Opere abusive da demolire: se il Comune è inerte tocca al Prefetto!

Opere abusive da demolire: se il Comune è inerte tocca al Prefetto!

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Se il Comune rimane inerte di fronte ad un’opera abusiva da demolire, deve subentrare il Prefetto con l’ausilio del Genio militare. Lo ribadisce il Tar Campania

Con la sentenza n. 6327/2021 il Tar Campania chiarisce di chi siano le competenze per l’esecuzione di un’ordinanza di demolizione nel caso in cui l’Amministrazione comunale si dimostri inerte.

La presente sentenza costituisce un esplicito riferimento a quanto previsto dall’art. 41 (Demolizione di opere abusive) del dpr n. 380/2001 che, ricordiamo, è stato recentemente modificato dalla legge Semplificazioni 2021.

Il caso

Il proprietario di un compendio immobiliare commetteva un abuso edilizio consistente in:

  • ampliamento della volumetria;
  • mutamento di destinazione di uso del manufatto;
  • realizzazione di un muro di contenimento di rilevanti dimensioni.

Il vicino decideva, quindi, di presentare diffida al Comune proprio a causa di tali abusi.

Successivamente, l’Ente territoriale emetteva un’ordinanza di demolizione che rimaneva ineseguita.

Il vicino di conseguenza inoltrava una nuova diffida a tutte le Amministrazioni, ciascuna per la propria competenza, e tra le quali figurava anche la Prefettura.

Infatti in base al disposto dell’art. 41 del Testo unico dell’edilizia, la competenza per eseguire la demolizione è trasferita al Prefetto “in caso di mancato avvio delle procedure di demolizione entro il termine di centottanta giorni dall’accertamento dell’abuso“.

Il vicino tuttavia, non avendo alcun riscontro da parte delle Amministrazioni intimate, decideva di fare ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Campania

I giudici ricordano che l’art. 41 del TUE non solo trasferisce ai Prefetti la competenza in materia di procedure di demolizione entro il limite dei 180 giorni dall’accertamento dell’abuso, ma i Prefetti stessi “si avvalgono dell’ausilio degli uffici comunali per ogni esigenza tecnico-progettuale e con il concorso, previa intesa con l’autorità militare, del Genio militare“.

Il Tar spiega che la disposizione dell’articolo 41 (modificato dal dl “semplificazioni”) innova il sistema sanzionatorio previsto dal dpr 380/2001 concentrando in capo al Prefetto (in deroga quindi alle ordinarie competenze previste negli articoli 27 e segg. in capo a comuni, enti gestori dei vincoli e regioni) il compito di curare le procedure di demolizione in un’ottica di semplificazione e di effettività delle sanzioni.

Nel caso specifico, proseguono i togati, tale termine è chiaramente (e ampiamente) decorso dato che anche a voler utilizzare come inizio della decorrenza la data del provvedimento che ha ingiunto la demolizione, sta di fatto che alla data della diffida i 180 giorni erano decorsi.

A conclusione, i giudici chiariscono che l’iter da seguire è il seguente:

  • il Prefetto deve provvedere alla esecuzione dell’ordinanza di demolizione nel termine di novanta giorni dalla comunicazione della presente sentenza;
  • il Comune deve trasmettere al Prefetto ogni atto, documento o informazione in suo possesso in ordine all’abuso (come dispone l’articolo 41, comma 2) e fornire al Prefetto ogni supporto di cui egli possa aver necessità per l’esercizio della sua competenza secondo quanto stabilisce il primo comma dell’articolo 41.

Nel caso anche il Prefetto si dimostri inerte è nominato commissario il Dirigente responsabile del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del ministero dell’interno o un dirigente o funzionario da lui delegato che si attiverà a istanza del ricorrente una volta inutilmente decorso il termine dei novanta giorni.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questo articolo di BibLus-net: “Demolizione opere abusive più veloce con la legge semplificazioni

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Campania

 

certus-demolizioni
certus-demolizioni

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *