Per il risparmio energetico è possibile derogare alle distanze legali

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile scorso è stato pubblicato il decreto legislativo 29 marzo 2010, n, 56 recante "Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE.".

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile scorso è stato pubblicato il decreto legislativo 29 marzo 2010, n, 56 recante “Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE.”.
Tra le modifiche apportate al provvedimento segnaliamo quelle apportate all’art. 11.

L’art. 11 del provvedimento prevede incentivi “urbanistici” per gli edifici (di nuova costruzione o esistenti) più efficienti dal punto di vista energetico.
Per gli edifici di nuova costruzione, in particolare, il comma 1 del suddetto articolo prevede che non siano considerati nei computi per la determinazioni dei volumi, delle superfici e nei rapporti di copertura:

  • gli spessori delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti superiori ai 30 centimetri (per la sola parte eccedente, fino ad un massimo di 25 cm);
  • il maggiore spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari all’esclusivo miglioramento dei livelli di isolamento termico o di inerzia termica degli edifici (fino ad un massimo di 15 cm per i solai intermedi).

Sempre nel rispetto di tali limiti è permesso derogare a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito:

  • alle distanze minime tra edifici;
  • alle distanze minime di protezione del nastro stradale;
  • alle altezze massime degli edifici.

Per gli edifici esistenti, sui quali si intende realizzare interventi di riqualificazione energetica che comportano maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi di copertura, è prevista (art. 11 comma 2) la deroga alle normative nazionali e locali, alle distanze minime tra edifici e dalle strade:

  • nella misura massima di 20 centimetri per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne e delle altezze massime degli edifici;
  • nella misura massima di 25 centimetri, per il maggior spessore degli elementi di copertura.

Tale deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti.
In base alle modifiche apportare dal D.Lgs. 56/2010, in entrambi i precedenti casi e sempre nel rispetto dei limiti predetti, è ora possibile derogare anche alle distanze minime dai confini della proprietà.
È stata quindi ampliata la casistica originariamente prevista dal D.Lgs. 115/2008, che prevedeva la possibilità di non considerare gli spessori aggiuntivi di elementi verticali, solai e coperture, derogando ad altezze massime e distanze minime tra edifici.

Clicca qui per scaricare il testo aggiornato del D.Lgs. 115/2008

 
6 commenti
  1. Grasso
    Grasso dice:

    Buongiorno,
    Non capisco tanto quello che dice l’articolo… Termini troppo complicati per me…
    Volevo chiedere un cosa… Sto rinnovando la casa di mia mamma ma il vicino non mi lascia fare il cappotto per una migliore isolazione termica…
    Esistono delle deroghe? Cosa posso fare?
    Bisogna un avvocato?
    Grazie

    Rispondi
  2. 91hotel
    91hotel dice:

    ho un quesito per quanto riguarda l’installazione di cappotto su edificio esistente. Come ci si comporta con la questione volume?
    il dlgs 102/2014 purtroppo, all’articolo riguardante gli edifici esistenti, non fa riferimento allo scomputo del volume, ma prevede la sola deroga a distanze.
    Io sono nella situazione che ho un edificio vecchio, cubatura totalmente esaurita, sulla quale la proprietà vorrebbe mettere del cappotto. La normativa, così com’è, non mi permette di procedere con i lavori perchè non ho volume disponibile!
    non è un controsenso? Lo scomputo del volume non avrebbe più senso per gli edifici esistenti? bisognerebbe incentivare chi vuole coibentare l’esistente, o no? delle sole deroghe alle distanze che me ne faccio?

    Rispondi
    • Mario Guerriero
      Mario Guerriero dice:

      Ciao.
      Come fai ben notare il dlgs 102/2014, in caso di edifici esistenti, prevede deroghe solo per le distanze. La normativa nazionale non chiarisce se vi siano deroghe anche per quanto riguarda il calcolo delle volumetrie.
      Il mio consiglio è di analizzare prima la normativa regionale ed i regolamenti comunali, poiché ciascun Ente si è regolato in maniera differente, e poi chiedere direttamente all’ufficio tecnico del tuo Comune.

      Rispondi
  3. Luigi
    Luigi dice:

    Buongiorno,
    Mi trovo a dover ribassare il mio soffitto con un controsoffitto termo isolante, portando cosi l altezza interna da 280 a 270. Questa variazione di altezza mi genera una variazione del volume oppure ci sono indicazioni che mi derogano a tale modifica volumetrica ? Chiedo per capire la tipologia di pratica edilizia da presentare. Sono in Veneto che adotta la normativa nazionale.

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    • Mario Guerriero
      Mario Guerriero dice:

      Ciao Luigi,
      sull’argomento ti consiglio la lettura di un nostro focus tecnico su come progettare i controsoffitti.

      Per quanto riguarda il ribassamento dipende molto dal regolamento edilizio comunale (RUEC), nella maggior parte dei Comuni italiani l’altezza interna minima da rispettare è di 2,70 m (2,40 m per i locali tecnici).
      Il mio consiglio è comunque quello di rivolgerti al tuo tecnico locale di fiducia, o direttamente all’Ufficio Tecnico del tuo Comune, poiché solo un tecnico operante sul territorio conosce nel dettaglio le norme edilizie locali.

      Rispondi

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