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Nuove imprese a tasso zero: al via le domande

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Dal 19 maggio è possibile presentare le domande per i finanziamenti a tasso zero per i giovani fino a 35 anni o le donne di ogni età


Al via dal 19 maggio 2021 la presentazione delle domande per la richiesta della nuova misura per l’autoimprenditorialità Nuove imprese a tasso zero”.

Si tratta di un finanziamento a tasso zero a favore di nuove imprese in corso di costituzione o di micro e piccole imprese, composte in prevalenza o totalmente da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età, sull’intero territorio nazionale.

Nuove imprese a tasso zero

L’agevolazione Nuove imprese a tasso zero, in attuazione del dlgs n. 185/2000, ha lo scopo di sostenere con finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto giovani e donne che vogliono realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni, di cui al presente decreto, le imprese:

  • costituite da non più di sessanta mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nell’Allegato I al Regolamento GBER;
  • costituite in forma societaria;
  • in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni ovvero da donne.

Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

Iniziative finanziabili

Sono ammesse al finanziamento le iniziative dei seguenti settori, realizzabili su tutto il territorio nazionale:

  • produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone ivi compresi quelli afferenti all’innovazione sociale;
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo ivi incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza.

Spesa ammissibile

La nuova agevolazione consiste in una combinazione di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro.

In particolare, le agevolazioni assumono la forma di finanziamento agevolato, a tasso zero, della durata massima di 10 anni, e di contributo a fondo perduto, per un importo complessivamente non superiore al 90% della spesa ammissibile.

Nel dettaglio:

  • le imprese costituite da non più di 3 anni possono presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o sviluppare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Possono contare su un mix di finanziamento fino al 90% del totale della spesa ammissibile di cui il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 20%. Possono anche chiedere un contributo ulteriore, fino al 20% delle spese di investimento, per l’acquisto di materie prime e servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa;
  • le imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5, possono invece presentare progetti che prevedono spese per investimento fino a 3 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti, nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Anche in questo caso, le imprese possono contare su un mix di finanziamento fino al 90% del totale della spesa ammissibile di cui il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 15%.

Modalità di erogazione

Le agevolazioni sono erogate per stati avanzamento lavori (SAL) in non più di 5 quote, comprensive dell’ultima a saldo.

Al fine di favorire maggiormente la sostenibilità finanziaria dei programmi di investimento, l’erogazione delle singole quote può avvenire a fronte della presentazione di titoli di spesa anche non quietanzati, purché nei limiti del 20% delle agevolazioni concesse nel caso del primo SAL e del 30% per i SAL successivi al primo.

In alternativa, le singole erogazioni possono essere corrisposte sulla base di fatture di acquisto non quietanzate purché vincolate ad un contratto di conto corrente di cui alla convenzione già stipulata tra il Ministero, il Soggetto gestore e l’Associazione Bancaria Italiana, in grado di garantire il pagamento ai fornitori dei beni agevolati in tempi celeri.

È, inoltre, prevista la possibilità per l’impresa di richiedere, previa presentazione di fideiussione bancaria, l’erogazione di una prima quota di agevolazione, non superiore al 40% dell’importo complessivo delle agevolazioni concesse, a titolo di anticipazione.

Presentazione della domanda

Dal 19 maggio è possibile presentare la domanda, esclusivamente online attraverso la piattaforma informatica di Invitalia, in base alle indicazioni contenute nella circolare 117378/2021.

Per richiedere le agevolazioni è necessario:

  • registrarsi  ai servizi online di Invitalia indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario;
  • accedere al sito riservato per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e la documentazione da allegare;
  • assicurarsi di disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale rappresentante delle società già costituita al momento della presentazione, oppure della persona fisica in qualità di socio o soggetto referente della società costituenda.

Dopo l’invio telematico della domanda e degli allegati viene assegnato un protocollo elettronico; infine, le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo in due fasi:

  • la prima, comprende la verifica della sussistenza dei requisiti per l’accesso alle agevolazioni;
  • la seconda, comprendente un colloquio con i proponenti finalizzato ad approfondire tutti gli aspetti del piano d’impresa, prende in esame le competenze dei soci e la fattibilità economico-finanziaria del progetto.

Per ulteriori informazioni consulta il sito del Ministero dello sviluppo economico.

 

Clicca qui per scaricare il decreto 4 dicembre 2020

 

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