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Partenariato per l'innovazione

Partenariato per l’innovazione: come funziona

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Cos’è e come funziona il partenariato per l’innovazione. Cosa prevede il nuovo codice dei contratti pubblici

Il partenariato per l’innovazione è una particolare procedura di scelta del contraente che si utilizza nel caso in cui manchino sul mercato prodotti o servizi innovativi rispondenti alle esigenze della stazione appaltante.

La finalità è quella di acquisire soluzioni innovative ed è destinata agli operatori economici capaci sia di sviluppare tali soluzioni sia di assicurarne la realizzazione in conformità con quanto richiesto dalla stazione appaltante.

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Cos’è il partenariato per l’innovazione

Il partenariato per l’innovazione è una delle 5 procedura di scelta del contraente, insieme alla procedura ristretta, alla procedura aperta, alla competitiva con negoziazione e al dialogo competitivo. Si tratta di uno strumento finalizzato allo sviluppo e al successivo acquisto di prodotti, servizi o lavori caratterizzati da novità e innovazione. Disciplinato dall’articolo 31 della Direttiva 2014/24/UE e dall’articolo 75 del nuovo codice appalti.

Ma cosa indica esattamente l’espressione “appalti per l’innovazione“? La Commissione Europea afferma che ci si può riferire a qualsiasi appalto che presenti almeno uno dei seguenti aspetti:

  • acquisto di servizi di ricerca e sviluppo di prodotti, servizi o processi non ancora esistenti, ove l’acquirente pubblico indica le sue esigenze ed incoraggia le imprese ed i ricercatori a
    sviluppare prodotti, servizi o processi innovativi che rispondano alle sue esigenze;
  • acquisto di un prodotto, servizio o processo ancora sconosciuto al mercato e contraddistinto da caratteristiche fondamentalmente innovative, ove l’acquirente pubblico assume il ruolo di “utente pioniere”.

Cosa si intende per innovazione tecnologica?

Prima di addentrarci nel vivo dell’argomento, è necessario dare una definizione di innovazione tecnologica, cuore pulsante del partenariato per l’innovazione.

L’innovazione tecnologica è un’attività deliberata che deriva da una volontà di innovazione per nulla casuale. È finalizzata al raggiungimento di 2 obiettivi principali:

  • l’introduzione di nuovi prodotti e servizi;
  • l’introduzione di nuovi metodi per produrli, distribuirli ed usarli.

L’innovazione tecnologica, in base al grado di novità, può esser suddivisa a sua volta in:

  • radicale: prevede l’introduzione di un prodotto/servizio totalmente nuovo, prima inesistente;
  • incrementale: si tratta del miglioramento di un prodotto/servizio già presente sul mercato; molto diffusa come procedura in quanto permette l’adattamento di numerosissimi servizi alle nuove esigenze.

Una caratteristica da sottolineare è di sicuro la commerciabilità: un prodotto/servizio, benché innovativo, deve essere spendibile sul mercato.

È in questo contesto che si inserisce la leva pubblica con un insieme di misure finalizzate ad aumentare la domanda di innovazioni, migliorare le condizioni per l’adozione delle innovazioni o migliorare l’articolazione della domanda stimolando e diffondendo l’innovazione.

Quando si utilizza il partenariato per l’innovazione?

Secondo l’art. 70 del D.L.gs. 36/2023, le stazioni appaltanti possono scegliere il partenariato per l’innovazione quando l’esigenza di sviluppare prodotti, servizi o lavori innovativi e di acquistare successivamente le forniture, i servizi o i lavori che ne risultano non può essere soddisfatta ricorrendo a soluzioni già disponibili sul mercato, a condizione che le forniture, i servizi o i lavori che ne risultano corrispondano ai livelli di prestazioni e ai costi massimi concordati tra le stazioni appaltanti e i partecipanti.

Nel corso delle negoziazioni e durante il dialogo, le stazioni appaltanti garantiscono la parità di trattamento di tutti i partecipanti.

Le stazioni appaltanti definiscono nei documenti di gara il regime applicabile ai diritti di proprietà intellettuale e, in caso di partenariato con più operatori economici, non rivelano agli altri operatori economici, conformemente all’articolo 35, le soluzioni proposte o altre informazioni riservate comunicate da un operatore economico, nel quadro del partenariato, salvo espresso consenso di quest’ultimo e in relazione alle sole informazioni specifiche espressamente indicate.

I documenti di gara

Il comma 1 dell’art. 75 D.L.gs 36/2023 esplicita il contenuto dei documenti di gara. La stazione appaltante deve indicare:

  • l’esigenza di prodotti, servizi o lavori innovativi che non può essere soddisfatta con quelli disponibili sul mercato;
  • gli elementi dei prodotti, servizi o lavori innovativi identificati che definiscono i requisiti minimi che tutti gli offerenti devono soddisfare.

Le suddette informazioni sono molto precise, in maniera tale da permettere agli operatori economici di individuare la natura e l’ambito della soluzione richiesta e decidere se partecipare o meno alla procedura.

Partenariato per l’innovazione nuovo codice appalti: la procedura

La procedura prende forma dal bando di gara o dall’avviso di indizione pubblica. Qualsiasi operatore economico può formulare una domanda di partecipazione in risposta a un bando di gara o a un avviso di indizione di gara, fornendo gli elementi richiesti dalla stazione appaltante.

La stazione appaltante può decidere di instaurare il partenariato per l’innovazione con uno o più operatori economici che conducono attività di ricerca e sviluppo separate. Il termine minimo
per la ricezione delle domande di partecipazione è di 30 giorni dalla data di trasmissione del bando di gara ai sensi dell’articolo 84. Gli appalti sono aggiudicati unicamente sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ossia il miglior rapporto qualità/prezzo ai sensi dell’articolo 108.

Nel selezionare i candidati le stazioni appaltanti applicano i criteri relativi alle capacità dei candidati nel settore della ricerca e dello sviluppo e nella messa a punto e attuazione di soluzioni innovative. Soltanto gli operatori economici invitati dalle stazioni appaltanti in seguito alla valutazione delle informazioni richieste possono presentare progetti di ricerca e di innovazione.

Il partenariato per l’innovazione si struttura in fasi successive

Il partenariato per l’innovazione è strutturato in fasi successive secondo la sequenza del processo di ricerca e di innovazione, che può comprendere la fabbricazione dei prodotti o la prestazione dei servizi o la realizzazione dei lavori, il cui valore stimato non deve essere sproporzionato rispetto all’investimento richiesto per il loro sviluppo. In particolare, la durata e il valore delle varie fasi riflettono il grado di innovazione della soluzione proposta e la sequenza di attività di ricerca e di innovazione necessarie per lo sviluppo di una soluzione innovativa non ancora disponibile sul mercato.

Il partenariato per l’innovazione fissa obiettivi intermedi che le parti devono raggiungere e prevede il pagamento della remunerazione mediante rate congrue. Sulla base degli obiettivi intermedi e del loro effettivo conseguimento, la stazione appaltante può decidere, dopo ogni fase, di risolvere il partenariato per l’innovazione o, nel caso di un partenariato con più operatori, di ridurre il numero degli operatori risolvendo singoli contratti, a condizione che essa abbia indicato nei documenti di gara tali possibilità e le condizioni per avvalersene.

L’offerta iniziale e quelle successive (esclusa l’offerta finale) possono essere negoziate per migliorarne il contenuto, salvo che per gli aspetti relativi ai requisiti minimi e ai criteri di aggiudicazione. Ove previsto nel bando di gara, nell’invito a confermare l’interesse o in altro documento di gara e in applicazione del criterio di aggiudicazione ivi previsto, le negoziazioni nel corso della procedura possono svolgersi in fasi successive per ridurre il numero di offerte da negoziare.

La stazione appaltante informa per iscritto tutti gli offerenti le cui offerte non sono state escluse delle modifiche alle specifiche tecniche o ad altri documenti di gara diversi da quelli che stabiliscono i requisiti minimi; concede agli offerenti un tempo sufficiente per modificare e ripresentare, ove opportuno, le offerte modificate.

Il partenariato per l’innovazione: la procedura in 7 step

Volendo sintetizzare e racchiudere la procedura da adottare per il partenariato per l’innovazione, possiamo individuare 7 step:

  1. pubblicazione del bando di gara;
  2. presentazione delle domande di partecipazione;
  3. selezione degli operatori economici da invitare;
  4. invito agli operatori economici pre-qualificati a presentare l’offerta iniziale;
  5. articolazione della procedura in fasi successive a seconda di quanto indicato nel bando e svolgimento della negoziazione;
  6. presentazione delle offerte finali e successiva votazione;
  7. aggiudicazione della procedura.
Partenariato per l'innovazione - la procedura

Partenariato per l’innovazione – la procedura secondo l’articolo 75 del D.L.gs. 36/2023

Il partenariato per l’innovazione in 3 macro fasi

Volendo racchiudere gli step in macro-fasi, possiamo affermare che la procedura di partenariato si compone di:

  • prima fase: selezione di uno o più partner con specifici requisiti richiesti (in particolare devono avere la capacità a svolgere attività di ricerca e sviluppo);
  • seconda fase: il partner (o i partner) selezionato sviluppa la nuova soluzione richiesta in collaborazione con l’acquirente pubblico; questa fase si può dividere ulteriormente in sub-fasi e si può anche prevedere che il numero di partner venga ridotto nel passaggio delle sub-fasi;
  • fase finale (o commerciale): viene realizzato il prodotto o il servizio che venuto fuori dall’attività di ricerca e sviluppo durante la seconda fase.

La suddivisione in più parti della procedura di selezione è voluta e studiata in quanto in questo modo la stazione appaltante ha la possibilità di svolgere la cosiddetta attività di cherry picking, ossia individuare le parti migliori delle diverse offerte, raccoglierle e costruire l’offerta ideale da sottoporre poi all’offerta finale dei partecipanti.

Esempio di partenariato per l’innovazione

Un esempio di partenariato per l’innovazione può essere rappresentato dalla collaborazione tra un’università, un’azienda tecnologica e un ente governativo per sviluppare una nuova tecnologia nel campo delle energie rinnovabili.

I partecipanti sono:

  • università: università con un dipartimento di ingegneria energetica all’avanguardia;
  • azienda tecnologica: azienda specializzata nella produzione di pannelli solari e tecnologie per l’energia pulita;
  • ente governativo: ente che promuove lo sviluppo sostenibile e fornisce finanziamenti per progetti di ricerca e sviluppo.

L’obiettivo è sviluppare una nuova generazione di pannelli solari ad alta efficienza che siano più economici da produrre e installare, rendendo l’energia solare accessibile a una fascia più ampia della popolazione.

L’università conduce la ricerca di base e avanzata per sviluppare nuovi materiali fotovoltaici e tecnologie di produzione innovative. Fornisce laboratori, ricercatori e studenti per lavorare al progetto. L’azienda tecnologica trasforma i risultati della ricerca in prototipi commercializzabili. Fornisce expertise nel campo della produzione, delle vendite e della distribuzione. Si occupa dei test sul campo e dell’industrializzazione del prodotto.

L’Ente pubblico offre finanziamenti per coprire i costi della ricerca e dello sviluppo, fornisce incentivi fiscali e supporto normativo per facilitare la produzione e l’adozione delle nuove tecnologie. Inoltre, facilita le partnership e la cooperazione tra i partecipanti.

Quali saranno i risultati attesi? Di sicuro la creazione di pannelli solari più efficienti e meno costosi, la pubblicazione di studi scientifici che descrivono le innovazioni e i risultati ottenuti ed infine il lancio commerciale dei nuovi pannelli solari, con una conseguente riduzione dei costi dell’energia solare per i consumatori.

Differenza tra partenariato per l’innovazione e appalto pre-commerciale

Appare evidente la forte somiglianza tra il partenariato per l’innovazione e l’appalto pre-commerciale. La sostanziale differenza risiede nel fatto che il partenariato comprende lo sviluppo prima e l’acquisto poi di prodotti innovativi, mentre l’appalto pre-commerciale si limita allo sviluppo degli stessi, o ancor meglio, all’acquisto di servizi che sono finalizzati allo sviluppo di un prodotto/servizio innovativo.

Si tratta di due metodi alternativi che rispondono ad esigenze diverse: il partenariato è una procedura di gara che comprende la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione su grande scala di prodotti finiti; gli appalti pre-commerciali, invece, riguardano solo i servizi di ricerca e sviluppo, per poter poi acquistare il servizio è necessario ricorrere ad una procedura di gara diversa (dialogo competitivo o procedura aperta).

 

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