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Passaporto di ristrutturazione e registro digitale dell’edificio

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Passaporto di ristrutturazione: cos’è e come funziona. Obbligo entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della direttiva EPBD

La nuova Direttiva Europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) introduce importanti novità in materia di certificazione energetica.

In particolare, l’art. 12 prevede che tutti gli Stati membri introducano un sistema di passaporti di ristrutturazione entro i 24 mesi dalla data di entrata in vigore della direttiva Case green.

Il passaporto di ristrutturazione dovrà definire una “tabella di marcia su misura per la ristrutturazione profonda di un determinato edificio, in un numero massimo di fasi che lo trasformeranno in un edificio a zero emissioni entro il 2050″.

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Passaporto di ristrutturazione: cos’è e chi lo rilascia

L’articolo 12 della direttiva richiede agli stati membri di introdurre, entro 24 mesi dall’entrata in vigore un sistema per l’emissione di passaporti di ristrutturazione.

Il passaporto di ristrutturazione è un’importante novità per il mondo dell’edilizia. Avrà la finalità di individuare un percorso per gli interventi energetici sugli edifici, secondo specifiche fasi che condurranno lo stesso nella condizione di edificio a zero emissioni entro il 2050.

Dovrà definire le misure volte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra durante l’intero ciclo di vita nel processo di ristrutturazione. Conterrà anche i benefici attesi in termini di risparmio energetico e i risparmi sulle bollette energetiche. Di seguito tutti i dettagli.

Questo strumento è concepito, insomma, per fornire un quadro chiaro e completo delle misure di ristrutturazione effettuate sugli edifici.

La direttiva prevede la natura volontaria del suo utilizzo da parte dei proprietari di edifici, ma consente ad ogni Stato la possibilità di renderlo obbligatorio.

Al contempo, sono previste misure chiare che gli Stati membri devono adottare per rendere i passaporti di ristrutturazione accessibili economicamente.

Il passaporto di ristrutturazione dovrà essere rilasciato da esperti qualificati o certificati e dovrà fornire una panoramica digitale delle modifiche apportate agli edifici dopo una visita sul posto.

Le principali caratteristiche del passaporto di ristrutturazione

E’ l’allegato VIII della direttiva a fornire linee guida più dettagliate su contenuti e criteri di compilazione.

Il passaporto di ristrutturazione:

  • è rilasciato in formato digitale adatto alla stampa e deve essere redatto da un esperto qualificato e certificato previa visita in loco;
  • definisce una tabella di marcia olistica di ristrutturazione;
  • indica i benefici attesi in termini di risparmio energetico, risparmi sulle bollette energetiche e riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra durante l’intero ciclo di vita, indicando le fasi di ristrutturazione che devono portare ai miglioramenti pertinenti;
  • contiene informazioni su un potenziale collegamento a una rete di teleriscaldamento efficiente, sulla quota di produzione individuale o collettiva e sull’autoconsumo di energia rinnovabile;
  • contiene informazioni su una serie di costi stimati per ciascuna fase di ristrutturazione raccomandata, nonché sui costi stimati di una ristrutturazione profonda in un’unica fase come scenario di riferimento;
  • comprende la distinta dei materiali, le informazioni sulla circolarità dei prodotti da costruzione e i benefici più ampi connessi alla salute, al comfort, alla qualità dell’ambiente interno, alla sicurezza come sicurezza antincendio, elettrica e sismica e il miglioramento della capacità di adattamento dell’edificio ai cambiamenti climatici;
  • contiene informazioni sulle possibilità di sostegno finanziario e tecnico e i recapiti aggiornati dello sportello unico per l’efficienza energetica più vicino;
  • contiene informazioni su eventuali ristrutturazioni importanti dell’edificio e su qualsiasi ammodernamento o sostituzione di un elemento edilizio che faccia parte dell’involucro edilizio e abbia un impatto significativo sulla prestazione energetica dello stesso involucro edilizio.

Inoltre, il passaporto di ristrutturazione deve includere le seguenti informazioni:

  1. dati sulla prestazione energetica attuale dell’edificio;
  2. rappresentazioni grafiche della tabella di marcia per la ristrutturazione profonda;
  3. informazioni sui requisiti nazionali relativi alla prestazione energetica degli edifici e alla graduale eliminazione dei combustibili fossili;
  4. breve spiegazione della sequenza ottimale delle fasi di ristrutturazione;
  5. dettagli su ciascuna fase di ristrutturazione, inclusi i risparmi energetici stimati, le riduzioni delle emissioni di gas serra, i risparmi finanziari previsti e altro ancora.

Queste informazioni sono personalizzate e possono soddisfare esigenze specifiche e garantire che il processo di ristrutturazione risponda pienamente alle esigenze e alle preferenze del proprietario.

Passaporto di ristrutturazione e database nazionale

Un elemento chiave è la possibilità di caricare il passaporto di ristrutturazione nel database nazionale delle prestazioni energetiche degli edifici, allo scopo di garantire la trasparenza e la disponibilità di informazioni importanti per autorità pubbliche e privati cittadini.

Inoltre, gli Stati membri sono incoraggiati a fornire strumenti digitali specifici per la preparazione e l’aggiornamento dei passaporti di ristrutturazione, rendendo il processo più accessibile e user-friendly per i proprietari edili. Questi strumenti potrebbero consentire anche simulazioni semplificate di progetti di ristrutturazione ed il loro successivo aggiornamento in base all’effettiva esecuzione dei lavori

Registro digitale degli edifici e passaporto di ristrutturazione

Gli Stati membri facilitano l’integrazione dei passaporti di ristrutturazione nel registro digitale degli edifici, raccogliendo informazioni tecniche e giuridiche con dati essenziali che consentiranno ai proprietari immobiliari di pianificare ed eseguire ristrutturazioni profonde per fasi fino ad azzerare le emissioni dell’immobile.

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termus

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