richiede alcun supporto da una parete. Non è necessario alcun intervento murario e rappresenta una soluzione ideale per valorizzare uno spazio all’aperto creando un’area autonoma.

D’altra parte, una pergola addossata si riferisce a una struttura che si collega direttamente a un edificio, estendendosi quasi come una sua continuazione naturale. Generalmente, la struttura è fissata a una parete. Questo tipo di soluzione consente di creare uno spazio esterno senza compromettere significativamente l’estetica dell’edificio.

Per quanto riguarda i titoli edilizi necessari, sia nel caso di pergola autoportante che addossata, è fondamentale che la struttura rispetti le caratteristiche menzionate, vale a dire che non sia fissa, sia di limitate dimensioni e sia costituita da una struttura aperta, affinché rientri in edilizia libera.

Pergole bioclimatiche senza permessi: è possibile?

Le pergole bioclimatiche rappresentano strutture leggere installate su parete o autoportanti, caratterizzate da un tetto composto da lamelle orientabili automaticamente.

A differenza dei tradizionali pergolati in legno e delle verande, le pergole bioclimatiche presentano le seguenti caratteristiche distintive:

  • una copertura meccanica e/o automatica;
  • l’utilizzo di materiali innovativi di ultima generazione;
  • tecnologia avanzata che permette il controllo delle funzioni tramite domotica, telecomando o app per smartphone;
  • la possibilità di essere chiuse con tende o vetri su tutti i lati;
  • elevate prestazioni anche in condizioni climatiche avverse, come forti venti, pioggia e neve.

Queste strutture sono progettate per regolare la temperatura e la ventilazione dell’ambiente esterno, garantendo comfort e protezione dai fenomeni atmosferici durante tutto l’anno.

A differenza delle pergole classiche che rientrano spesso in edilizia libera, le pergole bioclimatiche richiedono titoli edilizi, come il permesso di costruire o la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

La normativa edilizia nazionale e la giurisprudenza stabiliscono che le pergole bioclimatiche, con la loro capacità di regolare la chiusura e la copertura, non possono essere considerate equivalenti alle strutture tradizionali e devono essere trattate come opere più complesse, simili alle tettoie.

Pertanto, l’installazione di una pergola bioclimatica richiede necessariamente l’ottenimento di un titolo autorizzativo edilizio adeguato.

Come coprire un pergolato senza permessi?

La trasformazione della copertura di un pergolato può comportare un cambiamento nella sua qualificazione edilizia, potenzialmente trasformandolo in una tettoia e richiedendo quindi l’ottenimento di un titolo abilitativo.

La giurisprudenza si è pronunciata su questo tema in diversi casi significativi. Per esempio, è stato chiarito che per trasformare una tettoia in un pergolato fotovoltaico potrebbe essere sufficiente presentare una CILA.

A tal riguardo, la sentenza n. 29/2021 del Tar Lombardia affronta un caso in cui un proprietario, nel realizzare un edificio residenziale, ha deciso di trasformare una tettoia irregolare in un pergolato per ospitare pannelli fotovoltaici, presentando una CILA per demolire parzialmente la tettoia e riutilizzare alcune strutture esistenti. Nonostante l’autorizzazione del Comune, una vicina ha contestato l’intervento, sostenendo che la struttura non poteva essere considerata un pergolato a causa della sua massiccia copertura. Il Tar Lombardia ha chiarito che la trasformazione effettuata dal privato era legittima e conforme al regolamento edilizio, confermando che la presenza di pannelli fotovoltaici non altera la qualificazione del pergolato, purché sia garantita la permeabilità di acqua e luce e la struttura mantenga la sua funzione di sostegno. Pertanto, il ricorso della vicina è stato respinto.

Nella sentenza n. 29/2021 del Tar Lombardia, invece, si affronta il caso di un pergolato fotovoltaico e di una copertura in PVC.

Nel caso in esame, una proprietaria di un bar ha ricevuto un’ordinanza di demolizione dal Comune per alcuni manufatti considerati abusivi, tra cui un pergolato in legno utilizzato come supporto per pannelli fotovoltaici, coperto in inverno con un telo in PVC. Il Comune riteneva insufficiente la CILA presentata per questa trasformazione. Tuttavia, il Tar Lazio ha accolto il ricorso della proprietaria, stabilendo che la CILA era adeguata. I giudici hanno chiarito che la presenza di pannelli fotovoltaici non altera la qualificazione del pergolato, purché sia garantita la permeabilità di acqua e luce. Inoltre, la copertura in PVC, se facilmente amovibile e non ostruisce completamente il passaggio di luce e acqua, è considerata un complemento ammissibile. Pertanto, il ricorso è stato accolto e l’ordine di demolizione annullato.

Conseguenze per l’installazione di pergolati senza permesso

Le sanzioni per l’installazione di una pergola senza i permessi necessari possono variare in base alle normative locali e alle circostanze specifiche.

Ecco alcune possibili sanzioni che possono essere applicate:

  • demolizione della struttura: in alcuni casi, la struttura può essere obbligatoriamente demolita se non è stata installata con i permessi necessari;
  • sanzioni pecuniarie: le autorità locali possono applicare sanzioni pecuniarie ai proprietari che hanno installato una pergola senza i permessi necessari. Queste sanzioni possono variare in base alla gravità della violazione e alle normative locali;
  • procedimento di abuso edilizio: l’installazione di una pergola senza permessi può essere considerata un abuso edilizio, il che può portare a procedimenti legali e sanzioni più severe;
  • rimozione della struttura: in alcuni casi, la struttura può essere rimossa e il proprietario può essere obbligato a reinstallarla con i permessi necessari;
  • pena di arresto: in casi estremi, l’installazione di una pergola senza permessi può essere considerata un reato e il proprietario può essere soggetto a una pena di arresto.

È importante notare che queste sanzioni possono variare in base alle normative locali e alle circostanze specifiche. È sempre consigliabile verificare le disposizioni normative locali.

Altre strutture per esterno: gazebo, tettoie e tende

Oltre ai pergolati, esistono una serie di strutture per esterno che presentano delle caratteristiche proprie che influiscono sull’ottenimento o meno di un titolo edilizio.

La distinzione principale tra le diverse strutture riguarda la loro funzione: i pergolati sono pensati per ombreggiare e schermare dai raggi solari, mentre pensiline, tettoie e tende proteggono dagli agenti atmosferici e possono aumentare lo spazio abitativo.

Un altro criterio di distinzione è la loro precarietà o stabilità: le strutture facilmente rimovibili senza demolizioni sono considerate precarie, mentre le strutture fisse richiedono interventi più sostanziali per essere rimosse.

Ecco le principali caratteristiche:

  • pergolati: sono strutture ornamentali costituite da una serie di pali o pilastri collegati da elementi orizzontali, la parte superiore è aperta e può essere ricoperta da piante rampicanti, offrendo ombra e decorazione e sono aperti su almeno tre lati;
  • gazebo: si tratta di strutture indipendenti, stabili o temporanee, con una struttura di supporto solida in metallo o altro materiale leggero; hanno una copertura nella parte superiore e un’altezza sufficiente per consentire alle persone di stare in piedi o di transitare al di sotto e i lati possono essere aperti e liberi o chiusi da tendaggi o grate che supportano piante rampicanti;
  • pensiline: costituisce un elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di sostegno;
  • tettoie: queste strutture sono caratterizzate da una copertura supportata da pali o fissata al muro di un edificio; si tratta, dunque, di strutture fisse che possono essere posizionate per riparare l’ingresso di case o condomini oppure essere completamente indipendenti;
  • tende: sono coperture fisse o temporanee, ancorate a montanti in legno o metallo. Facili da rimuovere, hanno lo scopo di fornire ombreggiatura all’area esterna.

Potrebbe interessarti un approfondimento su come progettare gazebo, pergolati e tettoie per comprendere meglio le specifiche e i requisiti tecnici delle strutture indicate.

Quali permessi?

Per quanto riguarda i permessi necessari per l’installazione delle diverse strutture edilizie per esterno, le regole da seguire sono le seguenti.

Per i gazebi:

  • edilizia libera se di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo;
  • CILA se destinato a soddisfare esigenze temporanee e ad essere immediatamente rimosso al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni;
  • SCIA se destinato a soddisfare esigenze non temporanee e che non presenti un aumento di volumetria;
  • Permesso di Costruire se non precario ma destinato a soddisfare esigenze permanenti, e quindi considerato manufatto in grado di alterare lo stato dei luoghi e aumentare la volumetria.

Le tettoie richiedono:

  • CILA se l’intervento è considerato manutenzione straordinaria senza impatto sulla parte strutturale;
  • SCIA se ricade in intervento di manutenzione straordinaria con interesse sulla parte strutturale ma senza aumento di volumetria;
  • Permesso di Costruire se comporta una modifica sostanziale dell’edificio di pertinenza con aumento di volumetria.

Per le pensiline:

  • CILA per interventi di manutenzione straordinaria che non prevedono il superamento dei limiti imposti dal Regolamento edilizio;
  • Permesso di Costruire per interventi di manutenzione straordinaria che prevedono il superamento dei limiti imposti dal Regolamento edilizio.

Per quanto riguarda le tende, il D.L. 69/2024, noto come decreto salva casa, ha modificato l’art. 6 del D.P.R. 380/01 includendo tra gli interventi di edilizia libera anche le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale è costituita da tende, tra cui:

  • tende;
  • tende da sole;
  • tende da esterno;
  • tende a pergola con telo retrattile anche impermeabile;
  • tende a pergola con elementi di protezione solare mobili o regolabili.

Affinché queste strutture siano consentite in regime di edilizia libera, è necessario rispettare le seguenti condizioni:

  • devono essere addossate o annesse agli edifici o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie per il sostegno e l’estensione dell’opera;
  • non devono creare uno spazio stabilmente chiuso che comporti variazioni di volumi e superfici;
  • devono avere caratteristiche tecnico-costruttive e un profilo estetico tali da minimizzare l’impatto visivo e l’ingombro apparente;
  • devono integrarsi con le linee architettoniche preesistenti.

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Pergolati e permessi: sentenze di riferimento

Di seguito si propongono degli approfondimenti e sentenze sui pergolati ed altre strutture architettoniche e relativi permessi.

Pergolato: quando occorre il permesso di costruire?

La Corte di Cassazione con la sentenza penale n. 15223-2022 chiarisce la questione sul pergolato e quando occorre il permesso di costruire.

Nel caso in questione, la Corte d’Appello conferma la condanna dei proprietari di un pergolato installato in un’area paesaggisticamente vincolata senza le necessarie autorizzazioni. La struttura, identificata erroneamente come pergolato, era in realtà una tettoia realizzata con una struttura metallica per tettoia, appoggiante su quattro assi metallici, due dei quali bullonati su terreno cementizio.

La Corte di Cassazione, seguendo l’orientamento consolidato della giurisprudenza amministrativa, chiarisce che un pergolato è definito come un manufatto leggero, amovibile e non infisso al pavimento, privo di elementi in muratura da qualsiasi lato e senza copertura parziale con materiali di qualsiasi natura, ma con elementi superiori necessari per sorreggere piante rampicanti. Pertanto, la struttura contestata non soddisfaceva i requisiti per essere considerata un pergolato, ma piuttosto una tettoia, soggetta a regolamentazione edilizia.

La sentenza ribadisce che la destinazione dell’opera a soddisfare bisogni non provvisori determina la necessità di autorizzazione edilizia, indipendentemente dai materiali utilizzati o dalla sua rimovibilità. Il ricorso presentato dai proprietari non è stato accolto, confermando la decisione della Corte d’Appello.

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