Titoli edilizi

Pergola bioclimatica: servono permessi?

Le pergole bioclimatiche hanno bisogno di permessi? Regole e autorizzazioni necessarie per installazioni in linea con la normativa vigente

Le pergole bioclimatiche stanno diventando sempre più popolari per la loro capacità di creare spazi esterni confortevoli e funzionali.

Progettare una pergola, bioclimatica o non, richiede il rispetto di numerosi requisiti tecnici (rapporto di foratura degli elementi orizzontali, altezza minima, superficie occupata, etc.). Pertanto, può esserti di grande aiuto il software per la progettazione edilizia che ti consente di disegnare in pianta o in 3D, modellare con oggetti parametrici BIM spazi interni ed esterni rispettando i vari requisiti tecnici e completare il progetto con oggetti della libreria online.

Ma quali sono i permessi necessari per installare pergole bioclimatiche correttamente? Scopriamolo insieme.

Pergola bioclimatica: libreria oggetti BIM

Cos’è una pergola bioclimatica?

Le pergole bioclimatiche sono strutture leggere installate su una parete o autoportanti caratterizzate da un tetto formato da lamelle orientabili automatiche.

Diversamente dai tradizionali pergolati in legno e dalle verande, le pergole bioclimatiche si contraddistinguono per:

  • una copertura meccanica e/o automatica;
  • l’uso di materiali di ultima generazione;
  • tecnologia innovativa che consente il controllo delle funzioni tramite domotica, telecomando o app per smartphone;
  • la possibilità di chiusura con tende o vetri su ogni lato;
  • elevate prestazioni anche in condizioni climatiche avverse, come forti venti, pioggia e neve.

Tali strutture sono progettate per regolare la temperatura e la ventilazione dell’ambiente esterno; di conseguenza, grazie alle loro caratteristiche uniche, possono essere utilizzate tutto l’anno, offrendo comfort e protezione dagli agenti atmosferici.

Qual è la differenza tra pergola tradizionale e pergola bioclimatica?

Le pergole bioclimatiche sono spesso oggetto di confusione con le pergole tradizionali a causa delle loro similitudini superficiali. Tuttavia, è importante comprendere le distinzioni fondamentali tra queste strutture.

La distinzione tra pergola e pergola bioclimatica risiede principalmente nella struttura del tetto. Nella pergola classica, la copertura è costituita da leggeri tralicci in legno, alluminio, ferro battuto, mentre nella pergola bioclimatica, si ha un sofisticato sistema di lamelle in alluminio.

Di conseguenza, le pergole tradizionali, essendo aperte e qualche volta riparate da chiusure effimere, non offrono un controllo adeguato sulla temperatura interna dell’ambiente; le bioclimatiche, invece, consentono un controllo più preciso della ventilazione e della temperatura, sfruttando la circolazione naturale dell’aria.

Ad esempio, quando la pergola bioclimatica è parzialmente aperta, le lamelle favoriscono l’ascesa dell’aria calda, generando un effetto di aspirazione che favorisce il ricambio d’aria verticale e una piacevole brezza.

Definizione generale pergola e pergolato

Secondo la definizione generale, la pergola è un manufatto leggero, amovibile e non fissato al pavimento, privo di elementi in muratura, caratterizzato dall’assenza di una copertura ma con elementi superiori per sostenere le piante rampicanti e completamente aperta su tutti i lati.

Per le sue caratteristiche, costituisce una struttura principalmente destinata all’ombreggiatura e all’estetica e, grazie alla sua struttura rimovibile, non richiede permessi di costruire in molti casi.

Secondo la definizione data dal Consiglio di Stato nella sentenza n.306/2017, il pergolato costituisce:

una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze e consiste, quindi, in un’impalcatura, generalmente di sostegno di piante rampicanti, costituita da due (o più) file di montanti verticali riuniti superiormente da elementi orizzontali posti ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone.

Dunque, le pergole e i pergolati hanno le seguenti caratteristiche:

  • scopo e funzione di supportare piante rampicanti, fornendo solo ombreggiamento senza riparare dalle piogge;
  • struttura di sostegno puntiforme, senza elementi strutturali a pareti.

Pergole bioclimatiche: permessi

A differenza delle pergole tradizionali, le pergole bioclimatiche non rientrano tra gli interventi di edilizia libera e richiedono titoli edilizi superiori, come il permesso di costruire o la SCIA. La giurisprudenza e i regolamenti edilizi nazionali forniscono chiarezza evidenziando che le pergole bioclimatiche, con le loro caratteristiche di chiusura e copertura, non possono essere assimilate alle pergole classiche e devono essere regolamentate come tettoie.

In quanto tale, l’installazione di una pergola bioclimatica richiede un adeguato titolo autorizzativo edilizio.

Nello specifico, la sentenza 1666-2023 del Tar Campania ha esaminato il ricorso di un privato contro la sospensione e la demolizione di una struttura metallica, una pergola bioclimatica alta circa 2,60 metri, posizionata su un massetto di calpestio e delimitata su tre lati da muri preesistenti con altre opere annesse. Il TAR ha respinto il ricorso, sostenendo che tali opere non rientrano in edilizia libera, ma sono soggette alla presentazione di una SCIA.

In particolare, il TAR ha precisato che una pergola bioclimatica, per essere considerata libera, deve essere aperta su almeno tre lati, mentre nel caso esaminato la struttura era delimitata su tre lati da muri preesistenti. La giurisprudenza chiarisce che:

un pergolato è una struttura progettata per adornare e ombreggiare giardini o terrazze, composta da montanti verticali ed elementi orizzontali che li collegano a un’altezza che consente il passaggio delle persone. Solitamente, essendo aperto su tre lati e nella parte superiore, un pergolato non richiede alcun titolo edilizio. Tuttavia, se il pergolato è coperto superiormente, anche solo parzialmente, diventa una tettoia e è soggetto alla relativa disciplina.

Per non incorrere in sanzioni, ti suggerisco di utilizzare il software per i titoli abilitativi che ti fornisce i modelli aggiornati delle pratiche edilizie. Con input guidato, potrai compilare con facilità i modelli richiesti, pronti da stampare ed archiviare.

Di seguito si forniscono i modelli SCIA e PdC in PDF.

Pergole bioclimatiche: permessi comunali

Il primo passo per installare una pergola bioclimatica è comunicare il progetto al Comune, presentando all’ufficio tecnico le planimetrie e le specifiche della copertura outdoor da realizzare.

Questo permette di verificare l’esistenza di eventuali zone vincolate e di definire la superficie edificabile disponibile.

Come affermato in precedenza, analogamente alle tettoie, potrebbe essere richiesto il Permesso di Costruire o, in alcuni casi, anche una Segnalazione Certificata Inizio Attività, a seconda delle normative regionali e dei piani regolatori locali.

Le norme comunali e i piani regolatori possono infatti prevedere disposizioni specifiche sulle coperture con lamelle orientabili. Risulta fondamentale consultare con attenzione tali disposizioni per non incorrere in abuso edilizio ed eventuali sanzioni per l’illecito commesso.

Permessi per pergola bioclimatica addossata con vetri

Prima di esaminare nel dettaglio le autorizzazioni necessarie per le pergole bioclimatiche addossate, è importante comprendere le differenze tra una pergola addossata e una autoportante.

Una pergola addossata si riferisce a una struttura che si collega direttamente all’edificio, quasi come un’estensione di esso. In pratica, la struttura è fissata a una parete, mentre la copertura, realizzata in PVC ignifugo o con lamelle orientabili, è sostenuta da pilastri in alluminio o staffe in acciaio ancorati alla parete stessa (nel caso delle pergole sospese). Questo tipo di soluzione permette di creare uno spazio esterno senza compromettere eccessivamente l’aspetto dell’edificio.

D’altra parte, una pergola autoportante è una struttura completamente indipendente che non richiede alcun supporto da una parete. Non è necessaria alcuna opera muraria e rappresenta una soluzione ideale per valorizzare uno spazio all’aperto creando un’area autonoma.

Per quanto riguarda le pergole bioclimatiche addossate a muro, soprattutto se dotate di vetrate fisse o scorrevoli, oltre alle autorizzazioni comunali necessarie, potrebbero essere richieste ulteriori autorizzazioni, poiché le vetrate schermano la struttura creando un nuovo volume chiuso.

L’installazione di pergole autoportanti, invece, di solito non comporta un aumento del volume dell’edificio.

Autorizzazione paesaggistica per pergola bioclimatica

Prima di procedere con l’installazione di qualsiasi tipo di pergola, è essenziale considerare altre situazioni speciali, come i vincoli paesaggistici.

Quando si progetta una pergola bioclimatica in contesti soggetti a vincoli paesaggistici o architettonici, possono emergere restrizioni specifiche da rispettare e diventa obbligatorio ottenere l’autorizzazione paesaggistica in conformità alle normative attuali.

Permesso vicini per pergola bioclimatica in condominio

In ambito privato, è importante ottenere anche il permesso dei vicini, specialmente in contesti condominiali o complessi residenziali.

Il progetto deve rispettare le metrature prestabilite, l’estetica dell’edificio e non arrecare disagi alle proprietà circostanti.

Una volta ottenuta l’approvazione dei vicini, si può procedere con i lavori per la realizzazione del dehors su misura.

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Quali sono le differenze tra le pergole bioclimatiche e le pergotende in termini di permessi necessari

Le differenze tra le pergole bioclimatiche e le pergotende in termini di permessi necessari riguardano principalmente la classificazione delle strutture e le relative normative.

Le pergotende sono considerate soluzioni mobili e temporanee, che non richiedono permessi di costruzione in nessun caso, essendo un’attività di libera edilizia.

D’altra parte, le pergole bioclimatiche, se sono mobili e coperte superiormente con un sistema rimovibile, possono essere installate senza permesso di costruire. Tuttavia, la normativa può variare a seconda del tipo di struttura e delle aggiunte permanenti che potrebbero essere apportate, quindi è consigliabile verificare presso il proprio Comune o consultare un professionista per conoscere i permessi specifici necessari in base alla situazione.

Sentenza di riferimento

Il TAR Lazio con la sentenza n. 1117/2023 si è espresso sulla questione delle pergotende, fornendo nuovi chiarimenti su queste strutture utilizzate per l’ombreggiamento che possono rientrare nell’edilizia libera, poiché non creano nuovo volume.

Il caso riguardava un privato che aveva ricevuto un’ordinanza di demolizione per una tettoia di circa 17 m² realizzata sul terrazzo pertinenziale, in assenza del permesso di costruire, in totale difformità rispetto alla pergotenda autorizzata dall’autorizzazione paesaggistica. Il privato ha contestato l’ordinanza del Comune, sostenendo che la struttura installata sul terrazzo della propria abitazione, in sostituzione della preesistente tenda parasole segnalata da una CILA e paesaggisticamente autorizzata, era una pergotenda bioclimatica, munita di una copertura composta da sottili lamelle/alette mobili, orientabili e facilmente amovibili, e che non necessitava di alcuna autorizzazione edilizia o paesaggistica.

Il TAR ha ribadito che per poter parlare di pergotenda, anche di tipo bioclimatico, è necessario che l’opera in contestazione, per le sue caratteristiche strutturali e per i materiali utilizzati, non determini la stabile realizzazione di nuovi volumi/superfici utili. La struttura deve essere leggera, non stabilmente infissa al suolo, idonea a supportare una “tenda” quale elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata a una migliore fruizione dello spazio esterno. La struttura rappresenta un mero elemento accessorio rispetto alla tenda, necessario al sostegno e all’estensione della stessa. Gli elementi di copertura e di chiusura (la “tenda”) devono essere non soltanto facilmente amovibili ma anche completamente retraibili, in materiale plastico o in tessuto, comunque privi di elementi di fissità, stabilità e permanenza tali da creare uno spazio chiuso, stabilmente configurato che possa alterare la sagoma ed il prospetto dell’edificio principale.

In questo caso, la struttura in questione è stata considerata una vera e propria tettoia, poiché non era possibile ritrarre completamente le lamelle di cui era composta la copertura, le quali, per ammissione dello stesso ricorrente, consentivano soltanto di essere “orientate” ma non “impacchettate”. La struttura ha determinato una evidente modifica della sagoma e del prospetto della preesistente unità abitativa del ricorrente, risultando priva di titolo abilitativo dal punto di vista non soltanto urbanistico-edilizio, ma anche paesaggistico.

Per maggiori dettagli leggi anche un approfondimento su Pergotenda bioclimatica permessi

Sentenze sui permessi per pergole bioclimatiche e altre strutture

Di seguito si propongono degli approfondimenti e sentenze su varie strutture architettoniche e relativi permessi.

Pergolato: quando occorre il permesso di costruire?

La Corte di Cassazione con la sentenza penale n. 15223-2022 chiarisce la questione sul pergolato e quando occorre il permesso di costruire.

Nel caso in questione, la Corte d’appello conferma la condanna dei proprietari di un pergolato installato in un’area paesaggisticamente vincolata senza le necessarie autorizzazioni. La struttura, identificata erroneamente come pergolato, era in realtà una tettoia realizzata con una struttura metallica per tettoia, appoggiante su quattro assi metallici, due dei quali bullonati su terreno cementizio.

La Corte di Cassazione, seguendo l’orientamento consolidato della giurisprudenza amministrativa, chiarisce che un pergolato è definito come un manufatto leggero, amovibile e non infisso al pavimento, privo di elementi in muratura da qualsiasi lato e senza copertura parziale con materiali di qualsiasi natura, ma con elementi superiori necessari per sorreggere piante rampicanti. Pertanto, la struttura contestata non soddisfaceva i requisiti per essere considerata un pergolato, ma piuttosto una tettoia, soggetta a regolamentazione edilizia.

La sentenza ribadisce che la destinazione dell’opera a soddisfare bisogni non provvisori determina la necessità di autorizzazione edilizia, indipendentemente dai materiali utilizzati o dalla sua rimovibilità. Il ricorso presentato dai proprietari non è stato accolto, confermando la decisione della Corte d’appello.

Altre sentenze

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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