Isolamento acustico serramenti, nuova norma UNI 11296:2024
Isolamento acustico dal rumore esterno: la norma UNI 11296:2024 definisce i criteri per la posa in opera dei serramenti
Dal 3 maggio 2024 è disponibile sul sito UNI la norma 11296:2024 riguardante:
Acustica in edilizia – Posa in opera di serramenti e altri componenti di facciata – Criteri finalizzati all’ottimizzazione dell’isolamento acustico di facciata dal rumore esterno.
La norma – che sostituisce la precedente UNI 11296:2018 – si applica agli interventi su edifici esistenti e di nuova costruzione, riferiti unicamente ai casi di propagazione del rumore per via aerea.
La norma 11296:2024 è una guida fondamentale per professionisti del settore come progettisti e serramentisti e offre indicazioni chiare e aggiornate sulla verifica dell’isolamento acustico dai rumori esterni e la scelta adeguata di materiali per facciate, tapparelle, finestre e sistemi di ventilazione.
Rispetto alla precedente versione del 2018, la normativa 2024 include numerosi disegni e schemi che arricchiscono le pratiche di progettazione e installazione, trasformando le “buone prassi del mestiere” in “buone pratiche indicate in norma”.
Ricordiamo che per il contenimento dell’inquinamento da rumore all’interno degli ambienti abitativi i riferimenti normativo sono il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” (in vigore dal 20-02-1998) e la norma UNI 11367 (“Classificazione acustica degli edifici”).
Per avere la certezza di operare in linea con tali prescrizioni, ti consiglio:
- un software per la progettazione dell’isolamento acustico in edilizia.
- la guida sull’isolamento acustico in edilizia a cura della redazione di BibLus
La UNI 11296:2024 sull’isolamento acustico degli edifici e posa in opera di serramenti ed altri componenti
La 11296:2024 definisce i criteri per la posa in opera di componenti di facciata, quali:
- serramenti;
- sistemi dispositivi per il passaggio dell’aria;
- sistemi di oscuramento/schermatura;
- altri componenti presenti in facciata.
Si applica anche ai serramenti interni di separazione tra ambienti che richiedono protezione dal rumore.
L’appendice A della norma costituisce documento di riferimento per l’applicazione dei D.P.R. 18 novembre 1998, n. 459 (art. 5) e 30 marzo 2004, n. 142 (art. 6 e 7), relativi alle disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell’inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare e ferroviario, mediante interventi diretti sui ricettori.
La norma fornisce, inoltre, indicazioni sulla verifica dell’isolamento acustico della facciata dal rumore esterno.
La UNI 11296:2024 è scaricabile a pagamento dal sito UNI
Gli approfondimenti di BibLus sull'isolamento acustico
- DPCM 5/12/1997: i requisiti acustici passivi degli edifici
- Isolamento acustico: concetti di base, norme di riferimento e materiali
- Calcolo dell'isolamento acustico: guida con esempio pratico
- Relazione acustica previsionale (RAP): quando è obbligatoria, come si fa
- Certificazione acustica: cos’è e quando è richiesta
- Isolamento acustico della parete confinante: tecniche e materiali
- Isolamento acustico del pavimento: tipologie e vantaggi
- Isolamento acustico del solaio: come e perché farlo?
- Cos’è e come si misura l’isolamento acustico di facciata?
- Isolamento acustico finestre: caratteristiche e progettazione
- Isolamento acustico soffitto: come aumentare il comfort abitativo
- Tempo di riverberazione: cos'è e come si misura
- Materiali fonoassorbenti: quali scegliere per l'isolamento acustico
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- Previsione delle prestazioni acustiche: le norme UNI 11175:2024
- Requisiti acustici passivi degli edifici: la UNI 11367:2023
Guide e contributi sull'isolamento acustico
Linee guida per l’attività dell’ingegnere in materia di Acustica Forense (CNI, 2026)
Le linee guida del Consiglio Nazionale degli Ingegneri dedicate all’attività dell’ingegnere in materia di acustica forense - approvate con Circolare CNI 438/2026- nascono con l’obiettivo di fornire un riferimento operativo e metodologico ai professionisti chiamati a svolgere consulenze tecniche in ambito giudiziario e stragiudiziale, sia come CTU, Consulenti Tecnici d’Ufficio, sia come CTP, Consulenti Tecnici di Parte.
Le Linee guida raccordano norme civilistiche, legislazione sull’inquinamento acustico, D.P.C.M. 5/12/1997, normativa UNI, CAM edilizia, prassi ministeriali e giurisprudenza e si concentrano su due grandi ambiti di contenzioso: le immissioni acustiche e i requisiti acustici passivi degli edifici.
Sintesi redazionale e approfondimento sulle linee guida CNI per l'Acustica Forense
La guida di BibLus
La redazione di BibLus ha raccolto in una guida i focus sull'isolamento acustico degli edifici.
Isolamento acustico degli edifici: le sentenze di riferimento
Solai non isolati acusticamente: progettista e direttore dei lavori sono sempre responsabili?
Cassazione - 17135/2026
La Cassazione (Sez. III Civile, n. 17135/2026) ha chiarito come vadano ripartite le responsabilità quando i solai di una nuova costruzione non garantiscono l’isolamento acustico richiesto. Nel caso esaminato, era già stato accertato in primo grado che i solai interpiano non rispettavano i requisiti acustici previsti dalla legge n. 447/1995 e dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997; successivamente l’impresa costruttrice, condannata in quel giudizio, ha chiesto di rivalersi sul progettista e sul direttore dei lavori.
I giudici hanno sottolineato che non è sufficiente il solo difetto di isolamento acustico per affermare la responsabilità professionale: chi agisce contro i tecnici deve dimostrare con precisione quale errore concreto sia stato commesso e come questo abbia causato il vizio. Nel processo l’impresa sostenne che progettista e direttore lavori avevano consentito la posa di solai non idonei; il Tribunale l’aveva accolta, la Corte d’Appello invece aveva escluso la loro responsabilità, ritenendo che i professionisti avessero fatto legittimo affidamento sulle schede tecniche del produttore, che inizialmente non prescrivevano l’uso del tappetino fonoassorbente.
La Cassazione ha confermato la sentenza d’appello: il ricorso dell’impresa è stato giudicato inammissibile per difetto di specificità, perché non indicava quali parti del progetto, del capitolato o delle prescrizioni tecniche imponessero una diversa condotta dei professionisti né quale fosse l’inadempimento concreto loro addebitabile. La Corte ha inoltre precisato che la decisione d’appello non si limitava a valorizzare una diligenza formale, ma si basava su valutazioni di fatto (consulenza tecnica e contenuto delle schede tecniche). Poiché questa motivazione autonoma reggeva al controllo di legittimità, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l’impresa al pagamento delle spese processuali.
Leggi qui per una trattazione più approfondita dell'ordinanza della Corte di Cassazione
Movida rumorosa: il Comune può ignorare le proteste dei residenti?
Il Tar di Napoli (sentenza n. 6556/2025) ha affrontato il problema dell’inquinamento acustico causato dalla movida nelle aree urbane, sottolineando la responsabilità del Comune nel tutelare la salute e il diritto al riposo dei residenti. L’aumento del turismo e delle attività notturne ha reso questo fenomeno sempre più rilevante, con rumori e schiamazzi che disturbano la vita quotidiana degli abitanti.
In un caso specifico, i residenti di un centro storico hanno chiesto al Comune misure urgenti per contenere il rumore derivante dalla movida, ma di fronte all’assenza di risposte hanno fatto ricorso al Tar. I cittadini hanno denunciato l’inerzia dell’amministrazione, considerandola un illecito omissivo e hanno chiesto che venga riconosciuto il silenzio-rifiuto del Comune, con l’obbligo di adottare provvedimenti per riportare il rumore entro i limiti di legge, anche attraverso ordinanze o la revoca di licenze.
Il Comune ha ammesso la complessità della situazione e ha giustificato il ritardo per la necessità di coordinamento con le autorità di pubblica sicurezza, mentre la Prefettura ha escluso la sua competenza, rimandando la regolazione acustica ai Comuni.
Il Tar ha confermato la propria competenza, riconoscendo il diritto dei residenti a un ambiente salubre e tranquillo. Ha ribadito che il silenzio dell’amministrazione equivale a un rifiuto implicito e che il Comune deve necessariamente intervenire, secondo le norme sulla tutela acustica, adottando regolamenti, controlli e, se necessario, ordinanze urgenti. In particolare, il potere d’intervento spetta ai sindaci come misura ordinaria per fronteggiare il disturbo acustico.
Dato che il Comune non ha ancora concluso l’istruttoria e persiste nell’inerzia, il Tar ha accolto il ricorso, dichiarando illegittimo il silenzio e ordinando l’adozione di un provvedimento motivato entro 30 giorni, prevedendo la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriori ritardi.
Leggi qui per una trattazione più approfondita della sentenza del Tar Campania
Altre sentenze sull'acustica in archivio
Ti riporto di seguito alcune sentenze relative all'isolamento acustico degli edifici, trattate in articoli dedicati di BibLus:
- "Isolamento acustico pareti interne: no nella stessa unità immobiliare";
- "Insufficiente isolamento acustico: può costituire grave difetto d’opera?";
- "Isolamento acustico inadeguato: può essere considerato un grave difetto costruttivo?";
- "Inquinamento acustico da impianto di riscaldamento rumoroso, è previsto il risarcimento danni?";
- "Mancato isolamento acustico terrazzo: chi paga?";
- "Isolamento acustico, aggiornata la norma UNI 11296"

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/norma-uni-11296-2018-isolamento-acustico/



