Parapetti provvisori: classi, requisiti e uso sicuro
Cosa sono i parapetti provvisori, quando usarli e come scegliere classe, ancoraggio, montaggio e manutenzione secondo UNI EN 13374:2025
I parapetti sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione dei lavoratori contro le cadute dall’alto.
I parapetti anticaduta possono essere provvisori oppure permanenti.
I parapetti provvisori sono utilizzati per impedire la caduta di persone e materiali dai bordi di coperture, solai, impalcati, aperture e scavi. La scelta deve considerare pendenza, altezza di caduta, supporto strutturale, ancoraggio e attività svolta.
Il quadro di riferimento comprende il D.Lgs. 81/2008 e la UNI EN 13374:2025, mentre montaggio, controlli e manutenzione devono rispettare la valutazione dei rischi e le istruzioni del fabbricante. Ecco cosa sapere.
Indice
- Cosa sono i parapetti provvisori?
- Quando devono essere utilizzati i parapetti provvisori?
- Come scegliere tra parapetto permanente e provvisorio?
- Quali elementi compongono un parapetto provvisorio?
- Qual è la normativa tecnica per i parapetti provvisori?
- Come sono classificati i parapetti provvisori?
- È meglio un parapetto tradizionale o prefabbricato?
- Come si sceglie il parapetto provvisorio corretto?
- Come si monta un parapetto provvisorio in sicurezza?
- Come devono essere utilizzati e controllati?
- Come si smonta un parapetto senza esporre i lavoratori al rischio?
- Come si esegue la manutenzione?
- Quali errori compromettono la sicurezza del parapetto?
- Parapetti provvisori: domande frequenti
- Contributi e approfondimenti
Cosa sono i parapetti provvisori?
I parapetti provvisori sono dispositivi di protezione collettiva — DPC destinati a proteggere persone e cose contro le cadute dall’alto. In genere comprendono almeno due montanti, un corrente principale, un corrente intermedio e una tavola fermapiede.
Gli elementi possono essere realizzati in legno, acciaio o altri materiali idonei. Il sistema deve essere progettato e installato in modo che una persona non possa attraversarlo, abbatterlo o scavalcarlo accidentalmente durante la lavorazione.
Il parapetto provvisorio non serve soltanto a sostenere una persona che si appoggia alla protezione. In funzione della classe, può anche:
- arrestare una persona che cammina o cade verso il bordo;
- contenere lo scivolamento lungo una superficie inclinata;
- assorbire azioni dinamiche generate dall’urto contro la protezione.
La protezione collettiva opera contemporaneamente per tutti i lavoratori esposti. Per questo motivo deve essere valutata prima di ricorrere esclusivamente a sistemi individuali anticaduta.
Quando devono essere utilizzati i parapetti provvisori?
I parapetti provvisori devono essere previsti quando la valutazione dei rischi individua un pericolo di caduta da un bordo, da un’apertura o all’interno di uno scavo e il rischio può essere eliminato o ridotto mediante una protezione collettiva.
I parapetti provvisori vengono utilizzati quali dispositivi di protezione collettiva per:
- lavori su coperture;
- lavori su solai;
- lavori su ponti e viadotti;
- impalcati, passerelle e andatoie;
- aperture nei solai;
- lavorazioni in prossimità di scavi.
Il D.Lgs. 81/2008 considera lavoro in quota l’attività che espone il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile.
L’articolo 126 prescrive inoltre un robusto parapetto sui lati verso il vuoto di impalcati, ponti di servizio, passerelle e andatoie posti oltre tale altezza; l’articolo 146 disciplina la difesa delle aperture.
La soglia dei 2 metri non deve essere letta come l’unico criterio decisionale: la valutazione deve considerare anche configurazione del bordo, possibilità di caduta all’interno, condizioni ambientali e modalità operative.
Come scegliere tra parapetto permanente e provvisorio?
Il parapetto provvisorio è indicato quando la protezione serve soltanto durante una fase temporanea dei lavori ed è previsto il suo successivo smontaggio; il parapetto permanente è invece destinato a rimanere sull’opera per proteggere anche futuri accessi e interventi in quota.
La scelta deve comunque derivare dalla valutazione dei rischi e considerare tipo di intervento, inclinazione della superficie, struttura di ancoraggio e altezza di caduta.
Per i sistemi provvisori il riferimento tecnico è la UNI EN 13374:2025, mentre per i parapetti anticaduta permanenti è la UNI 11996:2025.
C’è poi un secondo livello di scelta: una volta deciso se il sistema deve essere permanente o provvisorio, bisogna scegliere la classe prestazionale. Come vedremo, la classe dipende dalla pendenza della superficie e all’altezza di caduta Hf.
Quali elementi compongono un parapetto provvisorio?
Un parapetto provvisorio comprende normalmente corrente principale, protezione intermedia, montanti e sistema di fissaggio/ancoraggio; per l’impiego conforme alla legislazione italiana deve inoltre essere considerata la tavola fermapiede.
| Elemento | Funzione |
| Montante | Supporto principale collegato o ancorato alla costruzione |
| Corrente principale | Barriera superiore e punto di contenimento principale |
| Corrente intermedio | Riduce gli spazi liberi tra corrente superiore e piano di lavoro |
| Tavola fermapiede | Contrasta la caduta di materiali e lo scivolamento al di sotto della protezione |
Secondo la UNI EN 13374, i sistemi di classe A, B e C possono essere costituiti da corrente principale e corrente intermedio oppure da una protezione continua; il fermapiede, considerato esclusivamente dal punto di vista della norma di prodotto, è opzionale. I diversi elementi possono anche essere integrati in un unico pannello.
Tuttavia, per l’impiego/commercializzazione conforme al quadro italiano, devono essere rispettati anche i requisiti del D.Lgs. 81/08: corrente principale, corrente intermedio e tavola fermapiede. La protezione continua può sostituire funzionalmente il corrente intermedio.
La protezione intermedia può essere formata da correnti rettilinei o, nei sistemi previsti dal fabbricante, da una rete o da una chiusura equivalente.
Il comportamento del parapetto dipende dall’insieme formato da montanti, correnti, fermapiede, collegamenti, supporto e ancoraggi: la sola resistenza del montante non dimostra l’idoneità dell’intero sistema.
È inoltre essenziale considerare l’intero sistema: la sola resistenza del montante non dimostra l’idoneità del parapetto, perché concorrono alla prestazione anche correnti, collegamenti, supporto e ancoraggio.
Qual è la normativa tecnica per i parapetti provvisori?
Mentre il riferimento legislativo generale dei parapetti provvisori è il D.Lgs. 81/2008, quello tecnico è la UNI EN 13374:2025, Parapetti anticaduta provvisori — Specifiche di prodotto, metodi di prova. La revisione 2025 ha sostituito la precedente EN 13374:2013+A1:2018.
La norma riguarda i sistemi temporanei di protezione dei bordi destinati a superfici piane o inclinate. La revisione ha, tra l’altro:
- chiarito la classificazione dei sistemi;
- aggiornato requisiti e metodi di prova;
- riscritto le indicazioni sull’uso delle classi;
- aggiunto metodi informativi di prova;
- aggiornato le deviazioni nazionali.
Per i parapetti permanenti si fa riferimento alla UNI 11996:2025.
Come sono classificati i parapetti provvisori?
I parapetti provvisori vengono classificati in base alla UNI EN 13374 o per tipologia.
La UNI EN 13374:2025 prevede tre classi prestazionali, A, B e C, selezionate in relazione al tipo di azione che il sistema deve contrastare e alle caratteristiche della superficie di lavoro.
| Classe | Prestazione principale | Impiego concettuale |
| A | Resistenza ad azioni prevalentemente statiche | Superfici piane o con inclinazione limitata |
| B | Azioni statiche e azioni dinamiche di bassa intensità | Possibile scivolamento lungo superfici inclinate |
| C | Azioni dinamiche più elevate | Superfici fortemente inclinate e maggiore energia d’urto |
La classe non descrive semplicemente la robustezza commerciale del prodotto. Indica la prestazione che l’intero sistema deve assicurare in uno specifico scenario.
La norma considera inoltre, per le classi A e B, condizioni quali uso improprio ragionevolmente prevedibile, carichi accidentali e azioni del vento.
Come si sceglie la classe A, B o C?
La classe del parapetto provvisorio deve essere scelta principalmente in funzione della pendenza della superficie di lavoro e dell’altezza di caduta Hf, oltre che dei rischi, dell’ancoraggio e delle istruzioni del fabbricante:
- per la classe A fino a 10°;
- per classe B fino a 30° senza limitazione dell’altezza di caduta, oppure fino a 60° con altezza non superiore a 2 metri;
- per la classe C fino a 45° senza limitazione dell’altezza, oppure fino a 60° con altezza non superiore a 5 metri.
| Classe | Altezza corrente | Fermapiede | Spazio libero |
| A | ≥ 100 cm | ≥ 15 cm | < 47 cm |
| B | ≥ 100 cm | ≥ 15 cm | < 25 cm |
| C | ≥ 100 cm | ≥ 15 cm | < 10 cm |
L’altezza di caduta Hf è la distanza verticale fra il punto nel quale si trova in piedi la persona e il punto più basso del parapetto.
La scelta finale deve comunque derivare dalla valutazione dei rischi. INAIL indica espressamente di considerare anche il tipo di intervento — costruzione, demolizione o manutenzione — la struttura disponibile per l’ancoraggio, per esempio calcestruzzo armato, muratura, acciaio o legno, e le istruzioni del fabbricante.
Quali dimensioni devono avere i parapetti provvisori?
I requisiti generali comprendono un’altezza del corrente principale non inferiore a 1.000 mm e una tavola fermapiede alta almeno 150 mm. La conformità geometrica completa dipende però dalla classe e deve essere verificata sul testo integrale della norma e sulla documentazione del sistema.
Sono previste:
- deviazione dalla verticale non superiore a 15°;
- aperture configurate in modo da non consentire il passaggio di una sfera da 470 mm;
- continuità della protezione e limitazione degli spazi nei punti di collegamento.
I parapetti provvisori devono avere la marcatura CE?
In riferimento alla marcatura, tutti i componenti dei parapetti provvisori conformi alla UNI EN 13374 devono riportare le seguenti indicazioni:
- norma di riferimento
- classe
- nome del fabbricante o del fornitore
- anno e mese di produzione o numero di serie
La conformità alla UNI EN 13374:2025 non equivale, di per sé, alla marcatura CE. Gli obblighi applicabili devono essere verificati in relazione al prodotto, alla sua destinazione e al quadro europeo vigente
È meglio un parapetto tradizionale o prefabbricato?
I parapetti provvisori possono essere classificati anche in base alla tipologia, ossia alla metodologia di costruzione, e si distinguono in:
- tradizionali: costruiti in cantiere, in legno o in acciaio
- prefabbricati: costruiti in fabbrica e assemblati in cantiere, generalmente in acciaio
La scelta tra parapetto tradizionale e prefabbricato dipende dal cantiere, dal supporto disponibile e dalla possibilità di dimostrare le prestazioni dell’intero sistema.
I sistemi tradizionali sfruttano materiali spesso già presenti in cantiere, ma richiedono una verifica puntuale di geometria, fissaggio, resistenza e stato di conservazione.
I sistemi prefabbricati offrono generalmente:
- maggiore ripetibilità dei componenti;
- differenti sistemi di fissaggio;
- adattabilità a più supporti;
- istruzioni definite dal fabbricante;
- rapidità di montaggio.
La prefabbricazione non rende però il parapetto automaticamente adatto a qualsiasi soletta, copertura o muratura. Supporto e ancoraggio devono poter trasferire le azioni previste senza cedimenti.
Uno studio INAIL del 2014 sottopose diversi montanti prefabbricati a verifiche geometriche e prove di resistenza: tutti i campioni analizzati risultarono conformi alle classi A o B considerate dallo studio, ma solo alcuni erano già certificati dal fabbricante secondo la norma allora vigente.
Come si sceglie il parapetto provvisorio corretto?
La scelta deve partire dalla valutazione dei rischi e non dalla sola disponibilità del prodotto. Occorre collegare la classe prestazionale, il sistema di fissaggio e il supporto alle condizioni reali della lavorazione.
I principali fattori sono:
- tipo di intervento: costruzione, demolizione o manutenzione;
- pendenza della superficie;
- altezza potenziale di caduta;
- materiale e resistenza della struttura di supporto;
- tipo di bordo e spazio disponibile;
- azioni ambientali, compreso il vento;
- modalità di montaggio e smontaggio;
- compatibilità con le istruzioni del fabbricante.
Matrice decisionale essenziale
| Domanda | Verifica |
| La superficie è piana o inclinata? | Determina la classe prestazionale da valutare |
| Qual è l’altezza di caduta? | Influenza energia potenziale e classe |
| Il supporto è in calcestruzzo, acciaio, legno o muratura? | Determina il sistema di fissaggio compatibile |
| Il bordo può sopportare i carichi trasmessi? | Serve una verifica strutturale o documentale |
| Il montaggio espone gli addetti al vuoto? | Occorre una procedura e una protezione durante l’installazione |
| Sono presenti vento, vibrazioni o interferenze? | Valutare condizioni ambientali e di cantiere |
Un sistema correttamente classificato può risultare non idoneo quando viene fissato a un supporto degradato, troppo sottile o incompatibile con l’ancoraggio previsto.
Come si monta un parapetto provvisorio in sicurezza?
Il parapetto provvisorio deve essere montato secondo il manuale del fabbricante, la procedura aziendale e la valutazione dei rischi. Non è corretto definire una sequenza universale valida per tutti i modelli.
Prima dell’installazione occorre verificare:
- identificazione e classe del sistema;
- integrità di montanti, correnti e fermapiede;
- assenza di deformazioni, corrosione o saldature danneggiate;
- compatibilità del fissaggio con il supporto;
- resistenza e stato di conservazione della struttura;
- interassi e configurazioni ammessi;
- disponibilità di tutti i dispositivi di bloccaggio;
- protezione degli addetti durante il montaggio;
- condizioni meteorologiche e interferenze operative.
Il manuale deve specificare almeno configurazioni consentite, modalità di serraggio, componenti compatibili, limiti d’uso, controlli e criteri di esclusione.
L’uso va affidato a lavoratori incaricati che abbiano ricevuto informazione, formazione e addestramento adeguati.
Come devono essere utilizzati e controllati?
Durante l’uso, il parapetto provvisorio deve rimanere completo, stabile e conforme alla configurazione prevista. Modifiche, rimozioni parziali o aperture non gestite compromettono la continuità della protezione.
I controlli devono verificare:
- serraggio e stabilità dei montanti;
- continuità dei correnti;
- presenza della tavola fermapiede;
- assenza di spazi o varchi non previsti;
- stato degli ancoraggi;
- deformazioni dovute a urti;
- corrosione o degrado del materiale;
- alterazioni del supporto;
- interferenze con materiali, gru o altre lavorazioni;
- rispetto dei limiti indicati dal fabbricante.
È opportuno ripetere il controllo:
- dopo il montaggio;
- prima della messa in servizio;
- periodicamente durante i lavori;
- dopo urti, vento intenso o modifiche del cantiere;
- dopo spostamenti o rimontaggi.
L’esito può essere registrato mediante una checklist firmata, associata alla zona protetta e al modello utilizzato.
Come si smonta un parapetto senza esporre i lavoratori al rischio?
Lo smontaggio deve mantenere una protezione efficace fino all’ultima fase utile. La rimozione anticipata dei correnti o dei montanti può ricreare immediatamente il rischio di caduta.
La procedura deve definire:
- ordine di rimozione dei componenti;
- protezione alternativa degli addetti;
- delimitazione dell’area sottostante;
- gestione di componenti e utensili;
- modalità di accesso;
- condizioni in cui sospendere l’attività;
- deposito e controllo dei componenti smontati.
Quando la protezione collettiva non può essere mantenuta durante una fase, la misura alternativa deve derivare dalla valutazione dei rischi e non da una scelta estemporanea dell’operatore
Le indicazioni inerenti lo smontaggio del parapetto provvisorio riguardano la necessità di verificare:
- le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità)
- la presenza di vento
- le condizioni atmosferiche
- l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di smontaggio
Inoltre, dopo lo smontaggio è opportuno controllare l’integrità di tutti i componenti, ossia:
- assenza di corrosione
- assenza di danni ai materiali e alle saldature
- assenza di deformazioni o ammaccature
- corretta movimentazione delle parti mobili ed efficacia dei dispositivi di blocco e sblocco) per il possibile reimpiego
Come si esegue la manutenzione?
La manutenzione deve seguire le indicazioni del fabbricante ed essere eseguita da personale con competenza adeguata. Componenti piegati, corrosi o modificati non devono essere riparati in modo improvvisato.
Le attività comprendono:
- pulizia dei sistemi di serraggio;
- controllo delle filettature;
- verifica di saldature e giunzioni;
- controllo della corrosione;
- lubrificazione, quando prevista;
- sostituzione dei componenti danneggiati;
- verifica della leggibilità delle marcature;
- corretta conservazione e movimentazione.
La manutenzione va affidata a lavoratori specificamente qualificati e che i criteri siano ricavati dal libretto di uso e manutenzione.
Quali errori compromettono la sicurezza del parapetto?
Gli errori più critici riguardano spesso il sistema nel suo insieme, non il singolo componente.
Da evitare:
- usare una classe inadatta alla pendenza;
- fissare il montante a un supporto non verificato;
- combinare componenti di sistemi differenti;
- superare gli interassi ammessi;
- omettere il fermapiede;
- lasciare varchi in corrispondenza degli accessi;
- usare tavole danneggiate o di sezione insufficiente;
- modificare staffe, saldature o fori;
- installare senza proteggere gli addetti;
- non ricontrollare il sistema dopo urti o eventi meteorologici;
- trattare il parapetto come punto di ancoraggio per DPI, salvo espressa autorizzazione del fabbricante.
Parapetti provvisori: domande frequenti
Quanto deve essere alto un parapetto provvisorio?
Il corrente principale deve trovarsi generalmente ad almeno 1 metro rispetto alla superficie di lavoro. La geometria completa, compresi spazi liberi e fermapiede, deve essere verificata in base alla classe e alla UNI EN 13374:2025.
Quanto deve essere alta la tavola fermapiede?
La UNI EN 13374:2025 indica una tavola fermapiede alta almeno 150 mm. Requisiti differenti possono derivare da specifiche disposizioni relative, ad esempio, ai ponteggi. (Standards ITEH)
Qual è la differenza tra classe A, B e C?
La classe A contrasta principalmente azioni statiche; la B aggiunge la capacità di arrestare scivolamenti con azioni dinamiche limitate; la C è destinata a sollecitazioni dinamiche più elevate su superfici fortemente inclinate.
La UNI EN 13374 è applicabile a ponteggi e trabattelli?
La norma sui parapetti provvisori non si applica ai sistemi laterali propri di ponteggi e trabattelli, disciplinati da riferimenti specifici.
Un parapetto provvisorio è sempre obbligatorio sopra i 2 metri?
La normativa richiede misure contro la caduta nei lavori in quota, privilegiando la protezione collettiva quando appropriata. La soluzione concreta dipende dalla configurazione del lavoro e dalla valutazione dei rischi; non ogni situazione può essere risolta con il medesimo parapetto.
Chi può montare un parapetto provvisorio?
Il montaggio deve essere affidato a lavoratori incaricati, informati, formati e addestrati in relazione al rischio e al sistema utilizzato. Devono inoltre conoscere il manuale e la procedura di montaggio.
Il parapetto può essere usato come punto di ancoraggio?
Solo quando il fabbricante lo prevede espressamente e il sistema è stato progettato e verificato anche per tale funzione. In assenza di questa indicazione, il parapetto non deve essere utilizzato come ancoraggio per DPI anticaduta.
Quando deve essere sostituito un componente?
Un componente deve essere escluso dall’uso quando presenta deformazioni, corrosione, cricche, saldature danneggiate, filettature compromesse, marcatura illeggibile o difetti oltre i limiti indicati dal fabbricante.
Contributi e approfondimenti
Quaderno tecnico INAIL sui parapetti nei cantieri temporanei e mobili (2026)
La guida è strutturata come un percorso tecnico che accompagna il lettore dalla definizione del sistema fino alla scelta, all’installazione, all’uso e alla manutenzione.
Dopo una breve introduzione sul ruolo dei parapetti come dispositivi di protezione collettiva contro le cadute dall’alto, il Quaderno sviluppa i seguenti argomenti:
- denominazione del dispositivo;
- documenti di riferimento, con richiamo al D.Lgs. 81/2008, al D.Lgs. 206/2005, alla UNI EN 13374:2025 e alla UNI 11996:2025;
- definizione dei parapetti anticaduta e distinzione tra sistemi provvisori e permanenti;
- destinazione d’uso, con riferimento ai lavori in quota e ai lavori di scavo;
- classificazione, sia in base alla metodologia di fabbricazione, distinguendo tra parapetti tradizionali e prefabbricati, sia secondo le norme tecniche;
- classificazione dei parapetti provvisori secondo la UNI EN 13374 nelle classi A, B e C;
- classificazione dei parapetti permanenti secondo la UNI 11996 nelle classi A e B;
- marcatura dei parapetti provvisori e permanenti;
- indicazioni per la scelta, in funzione del tipo di intervento, dell’inclinazione della superficie, della struttura di ancoraggio e dell’altezza di caduta;
- montaggio, con le verifiche da effettuare prima e dopo l’installazione;
- uso, secondo le istruzioni fornite dal fabbricante;
- smontaggio e controllo dei componenti in vista di un eventuale reimpiego;
- manutenzione, con indicazioni specifiche per componenti metallici e in legno.
Quaderno per immagini INAIL sui parapetti provvisori (2026)
Il volume, pubblicato nel 2026, affronta il tema dei sistemi di protezione dei bordi attraverso illustrazioni tecniche capaci di mostrare con chiarezza componenti, caratteristiche geometriche, configurazioni e situazioni operative.
Grazie a un linguaggio grafico semplice, attrattivo e immediatamente riconoscibile, le illustrazioni possono essere utilizzate durante la formazione, nei momenti di addestramento, nelle riunioni di coordinamento e come supporto operativo direttamente in cantiere.
Le immagini – accompagnate da didascalie in italiano, inglese, francese, albanese e rumeno – non sostituiscono la valutazione dei rischi, le istruzioni del fabbricante o le procedure aziendali, ma possono renderle più comprensibili e facilitarne l’applicazione superando le barriere linguistiche e accelerando l’acquisizione degli elementi fondamentali per tutelare la propria sicurezza e quella degli altri lavoratori. Qui trovi maggiori dettagli sulla pubblicazione.
Quaderno tecnico INAIL sui parapetti provvisori (2018)
La pubblicazione fa parte della collana Quaderni tecnici 2018 sui dispositivi di protezione, le opere provvisionali e le attrezzature utilizzate dai lavoratori, con l’obiettivo di accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.
Analisi delle caratteristiche funzionali e di resistenza di differenti tipi di parapetti provvisori prefabbricati utilizzati nei cantieri temporanei o mobili (Inail, 2014)
Segnaliamo, al riguardo, la pubblicazione realizzata dall’Inail “Analisi delle caratteristiche funzionali e di resistenza di differenti tipi di parapetti provvisori prefabbricati utilizzati nei cantieri temporanei o mobili”.
Il documento propone un’analisi delle diverse tipologie di parapetto, con illustrazioni grafiche e fotografie, che vanno scelte in funzione
- del tipo di intervento (costruzione, demolizione, manutenzione)
- della tipologia di struttura di ancoraggio (elementi monolitici orizzontali, elementi piani orizzontali, elementi monolitici inclinati, elementi piani inclinati)
- dei materiali costituenti la struttura stessa (elementi in calcestruzzo gettati in opera, elementi in calcestruzzo prefabbricati, elementi in acciaio, elementi in legno)
Clicca qui per scaricare la pubblicazione Inail 2014

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/parapetti-provvisori-quaderni-per-immagini-inail/


