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Nuova Sabatini 2024, guida alle agevolazioni e novità

Come accedere ai contributi della Legge Sabatini per investire in macchinari, attrezzature, software e tecnologie digitali

La Legge Sabatini (Beni strumentali) è uno dei più longevi incentivi a disposizione delle piccole e medie imprese che devono rinnovare macchinari e attrezzature.

È una misura di finanza agevolata che facilita l’accesso al credito e la capitalizzazione delle aziende che avviano investimenti per innovare il proprio comparto produttivo. Rivista più volte negli ultimi decenni, la misura è stata rinnovata con maggiori finanziamenti per chi investe in maniera sostenibile e al Sud.

Sono ammesse alle agevolazioni della nuova Sabatini le imprese operanti in tutti i settori, comprese le start-up, tranne quello inerente ad attività finanziarie e assicurative.

In questo articolo troverai una panoramica completa delle opportunità offerte dalla Legge Sabatini.

Ti segnaliamo che, tra le voci di spesa che puoi finanziare con la nuova Sabatini, figurano anche software e tecnologie digitali per le imprese edili e investimenti in big data e cloud computing.

Nuova Sabatini: le norme di riferimento

Le modalità di accesso agli incentivi della nuova Sabatini, introdotta con il D.L. 69/2013 e aggiornata con il D.L. 34/2019, sono attualmente disciplinate:

  • dal D.M. 22/04/2022 (Nuova disciplina per la concessione ed erogazione del contributo in relazione a finanziamenti bancari per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese);
  • dal D.M. 43/2024 (Regolamento recante sostegno alla capitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare un programma di investimento).

Consigliamo anche la consultazione della Circolare direttoriale 6 dicembre 2022, n. 410823 che, oltre a fornire indicazioni utili sull’iter da seguire per la presentazione della domanda di contributo, riassume l’evoluzione normativa dell’incentivo.

Come funziona la nuova Sabatini

Il D.M. 22 aprile 2022 stabilisce – in attuazione di quanto previsto dall’art. 2, comma 5, del decreto-legge n. 69/2013 – i requisiti, le condizioni di accesso e la misura massima dei contributi previsti per gli investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali.

La Legge Sabatini è un’agevolazione che prevede il coinvolgimento di tre soggetti: l’impresa che svolge l’investimento, l’istituto bancario che finanzia tale investimento e lo Stato che abbatte in forma significativa il tasso di interesse legato al finanziamento bancario.

L’incentivo copre i finanziamenti per l’acquisto diretto o in leasing di:

  • beni strumentali nuovi riconducibili alle voci di bilancio “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali, “altri beni”;
  • software e tecnologie digitali (è previsto un contributo maggiorato per gli investimenti Industria 4.0).

Più nel dettaglio, gli interventi agevolativi sono articolati nelle seguenti linee di intervento.

Nuova Sabatini “Beni strumentali”

La linea di intervento “Nuova Sabatini – Beni Strumentali” agevola l’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo e hardware classificabili, nell’attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell’articolo 2424 del codice civile, nonché di software e tecnologie digitali destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale.

Nuova Sabatini 4.0

La linea di intervento “Nuova Sabatini – Investimenti 4.0” finanzia l’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di beni materiali nuovi di fabbrica e immateriali, aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti, come elencati, rispettivamente, negli allegati A e B alla Legge 232/2016.

Per questi investimenti è previsto un contributo maggiorato del 30%.

Nuova Sabatini Green

La linea di intervento “Nuova Sabatini – Investimenti green” agevola l’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

Spetta all’impresa l’onere di dimostrare l’aspetto “green” dei beni. I beneficiari dovranno quindi essere in possesso di un’idonea certificazione ambientale di processo oppure di prodotto sui quegli specifici beni. In alternativa ci dovrà essere un’idonea autodichiarazione ambientale rilasciata da produttori, importatori o distributori.

Nuova Sabatini Sud

È prevista una linea di intervento detta “Nuova Sabatini Sud” che offre per le stesse tipologie di spesa un contributo massimo del 5,5% per gli investimenti realizzati dalle micro e piccole imprese nelle regioni del Mezzogiorno, tra cui Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per questi investimenti è previsto un contributo maggiorato del 50%. Non sono ancora state definite le istruzioni e le procedure specifiche per questa linea di intervento.

Quali agevolazioni prevede la nuova Sabatini

L’agevolazione per tutte le linee di intervento è costituita da:

  • un prestito concesso da banche e intermediari finanziari aderenti alla convenzione tra il Ministero dello Sviluppo Economico, l’associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.;
  • un contributo in conto impianti da parte del MISE per abbattere il costo del prestito che varia dal 2,75% al 5,5%.

Il contributo in conto impianti del MISE è determinato sulla base degli interessi calcolati su un finanziamento della durata di cinque anni con un tasso di interesse del:

  • 2,75% per investimenti in beni strumentali ordinari;
  • 3,575% per investimenti 4.0 o green;
  • 5,5% per investimenti al Sud.

L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario o leasing e può essere assistito dalla garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese fino all’80%.

Il finanziamento deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni;
  • di importo compreso tra i 20mila e i 4 milioni di euro;
  • destinato solo per la realizzazione degli investimenti ritenuti ammissibili.

Come si calcola il contributo della nuova Sabatini: un esempio

Ecco un esempio di quanto si può ottenere con la Legge Sabatini (la tabella è tratta da un foglio di calcolo fornito dal MISE):

Durata finanziamento 5 anni
Rata semestrali 10
Investimento % contrIbuto sugli interessi Contributo % rispetto all’investimneto
a b b/a
€ 100.000,00 2,750% € 7.717,37 7,72%
Beni 4.0 € 100.000,00 3,575% € 10.092,38 10,09%

Scarica il foglio di calcolo

Come fare domanda per la nuova Sabatini

Per ottenere l’agevolazione della Nuova Sabatini 2024 l’azienda deve presentare domanda alla banca o all’intermediario. Verifica la completezza e la regolarità della documentazione, il soggetto finanziatore invia la richiesta al MISE, che entro 30 giorni avvia la procedura di concessione.

Legge Sabatini: incentivi per favorire capitalizzazione di piccole e medie imprese

Il D.M. 43/2024, in applicazione a quanto disposto dal D.L. 69/2013, disciplina la concessione di contributi in favore delle imprese impegnate in processi di capitalizzazione che intendono realizzare un programma di investimento.

Possono beneficiare di questa agevolazione le PMI costituite in forma di società di capitali. Prima di presentare domanda di accesso a questa agevolazione, l’impresa deve avere deliberato un aumento del capitale sociale in misura non inferiore al 30% dell’importo del finanziamento.

L’aumento di capitale può essere effettuato esclusivamente nella forma del conferimento in denaro e deve risultare dalla delibera adottata dalla PMI come «versamento in conto aumento capitale».

A fronte dell’aumento di capitale, il contributo già previsto dal D.M. 22/04/2022 è incrementato:

  • al 5 (cinque) per cento per le micro e piccole imprese;
  • al 3,575 (trevirgolacinquecentosettantacinque) per cento per le medie imprese.

Sono agevolate tutte le categorie di investimenti previste dal D.M. 22/04/2022 (beni strumentali, investimenti 4.0, investimenti green).

L’azienda che abbia deliberato l’aumento di capitale, deve presentare la domanda di contributo utilizzando esclusivamente gli schemi definiti con il provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese (approvato entro 1° luglio 2024).

Nuova Sabatini: FAQ e domande frequenti

Riprendiamo alcune delle FAQ sulla Legge Sabatini disponibili sul sito del MISE:

Sono ammissibili alle agevolazioni della Sabatini gli impianti di produzione energetica, quali, ad esempio, impianti fotovoltaici, di cogenerazione, minieolico o microgeneratori?

Sì, alle condizioni indicate al punto 7.6 della circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022. In particolare:

  • per le imprese che svolgono attività di produzione di energia elettrica (codice Ateco 35.11), è ammissibile il singolo acquisto di un impianto di produzione di energia;
  • per le imprese che svolgono attività agricola ai sensi dell’art. 2135 del c.c., è ammissibile il singolo acquisto di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Per le imprese che svolgono attività diverse dalle predette:

  • non è ammissibile il singolo acquisto di un impianto di produzione di energia;
  • è ammissibile l’acquisto di un impianto di produzione energetica solo se facente parte di un più ampio programma di investimento, organico e funzionale, nonché coerente con l’attività;
  • dell’impresa e riconducibile ad una delle tipologie di investimento previste nei regolamenti unionali applicabili per settore.

Tanto premesso, l’acquisto di un impianto di produzione energetica è considerato ammissibile solo nel caso di beni classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2 e B.II.3 dell’art. 2424 del c.c., non corrispondenti quindi ad impianti infissi al suolo. Non sono pertanto ammissibili gli impianti ascrivibili in bilancio alla voce B.II.1, quali, a titolo esemplificativo, gli impianti eolici di qualsivoglia entità.

Con riferimento all’ammissibilità delle spese per impianti di produzione energetica al contributo maggiorato per “investimenti green” si rinvia all’apposita FAQ n 6.B.6.

L’acquisto, o acquisizione a mezzo leasing, di mezzi di trasporto rientra tra le spese ammissibili alle agevolazioni previste dalla legge Sabatini?

Si conferma che rientra tra le spese ammissibili l’acquisto di mezzi mobili, a condizione che si tratti di beni strumentali nuovi di fabbrica ad uso produttivo correlati all’attività svolta dall’impresa, afferenti un’unità locale della PMI e strettamente funzionali alla realizzazione di un programma d’investimenti configurabile in una delle tipologie previste dal regolamento unionali di riferimento.

Ne consegue che non sono agevolabili i mezzi che, a prescindere dalla categoria di omologazione, siano utilizzabili per il trasporto privato di persone, così come individuati dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 6 dicembre 2006, fatti salvi i casi in cui tali beni siano strettamente correlati allo svolgimento dell’attività economica agevolata (ad esempio, attività di scuola guida o di trasporto con taxi).

Si precisa, infine, che la sostituzione di un mezzo obsoleto con un veicolo “euro 6” si configura come mera sostituzione di un bene esistente, fattispecie non ammissibile come previsto al punto 7.3 della circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022.

I software rientrano tra le spese ammissibili della nuova Sabatini?

Sì, sia nel caso di software di base, il cui costo è capitalizzato sul costo dell’hardware, sia nel caso di software applicativi che mantengono una disciplina autonoma come beni immateriali, fatte salve le ulteriori condizioni di ammissibilità delle spese e dei programmi di investimento di cui ai punti 6 e 7 della circolare.

Si precisa che non sono ammissibili alle agevolazioni le spese relative a beni non classificabili alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’attivo dello stato patrimoniale, con l’unica eccezione dei software applicativi che, in applicazione ai vigenti principi contabili dell’OIC, siano classificabili alle seguenti voci dell’attivo dello stato patrimoniale:

  • B.I.3 (c.d. software applicativi di proprietà, software applicativi a titolo di licenza d’uso a tempo indeterminato);
  • B.I.4 (software applicativi a titolo di licenza d’uso a tempo determinato, con pagamento iniziale di un corrispettivo “una tantum” per tutto il periodo di durata della licenza, classificabili anche alla voce B.I.3. Per tali software, si precisa che la durata della licenza deve essere tale da non contrastare con le previsioni di cui ai punti 6.9 e 7.5 della circolare).

Non sono pertanto ammissibili alle agevolazioni Nuova Sabatini ulteriori tipologie di immobilizzazioni immateriali.

Si specifica infine che l’acquisto di un software comporta il riconoscimento del contributo maggiorato al 3,575% annuo soltanto nel caso di domande per programmi d’investimento a valere sulla linea d’intervento “investimenti 4.0”, qualora la spesa rientri tra i beni immateriali di cui all’allegato 6/B alla circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022.

Tra le spese ammissibili rientrano le stazioni di ricarica per veicoli elettrici?

Si conferma l’ammissibilità delle spese per infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici (EVC), a condizione che si tratti di beni strumentali classificabili alle voci B.II.2 e B.II.3 dell’attivo dello stato patrimoniale, diversi dagli impianti infissi al suolo, nel caso di programmi di investimento relativi ad attività economica afferente alla gestione delle stazioni di ricarica elettrica (codice ATECO 35.14), così come nel caso di imprese che svolgano differente attività economica, ma che acquistino tali beni nell’ambito e a servizio di un più ampio programma di investimenti, organico e funzionale, coerente con l’attività economica svolta dall’impresa e riconducibile ad una delle tipologie di investimento previste nei regolamenti unionali applicabili per settore.

Quali sono i beni o le spese che non possono essere agevolati?

Si rimanda alla consultazione del punto 7.4 della circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022, riportante l’elenco delle spese non ammissibili, ferme restando tutte le ulteriori limitazioni all’ammissibilità previste dalla medesima circolare.

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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