Demolizione e ricostruzione fedele aree sisma 2016, no autorizzazione paesaggistica in zona vincolata

Ricostruzione aree sisma 2016: no autorizzazione paesaggistica in zona vincolata

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Chiarimenti del MIC: deroga autorizzazione paesaggistica per demolizione e ricostruzione in aree vincolate per i Comuni del Cratere

Chiarimenti circa le procedure da seguire per i lavori di ristrutturazione degli edifici del Centro Italia, colpiti dal Sisma 2016 ed in area vincolata, arrivano dal Ministero della Cultura con la nota del 7 marzo 2022, n. 5655.

In linea generale, per la realizzazione degli interventi di ricostruzione, la norma prevede che nelle aree vincolate è sempre necessaria l’autorizzazione paesaggistica; ai Comuni è indicata la necessità di qualificare come nuove costruzioni tutti gli interventi che comportino anche una sola modifica alla volumetria, alle superfici e ai prospetti, che necessitano quindi del permesso di costruire.

Tuttavia, chiarisce il Ministero, per gli interventi di ristrutturazione edilizia su immobili danneggiati dal sisma 2016 soggetti a tutela paesaggistica è prevista una deroga.

La nota del Ministero della Cultura

Il Ministero della Cultura ha affermato che NON serve l’autorizzazione paesaggistica preventiva della Soprintendenza per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma 2016 nelle aree vincolate.

In particolare:

non necessitano di autorizzazione paesaggistica gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche con totale demolizione e ricostruzione, conformi agli edifici preesistenti, che non prevedono incrementi volumetrici o di superfici, salve le modeste variazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica e di sicurezza degli impianti tecnologici, nonché quelle necessarie per l’efficientamento energetico dell’edificio e per l’adeguamento agli standard igienico sanitari.

Aggiunge poi:

L’autorizzazione non serve neanche per le modifiche dei prospetti negli interventi di ricostruzione previsti dalla legge sul sisma.

La nota in esame fa seguito al parere dell’Ufficio Giuridico della Struttura Commissariale, ad oggetto “Parere in merito alla circolare della Direzione Generale, Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura del 15/10/2021, n. 44, avente a oggetto ‘Definizione di ristrutturazione edilizia su immobili soggetti a tutela paesaggistica’, anche con riferimento alla Circolare n. 38/2021“.

Il Ministero della Cultura richiama, quindi, le circolari (n. 38 del 4 ottobre 2021; n. 44 del 15 ottobre 2021; n. 47 del 10 novembre 2021) in merito alla definizione di “ristrutturazione edilizia” su immobili soggetti a tutela paesaggistica di cui l’art. 3 comma 1 lettera d) del dpr, n.380/2001 (Testo Unico Edilizia), così come modificato dall’art. 10 del dl n. 76/2020 (vedi articolo BibLus-net: Demolizione e ricostruzione: la circolare interministeriale con chiarimenti sulla legge semplificazioni).

Circolare n. 38 del 4 ottobre 2021

In particolare, la circolare n. 38 specifica che anche nel caso di immobili ricadenti in aree di tutela paesaggistica:

gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di “ristrutturazione edilizia” soltanto ove siano mantenuti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche dell’edificio preesistente e con siano previsti incrementi di volumetria.

Circolare n. 44 del 15 ottobre 2021

La circolare n. 44 dispone che gli Uffici preposti sono anche tenuti a specificare al Comune competente che tali fattispecie ricadono nella categoria della “nuova costruzione“, ai sensi dell’art. 3 comma 1 lettera e) del dpr n. 380/2001.

Conclusioni

Questi criteri interpretativi e conseguenti disposizioni, ha chiarito il Ministero, hanno efficacia generale; per gli interventi di ristrutturazione edilizia su immobili danneggiati dal sisma 2016 soggetti a tutela paesaggistica, si applicano ANCHE le disposizioni previste dalla legislazione speciale (art. 12, comma 2, del dl n. 189/2016 e s.m.i.), ossia:

All’esito dell’istruttoria sulla compatibilità urbanistica degli interventi richiesti a norma della vigente legislazione, svolta dall’ufficio speciale per la ricostruzione, il Comune rilascia il titolo edilizio. 

In pratica, gli interventi di ricostruzione di edifici privati in tutto o in parte lesionati, crollati o demoliti o oggetto di ordinanza di demolizione per pericolo di crollo, sono in ogni caso realizzati con SCIA, anche con riferimento alle modifiche dei prospetti senza obbligo di speciali autorizzazioni.

Pertanto, in riferimento agli edifici colpiti dal sisma del 2016 e collocati nei Comuni del cratere si ha che:

  • gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche con totale demolizione e ricostruzione, conformi all’edificio preesistente, che non prevedono incrementi volumetrici o di superfici, salve le modeste variazioni “necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica e di sicurezza degli impianti tecnologici, nonché quelle necessarie per l’efficientamento energetico dell’edificio ai sensi dell’art. 14, commi 6 e 7 del dlgs 4 luglio 2014, n. 102 e per l’adeguamento agli standard igienico sanitari”, non richiedono il preventivo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, non determinando un’alterazione dello stato preesistente, nel rispetto delle prerogative dell’autorità preposta al vincolo circa la conforme e regolare attuazione degli interventi;
  • le modifiche dei prospetti negli interventi di ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma 2016 non sono soggette a “speciali autorizzazioni”, ai sensi dell’art. 12, secondo comma, del decreto-legge 189/2016.

Scopo del chiarimento è quello di offrire una maggiore semplificazione amministrativa ed escludere, inoltre, il rischio che alcuni interventi di ristrutturazione post sisma possano essere qualificati dai Comuni come “nuove costruzioni”, precludendo così l’accesso alle detrazioni fiscali del Superbonus 110%.

 

 

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