Home » Notizie » Rinnovabili ed edilizia sostenibile » Pannelli fotovoltaici: dal selenio esposto al sole ai nuovi HJT

Fotovoltaico HJT

Pannelli fotovoltaici: dal selenio esposto al sole ai nuovi HJT

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Si stanno per diffondere i nuovi pannelli fotovoltaici bifacciali HJT con notevole incremento di produttività

In fase di realizzazione i nuovi pannelli bifacciali HJT in grado di apportare notevoli vantaggi: efficienza, incremento di produttività del 28% rispetto alle attuali tecnologie e risparmio in termini di spazio occupato.

Prima di entrare nello specifico delle nuove tecnologie, proviamo a rispondere ad una serie di curiosità sul fotovoltaico: quando è stato inventato il primo impianto fotovoltaico? A quando risale la prima installazione in Italia? Quanti metri quadri occorrono per generare un kW di potenza?

Facciamo un salto indietro nella storia.

Nel 1879 Charles Fritts creò il primo pannello solare al mondo: si trattava di un aggeggio rudimentale costituito da selenio esposto al sole e ricoperto da una sottilissima pellicola semitrasparente d’oro, in grado di produrre elettricità. Il rendimento era insignificante e non favorì investimenti in applicazioni simili.

Nel 1884 nacque la prima cella fotovoltaica, con un tasso di conversione dell’energia pari a 1-2% e venne installato a New York. Anche questa volta i rendimenti non favorivano l’espandersi della tecnologia.

Nel 1921 Albert Eistein, che aveva rivolto la sua all’effetto fotoelettrico, vinse il premio Nobel per la fisica.

Nel 1954 dalle mani degli scienziati Gerald Pearson, Daryl Chapin e Calvin Fuller nacque la prima cella solare in silicio capace di generare corrente elettrica misurabile.

Nel 1979 in Italia ci fu la prima installazione di pannelli fotovoltaici.

Dal 1990 agli anni 2000 c’è stata una crescita esponenziale in Italia di installazione di impianti  fotovoltaici, agevolati  anche dai primi incentivi statali: il cosiddetto “Conto Energia” a partire dagli anni 2000, segnando così una svolta storica per il nostro Paese.

Inizia così l’era degli impianti solari fotovoltaici.

Il nostro Paese vanta la produzione di energia da fonti rinnovabili per il 50% circa. Tale percentuale risulta aumentare sempre di più con il passare del tempo.

Ricordiamo che grazie ad un impianto fotovoltaico si dipenderà di meno dai gestori nazionali di rete elettrica e si potrà produrre in autonomia l’energia necessaria per soddisfare il proprio fabbisogno: per questo motivo ti consiglio un software per fotovoltaico, gratis per 30 giorni, che ti consente il progetto completo e la simulazione economica di qualsiasi tipo di impianto fotovoltaico connesso alle rete elettrica.

Impianti fotovoltaici: i dati dei nuovi pannelli

Entro il 2024 assisteremo alla diffusione di un nuovo modello di produzione di pannelli fotovoltaici in grado di aumentare la capacità di efficientamento nella capacità di assorbimento della luce solare: fino al 28% in più rispetto a quelli tradizionali. Inoltre, l’efficienza del pannello solare passa dal 10% del precedente prodotto al 20% del modulo attuale.

Un maggior rendimento dei pannelli comporta una serie di vantaggi, primo tra tutti il risparmio di spazio. Basti pensare allo spazio limitato dei condomini nei centri urbani e alla sempre maggiore richiesta di energia delle utenze.

I nuovi pannelli HJT

La sigla HJT (Hetero Junction Technology) sta per “celle solari a eterogiunzione”. Tali celle solari sono formate da una combinazione delle migliori qualità del silicio cristallino e del film di silicio sottile amorfo. Un pannello solare HJT è formato da 3 strati di materiale fotovoltaico con una combinazione delle due tecnologie.

pannelli-solari-hjt

pannelli-solari-hjt

 

La tecnologia HJT combina i migliori vantaggi del silicio cristallino di tipo N e del film sottile, consentendo:

  • l’efficienza della cella è superiore al 24% e l’efficienza del pannello è superiore al 22%;
  • il coefficiente di temperatura più basso, è solo -0,24%;
  • c’è un tasso di degrado annuale molto basso, pari solo allo 0,4%;
  • non ci sono effetti LID e PID;

Possiamo dedurre che grazie a questa nuova struttura avremo la possibilità di godere di performance elevate. La potenza elettrica massima dei moduli varia da 370W a 400W per pannello rispetto a 140W dei modelli precedenti a film sottile.

I pannelli solari presentano una struttura vetro – vetro formato da 72 celle ad alta efficienza e tali pannelli godranno di una durata superiore ai 35 anni (contro i 25 dei modelli tradizionali) e un’efficienza maggiore del 20%. Tale innovazione tecnologica consentirà di andare oltre e aumentare la capacità di assorbimento dei pannelli, ma anche presenterà la sostituzione del vetro con la plastica.

 

solarius-pv
solarius-pv

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *