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Chi è l’ontologista openBIM? Scopriamo il custode dei dati dell’edilizia del futuro

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Ontologista openBIM: chi è, quale è il suo ruolo nell’organizzazione e gestione dati nel settore AEC, come garantisce la struttura e l’efficienza nell’ecosistema BIM

La digitalizzazione è in forte sviluppo nei settori dell’architettura, dell’ingegneria, dell’edilizia e delle strutture e l’openBIM sta rivoluzionando il modo in cui progettiamo, costruiamo e gestiamo gli spazi. Al centro di questa rivoluzione c’è una figura chiave, spesso non celebrata ma incredibilmente influente: l’ontologista openBIM.

Cos’è l’ontologia nel contesto openBIM?

Prima di approfondire il ruolo dell’ontologista, è fondamentale comprendere cosa significhi “ontologia” nel contesto openBIM. In termini semplici, l’ontologia in questo ambito si riferisce alla categorizzazione e organizzazione strutturata dei dati degli edifici. È la scienza che definisce le relazioni tra vari componenti di un progetto e come queste informazioni vengono condivise e comprese all’interno dell’ecosistema BIM.

La fornitura di ontologie è necessaria per consentire l’interoperabilità, in quanto sono le ontologie che consentono la concettualizzazione di un modello rappresentativo della realtà definendo classi, attributi e relazioni che descrivono un dominio (sull’argomento puoi leggere anche “Piattaforma bSDD ed oggetti OpenBIM”).

Il ruolo dell’ontologista openBIM

L’ontologista openBIM è colui che naviga nel mare di dati generati durante il ciclo di vita di un edificio. È l’architetto dei dati, colui che organizza, classifica e rende significative le informazioni complesse. Con un piede nell’IT e l’altro nell’ingegneria, l’ontologista openBIM garantisce che le informazioni siano non solo accessibili ma anche utilizzabili e interoperabili.

Competenze e Responsabilità

  1. Classificazione e organizzazione dei dati.
  2. Interoperabilità.
  3. Innovazione e sviluppo.

Gli ontologisti creano e gestiscono sistemi di classificazione che aiutano a identificare ogni componente e relazione all’interno di un modello BIM. Assicurano che i dati possano fluire senza ostacoli tra diverse piattaforme e software, facilitando una collaborazione efficiente. Stanno al passo con gli ultimi standard e tecnologie per introdurre nuovi metodi e sistemi di organizzazione dei dati.

Organizzazione dei dati

  • Strutturazione.
  • Standardizzazione.

L’ontologista organizza i dati in un formato coerente e logico, assicurando che siano archiviati in modo che le relazioni tra differenti tipi di dati siano chiare e facilmente navigabili. Utilizza standard openBIM come l’IFC per garantire che i dati siano organizzati secondo linee guida universali, facilitando la collaborazione e l’interoperabilità tra i diversi stakeholder.

Classificazione dei dati

  • Categorizzazione.
  • Etichettatura.

Classifica i dati in base a vari attributi, funzioni o tipologie. Questo aiuta a identificare e raggruppare informazioni simili, rendendo più facile per i professionisti trovare ciò di cui hanno bisogno. Assegna etichette o metadati ai dati, che possono includere informazioni sul tipo di dato, sul suo scopo o su come dovrebbe essere utilizzato. Questo rende i dati non solo più organizzati ma anche più facili da cercare e analizzare.

Standardizzazione

  • Standard openBIM.
  • Compliance.

Utilizza standard internazionali come Industry Foundation Classes (IFC) e buildingSMART per garantire che la classificazione dei dati sia coerente e interoperabile a livello globale. Assicura inoltre che tutti i dati creati e gestiti rispettino gli standard e le convenzioni di classificazione, facilitando lo scambio di dati tra differenti piattaforme e software senza perdita di informazioni.

Categorizzazione

Classifica i dati in base a tipologie specifiche come strutture, impianti, arredi, materiali, ecc. Questo aiuta a identificare e gestire le informazioni specifiche relative a ciascun elemento di un progetto. Inoltre organizza i dati in base alla loro funzione o al loro utilizzo nel progetto, ad esempio, dati per analisi energetica, per la gestione delle manutenzioni, per la sicurezza, ecc.

Etichettatura e Metadati

L’ontologista assegna etichette chiare e descrittive ai dati per facilitarne l’identificazione e l’uso. Le etichette possono includere informazioni sul tipo di componente, le sue specifiche tecniche, la posizione nel modello, ecc. Aggiunge metadati ai dati per fornire un contesto aggiuntivo. Questo può includere informazioni sull’autore, sulla data di creazione, sulle modifiche apportate, sulle relazioni con altri dati, ecc.

exchange information requirements

Sistemi di classificazione

Utilizza sistemi di classificazione esistenti come OmniClass, UniClass o MasterFormat che forniscono una struttura predefinita per organizzare i dati. In alcuni casi, può sviluppare nuovi sistemi di classificazione personalizzati per adattarsi a requisiti specifici del progetto o innovazioni nel settore. Per scoprire tutto sui sistemi di classificazione ti consiglio di leggere “IFC e sistemi di classificazione nel settore delle costruzioni”.

Per classificare una qualsiasi entità (ad esempio un tetto, un muro, una finestra, ecc.) di un modello IFC puoi utilizzare gratis un IFC editor online.

Gestione dei cambiamenti e Versioning

L’ontologista mantiene una tracciabilità chiara delle modifiche apportate alla classificazione dei dati per garantire che tutte le parti interessate siano consapevoli delle revisioni e delle loro implicazioni. Utilizza inoltre sistemi di versioning per gestire diverse versioni della classificazione dei dati, permettendo agli utenti di accedere a informazioni storiche e comparare i cambiamenti nel tempo.

Interoperabilità e integrazione

  • Connessioni tra dati: assicura che i dati classificati possano essere facilmente collegati e integrati con altri dati e sistemi, migliorando la collaborazione e l’efficienza.
  • API e estensibilità: fornisce API o estensioni che permettono l’integrazione di sistemi di classificazione con altri strumenti e software utilizzati nell’ambito di openBIM.

Rendere significative le informazioni complesse

  • Interpretazione.
  • Visualizzazione.
  • Connessione.

L’ontologista deve capire e interpretare i dati complessi, traducendoli in formati comprensibili e utilizzabili. Questo spesso richiede una profonda conoscenza del settore AEC e dei processi coinvolti. Spesso utilizza strumenti di visualizzazione dati per rendere le informazioni accessibili e comprensibili a tutti gli stakeholder, indipendentemente dalla loro esperienza tecnica. Collega i dati in modo che le relazioni e i flussi di lavoro siano chiari. Questo può includere la connessione di dati di progettazione con quelli di gestione del ciclo di vita dell’edificio, assicurando che tutte le informazioni siano integrate e utilizzabili durante tutte le fasi del progetto.

L’ontologista openBIM cura i dati in tutti i suoi aspetti, garantendo che l’intero ecosistema dei dati sia strutturato, comprensibile e utile. È una figura chiave che trasforma un mare di dati grezzi e disordinati in un’architettura di informazioni ben progettata, rendendo il processo di costruzione più efficiente, accurato e collaborativo.

Perché l’ontologista openBIM è importante?

L’ontologista non è solo un custode dei dati; è un innovatore e un mediatore. Nel contesto openBIM, in cui la collaborazione e la trasparenza sono fondamentali, l’ontologista assicura che le informazioni siano corrette, utili e pronte per essere condivise. Senza questa figura, il flusso di lavoro BIM sarebbe meno efficiente, più soggetto ad errori e fondamentalmente meno ‘aperto’.

Il futuro con gli ontologisti openBIM

Il ruolo dell’ontologista openBIM è destinato a espandersi ed evolversi man mano che la tecnologia e le esigenze del settore AEC cambiano. Con la diffusione dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico, gli ontologisti non solo dovranno gestire i dati ma anche interpretarli e utilizzarli per modellare previsioni e insights.

 

 

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