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Pavimentazione esterna: occorre il titolo edilizio?

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Per il Tar Puglia la posa di una pavimentazione esterna su una superficie minima non incidendo sul carico urbanistico può rientrare in edilizia libera

Attenzione, la posa di una pavimentazione esterna non rientra sempre in edilizia libera!

La sentenza n. 477/2021 del Tar Puglia chiarisce che l’estensione della superficie pavimentata è rilevante per classificare l’intervento in edilizia libera, o viceversa, essere sottoposto ad obbligo di titolo edilizio, anche quando sia rispettato il limite di permeabilità.

Cosa s’intende per limite di permeabilità?

Tra i parametri urbanistici ed edilizi che regolano l’attività edificatoria vi è anche l’indice di permeabilità del suolo/lotto.

Tale indice definisce la superficie minima del lotto che deve rimanere permeabile.

Si tratta, in pratica, di quella superficie che deve rimanere priva di costruzioni e che va mantenuta a verde in modo che possa continuare ad assorbire la pioggia ed a favorire il drenaggio del terreno.

La norma generale stabilisce che la permeabilità del suolo deve essere il 25% della superficie edificabile a disposizione. I regolamenti comunali possono tuttavia aumentare questa percentuale, ma non diminuirla.

Tale disposizione è necessaria a limitare il consumo del suolo ed evitare l’eccessiva impermeabilizzazione dei terreni onde scongiurare tutta una serie di problematiche legate al dissesto idrogeologico, al clima ed alla conservazione dell’ambiente naturale e della biodiversità in esso contenuto.

Il caso

Una privata eseguiva alcune opere su un suolo di sua proprietà (ricadente in area soggetta a vincoli idrogeologico/forestale e paesaggistico), senza chiedere il necessario titolo edilizio.

Successivamente il Comune ne ordinava la demolizione con ripristino dello stato originario dei luoghi.

Tra le opere da demolire risultava anche una pavimentazione esterna di circa 8,50 m x 8,50 m eseguita con mattoni.

La privata lamentava, quindi, la cattiva applicazione del dpr 380/2001 poiché tale pavimentazione, a suo parere, sarebbe rientrata in edilizia libera.

Per tali motivi la signora decideva di far ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Puglia

I giudici osservano che per consolidato orientamento della giurisprudenza gli interventi di pavimentazione esterna, anche quando contenuti entro i limiti di permeabilità del fondo, sono realizzabili in regime di edilizia libera soltanto laddove presentino una entità minima, sia in termini assoluti, che in rapporto al contesto in cui si collocano e all’edificio cui accedono.

Solo in presenza di queste condizioni tali opere possono infatti ritenersi realmente irrilevanti dal punto di vista urbanistico ed edilizio, e quindi possono essere sottratte al controllo operato dal Comune attraverso il titolo edilizio.

Nel caso in esame (spiega il Tar) l’area pavimentata realizzata ha una dimensione tale da determinare una tangibile trasformazione urbanistico/edilizia.

Dunque, tale pavimentazione esterna necessitava di autorizzazione, anche perché non risulta nemmeno provato né allegato che si fosse trattato di mero intervento di manutenzione ordinaria di “riparazione/sostituzione/rinnovamento” come sostenuto dalla ricorrente.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Puglia

 

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