Anche se il pergolato è ancorato stabilmente a terra non occorre il permesso di costruire

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Il Tar Toscana chiarisce: non è necessario un permesso di costruire anche per un pergolato ancorato stabilmente a terra attraverso plinti in cemento

La sentenza n. 401/2020 del Tar Toscana contribuisce a fugare alcuni dubbi, che a volte persistono, sulle strutture leggere (pergolati, tende, pergotende, gazebo) e sui titoli edilizi necessari per la loro installazione.

Questa volta il caso chiarisce la natura di una struttura leggera e aperta, classificabile come pergola, che risultava stabilmente ancorata al suolo poiché poggiava su plinti in cemento.

Il caso

Una privata contestava alla propria vicina la realizzazione di una pergola, chiedendo l’accertamento della illegittimità dell’intervento realizzato presso il Comune.

La pergola, realizzata previa presentazione di una CILA (Comunicazione d’inizio lavori asseverata):

  • era costituita da pilastri e travi in tubolare di ferro ancorati sia la suolo con tirafondi in acciaio affogati nei plinti in cemento armato, sia alle pareti;
  • aveva dimensioni di 6,15 m per 4,40 m, con altezza pari a m 3,30;
  • era parzialmente coperta.

A parere della ricorrente, la pergola ancorata stabilmente a terra, per materiali utilizzati, e poiché parzialmente coperta (quindi assimilabile anche ad una tettoia), non costituiva un elemento di arredo, ma bensì era una vera e propria nuova costruzione, per cui il titolo edilizio appropriato non era una CILA ma il permesso di costruire.

La privata si appellava, quindi, al mancato rispetto del dpr 380/2001 (Testo unico dell’edilizia):

  • art. 3 (Definizioni degli interventi edilizi), comma 1, lett. e) “interventi di nuova costruzione” ed e.5) “installazione di manufatti leggeri“;
  • art. 6 (Attività di edilizia libera), comma 1, e-quinquies “[…] gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici“.

Il Comune respingeva la contestazione ritenendo più che sufficiente la CILA presentata dalla vicina. La questione finiva, quindi, presso il giudizio del Tar.

La sentenza del Tar Toscana

Per i giudici, i pergolati sono strutture leggere e facilmente amovibili, esonerate dall’obbligo di presentare persino la comunicazione di inizio lavori come è anche previsto dalla legge regionale in cui ricade l’opera realizzata.

Il caso presente, invece, può rientrare nel caso di edilizia libera rilevante, contemplata nella legge regionale, assentibile attraverso una CILA.

I togati osservano che, in ogni caso, la pergola oggetto della contesa è costituita da una struttura aperta, senza chiusure laterali e priva di una copertura completa orizzontale.

In definitiva, mancando uno spazio chiuso:

  • non vi è una struttura edilizia comportante nuovo volume o superficie;
  • non sussiste l’alterazione del prospetto o della sagoma dell’edificio cui il manufatto è connesso;
  • il pergolato non è idoneo a modificare la destinazione d’uso degli spazi esterni interessati.

La struttura in questione, quindi, costituisce per il Tar un’opera destinata all’ombreggiatura mediante piante rampicanti, che non aumenta l’abitabilità e non genera un ambiente fruibile in via continuativa; ne consegue che il manufatto non può rientrare nella categoria delle nuove costruzioni e nemmeno in quella delle tettoie, per cui non richiede il rilascio del permesso di costruire.

Il ricorso, quindi, non è accolto.

Per maggiore approfondimento leggi anche questi articoli di BibLus-net

Modifiche al Testo unico dell’edilizia apportate dalla legge Semplificazioni

Ricordiamo che la recente legge Semplificazioni ha apportato delle modifiche al Testo unico dell’edilizia.

Per quel che riguarda:

  • il permesso di costruire e l’installazione di manufatti leggeri;
  • l’attività di edilizia libera e strutture temporanee;

si rimanda alla lettura dell’articolo dedicato di BibLus-net: “Strutture temporanee e manufatti leggeri: cosa cambia nel testo unico dell’edilizia

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Toscana

 

praticus-ta

 

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