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Nuovo codice appalti e digitalizzazione: come cambia il ruolo del RUP

Tempo di lettura stimato: 8 minuti

La digitalizzazione richiesta dal nuovo codice appalti mette in risalto la necessità di un cambiamento nella gestione di tutti i processi degli appalti pubblici. Ecco come cambia il ruolo del RUP in questo nuovo contesto

Il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), figura cardine nel panorama delle costruzioni e delle infrastrutture, si trova oggi a navigare in un mare in continua evoluzione, caratterizzato da un’innovazione tecnologica e normativa incessante.

Nel nuovo codice appalti (Decreto Legislativo 36/2023) la sua figura, non è più legata esclusivamente al concetto di “Procedimento”, ma evoluta verso quello di “Progetto”.

Il Decreto Legislativo 36/2023 ha introdotto una serie di normative e direttive che hanno un impatto significativo sul suo ruolo in Italia, soprattutto in termini di digitalizzazione e gestione dei contratti pubblici. É infatti richiesta una digitalizzazione dell’intero ciclo di vita del contratto pubblico con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, la trasparenza e la conformità dei progetti di costruzione. Questo richiede al RUP non solo una comprensione approfondita delle tecnologie digitali e delle piattaforme utilizzate, ma anche competenze e conoscenze specifiche per navigare efficacemente in questo ambiente digitale complesso.

In questo articolo esploriamo l’evoluzione del ruolo del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) nel contesto della digitalizzazione e del Codice dei Contratti Pubblici, enfatizzando l’importanza della gestione informativa digitale e delle competenze richieste. In questa analisi emergerà che una delle principali capacità richieste al RUP è quella di riuscire ad agire all’interno di un Ambiente di Condivisione Dati (o Common Data Environment), in quanto l’utilizzo di questo strumento si è esteso alla totalità degli investimenti pubblici. Diventa dunque importante per il RUP utilizzare al più presto una soluzione ACDat sicura che risponda alle esigenze normative e che sia una piattaforma certificata sugli standard openBIM®. Se stai iniziando a valutare la scelta di un Common Data Environment ti consiglio di richiedere subito una presentazione di questo prodotto in modo che tu possa valutare le funzioni che meglio rispondono alle esigenze del tuo lavoro e richiedere una configurazione personalizzata della piattaforma.

CDE-usBIM-platform

Gestione dei progetti attraverso ACDat – Interfaccia di usBIM.platform

La digitalizzazione nel nuovo codice appalti e l’evoluzione del ruolo del RUP

L’evoluzione del ruolo del RUP nel nuovo codice appalti è strettamente legata alle nuove responsabilità e competenze che emergono nel contesto della digitalizzazione. Non più solo un gestore di procedimenti, il RUP moderno deve anche assumere il ruolo di gestore di progetti, o Project Manager, con una forte enfasi sulla gestione informativa digitale. Questo significa che il RUP deve essere in grado di navigare con competenza attraverso le sfide e le opportunità presentate dalla digitalizzazione, garantendo che le tecnologie digitali siano implementate e utilizzate in modo efficace per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei progetti di costruzione.

La figura del RUP, quindi, si trova a dover bilanciare le sue tradizionali competenze in ingegneria e gestione del progetto con una solida comprensione delle tecnologie digitali e delle strategie di gestione dell’informazione. Questo include la capacità di collaborare con vari stakeholder, come BIM Coordinators e CDE Managers, e di assicurare che le politiche e le pratiche di gestione dell’informazione siano allineate con gli obiettivi globali del progetto e dell’organizzazione.

Inoltre, il RUP deve anche essere in grado di garantire che le pratiche di gestione dell’informazione siano conformi alle normative e alle leggi vigenti, come quelle delineate nel D. Lgs. 36/2023, assicurando che tutti gli aspetti del progetto siano eseguiti in modo legale ed etico.

In sintesi, il RUP, nel contesto del D. Lgs. 36/2023, deve navigare attraverso una complessa rete di responsabilità e competenze, garantendo che la digitalizzazione sia implementata in modo tale da migliorare l’efficienza, la conformità e il successo dei progetti di costruzione pubblica.

La digitalizzazione del ciclo di vita del contratto pubblico

Nel nuovo Codice degli Appalti, si assiste a un passo epocale verso la digitalizzazione completa del ciclo di vita dei contratti pubblici. Questa innovazione è evidenziata nella sezione dedicata, che va dall’articolo 19 al 36, del nuovo codice, interamente focalizzata sulla digitalizzazione dei processi.

La digitalizzazione, in questo contesto, non si limita solo all’adozione di nuove tecnologie, ma si estende anche alla gestione informativa digitale, che comprende l’approvvigionamento digitale, l’e-Procurement e la Gestione Informativa Digitale.

Approvvigionamento digitale e e-Procurement

L’approvvigionamento digitale e l’e-Procurement rappresentano due aspetti fondamentali della digitalizzazione nel ciclo di vita del contratto pubblico, influenzando direttamente le modalità con cui le amministrazioni pubbliche e le entità private interagiscono, negoziano e stipulano contratti. L’approvvigionamento digitale si riferisce all’utilizzo di soluzioni digitali per facilitare l’acquisto di beni, servizi e lavori, mentre l’e-Procurement riguarda l’uso di tecnologie elettroniche per semplificare le procedure di acquisto e rendere i processi di approvvigionamento più efficienti e trasparenti.

Nel contesto del RUP, l’approvvigionamento digitale e l’e-Procurement implicano l’adozione di piattaforme elettroniche che permettono di gestire tutte le fasi del processo di acquisto, dalla pubblicazione degli appalti alla presentazione delle offerte, dalla valutazione delle proposte alla gestione dei contratti. Questo non solo accelera i tempi di esecuzione e riduce i costi, ma anche garantisce una maggiore trasparenza e tracciabilità delle operazioni.

Gestione Informativa Digitale

La Gestione Informativa Digitale (GID) è un concetto chiave nel contesto della digitalizzazione dei contratti pubblici, e si riferisce alla capacità di gestire, organizzare e utilizzare le informazioni in modo efficace attraverso l’uso di tecnologie digitali. Nel caso del RUP, la GID si traduce nella necessità di gestire una mole sempre crescente di dati e informazioni che fluiscono durante tutte le fasi del progetto, dal concepimento alla realizzazione, alla manutenzione dell’opera.

La GID implica l’adozione di strumenti e metodologie che permettono di raccogliere, archiviare, elaborare e condividere dati e informazioni in modo strutturato e organizzato, garantendo al contempo la sicurezza e la conformità dei dati. Questo può includere l’uso del Building Information Modeling (BIM) per la gestione delle informazioni relative alla progettazione, costruzione e gestione degli edifici, così come l’adozione di piattaforme digitali per la condivisione e la collaborazione dei dati tra i vari stakeholder del progetto.

Il RUP, in questo scenario, deve assicurare che le informazioni siano gestite in modo tale da supportare efficacemente la presa di decisioni, facilitare la collaborazione tra le parti interessate e garantire che i dati siano accurati, affidabili e accessibili durante tutto il ciclo di vita del progetto. Inoltre, deve garantire che le pratiche di GID siano in linea con le normative vigenti, come quelle stabilite dal D. Lgs. 36/2023, e che le tecnologie e le piattaforme utilizzate siano sicure e rispettino gli standard di settore.

Le competenze richieste al RUP con l’avvento della digitalizzazione del nuovo codice appalti

Con la digitalizzazione richiesta dal nuovo codice appalti il RUP ha il compito di:

  • garantire la continuità dei flussi informativi;
  • estendere le proprie competenze nel Project Management per assicurare che i progetti siano gestiti in modo integrato e allineato con gli obiettivi strategici dell’ente;
  • coordinare e collaborare efficacemente con diverse figure professionali per assicurare una gestione efficace delle informazioni;
  • garantire che il progetto venga eseguito in conformità con gli standard e le best practice del settore, come quelle delineate nella norma UNI 11337-7.

Dunque, è indispensabile che il RUP sviluppi nuove competenze. Analizziamole nel dettaglio.

DIGITALIZZAZIONE NUOVO CODICE APPALTI - COMPETENZE RUP

Digitalizzazione nuovo codice appalti: le competenze richieste al RUP

Integrazione di saperi economico-finanziari, giuridico-amministrativi e tecnico-gestionali

La figura del RUP, nel panorama contemporaneo della gestione dei contratti pubblici, si trova a dover orchestrare una sinfonia di flussi informativi che attraversano diverse discipline e competenze. L’integrazione di saperi economico-finanziari, giuridico-amministrativi e tecnico-gestionali diventa essenziale per assicurare che il progetto si sviluppi in maniera fluida e conforme alle normative vigenti.

Il RUP, quindi, deve possedere una visione olistica e multidisciplinare, capace di connettere i punti tra le diverse aree di conoscenza e garantire che le informazioni fluiscono in modo coerente e tempestivo tra le varie fasi del progetto. Ad esempio, le decisioni tecniche devono essere allineate con le restrizioni di budget, mentre le scelte economico-finanziarie devono essere conformi al quadro giuridico e amministrativo che regola il contratto pubblico. La capacità del RUP di integrare questi diversi ambiti di sapere assicura non solo la legalità e la fattibilità del progetto, ma anche la sua efficienza ed efficacia operativa.

Estensione del Project Management

L’evoluzione del ruolo del RUP si riflette anche nell’estensione delle sue competenze nel campo del Project Management, abbracciando concetti quali il Programme Management e il Portfolio Management. In questo contesto, il RUP non si occupa solo della gestione di un singolo progetto, ma anche della coordinazione e dell’ottimizzazione di un insieme di progetti (Programme Management) o dell’intero portafoglio di progetti dell’ente (Portfolio Management).

Il RUP, quindi, deve essere in grado di gestire le complessità e le sfide che emergono quando si coordinano più progetti contemporaneamente, assicurando che ciascuno di essi sia allineato con gli obiettivi strategici dell’ente e che le risorse siano allocate in modo ottimale tra i diversi progetti. Questo richiede una profonda comprensione delle metodologie di Project Management, nonché la capacità di applicare principi e pratiche di gestione del progetto a livello macroscopico, considerando l’intero portafoglio di progetti e assicurando che essi siano allineati con la strategia complessiva dell’ente.

Interazione con BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager

Nel contesto della digitalizzazione dei processi costruttivi e gestionali, il RUP deve riuscire ad interagire e a coordinare efficacemente diverse figure professionali, tra cui il BIM Coordinator, il BIM Manager e il CDE Manager, ciascuna delle quali svolge un ruolo cruciale nella gestione informativa digitale del progetto.

Il BIM Coordinator è responsabile della gestione e dell’ottimizzazione dei modelli informativi e assicura che le informazioni siano coerenti e conformi agli standard del progetto. Il BIM Manager, d’altra parte, si occupa della gestione strategica dell’implementazione BIM e assicura che le tecnologie e i processi BIM siano implementati e utilizzati in modo efficace. Infine, il CDE Manager gestisce l’Ambiente Comune di Dati (Common Data Environment – CDE) e assicura che i dati del progetto siano accurati, accessibili e sicuri.

Il RUP, quindi, deve essere in grado di coordinare queste figure professionali, assicurando che le informazioni fluiscono efficacemente tra di loro e che le decisioni siano prese in modo informato e tempestivo. Ciò implica una comprensione approfondita delle responsabilità e delle competenze di ciascuna di queste figure, nonché la capacità di facilitare la collaborazione e la comunicazione tra di loro.

Conoscenze in Project Management secondo la norma UNI 11337-7

La norma UNI 11337-7 fornisce linee guida e standard per la gestione informativa digitale nei progetti di costruzione, con un focus particolare sulle competenze e le conoscenze richieste per le figure professionali coinvolte nel processo BIM. Per il RUP, avere conoscenze in Project Management secondo questa norma significa essere in grado di applicare principi e pratiche di gestione del progetto che siano conformi agli standard BIM e che facilitino l’implementazione efficace delle tecnologie e dei processi BIM nel progetto.

Questo include la capacità di definire chiaramente ruoli e responsabilità, stabilire e mantenere processi di comunicazione efficaci, gestire e mitigare i rischi e assicurare che il progetto sia eseguito in modo conforme agli standard BIM e agli obiettivi dell’ente. Inoltre, il RUP deve essere in grado di utilizzare gli strumenti e le tecnologie BIM in modo efficace, assicurando che le informazioni siano gestite e condivise in modo da facilitare la collaborazione tra tutte le parti interessate.

Il ruolo fondamentale del RUP nella gestione dei dati

La cultura del dato nel contesto del RUP si traduce in una consapevolezza informativa e una gestione dei dati che permeano l’intero ciclo di vita del progetto. La consapevolezza informativa implica una comprensione profonda dell’importanza dei dati e delle informazioni, non solo come risorse isolata, ma come un ecosistema integrato che supporta la presa di decisioni, la strategia e l’operatività del progetto. Il RUP deve, quindi, essere in grado di identificare, valutare e utilizzare i dati in modo che supportino efficacemente il progetto, garantendo al contempo che siano gestiti e protetti in modo appropriato.

La gestione dei dati, d’altra parte, riguarda la capacità del RUP di assicurare che i dati siano raccolti, archiviati, elaborati e condivisi in modo efficace e sicuro. Ciò implica l’implementazione di politiche e pratiche che garantiscano l’integrità, l’accuratezza e la sicurezza dei dati, nonché la capacità di utilizzare i dati per generare intuizioni e supportare la presa di decisioni durante tutto il ciclo di vita del progetto.

Il RUP, nel contesto della cultura del dato, assume anche un ruolo cruciale nell’attribuire e mantenere l’identità del committente digitale. Il committente digitale non è solo un ente che utilizza tecnologie digitali, ma un’entità che comprende e integra la digitalizzazione in tutti gli aspetti del processo di committenza, dalla definizione dei requisiti alla gestione del contratto e alla consegna del progetto.

L’identità del committente digitale si riflette nella sua capacità di utilizzare le informazioni e le tecnologie digitali in modo che supportino e migliorino il processo di committenza. Ciò implica la capacità del RUP di gestire le informazioni in modo che siano facilmente accessibili, comprensibili e utilizzabili da tutte le parti interessate, garantendo al contempo che siano gestite e protette in conformità con le normative e le best practice pertinenti.

La gestione delle informazioni, quindi, diventa un elemento chiave dell’identità del committente digitale, richiedendo che il RUP sia in grado di navigare attraverso una varietà di formati di dati e di assicurare che le informazioni siano utilizzate in modo che supportino la strategia e gli obiettivi dell’ente.

Se svolgi il ruolo di RUP, dunque, ti sarà indispensabile utilizzare un ACDat con cui potrai assicurarti di sviluppare una cultura del dato solida e sostenibile nel contesto del progetto e di garantire la conformità normativa.  Ti consiglio, inoltre, di gestire la direzione lavori con questo software giornale dei lavori che ti consente di condividere i dati del cantiere direttamente nell’ACDat e che risulta sempre aggiornato con la modulistica di progetto e contabilità richiesta dal nuovo codice appalti. Di seguito un video che spiega, passo passo, come accedere ed utilizzare la modulistica di usBIM.gdl per la creazione dei documenti da allegare al Giornale dei Lavori.

 

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