annullamento-DIA-autotutela

No all’annullamento DIA senza motivazione precisa

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Una generica motivazione di “ripristino della legalità violata” non basta a giustificare l’annullamento di una DIA. Il Tar Sardegna si pronuncia in merito

Il Tar Sardegna con la sentenza n. 465/2021 torna sul tema dell’annullamento di un titolo edilizio.

L’annullamento in autotutela di un titolo edilizio fa parte dei poteri dell’amministrazione competente che lo ha rilasciato, ma oltre al diritto di poter annullare quanto concesso, sussiste anche il dovere della stessa amministrazione di dare precisa ed ampia motivazione alla base di quell’annullamento.

Il caso

Un privato presentava una DIA (denuncia di inizio attività) per l’ampliamento di un fabbricato di proprietà ai sensi del Piano casa regionale.

A lavori ormai ultimati, il Comune la annullava in autotutela ritenendo che: “l’annullamento di titoli abilitativi edilizi non necessita di specifica motivazione quanto all’interesse pubblico configurandosi in quello della collettività al rispetto della disciplina urbanistica ed al ripristino della legalità violata a tutela degli interessi collettivi”.

Il privato, invece, chiedeva le ragioni concrete dell’ “interesse pubblico” alla base dell’annullamento; conseguentemente decideva di fare ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Sardegna

I giudici spiegano che la motivazione espressa dal Comune a corredo dell’annullamento del titolo edilizio si pone in contrasto con il più recente orientamento della giurisprudenza amministrativa.

Infatti una recente sentenza del CdS (Adunanza Plenaria  n. 8/2017) ha definitivamente chiarito che nella materia edilizia, per la pubblica amministrazione che intervenga in autotutela su un titolo abilitativo, sussiste :

 l’onere di motivare puntualmente in ordine alla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione dell’atto, tenendo altresì conto dell’interesse del destinatario al mantenimento dei relativi effetti

Viene così esclusa la teoria del Comune secondo cui può esserci un interesse pubblico che non necessiti di qualsiasi ulteriore spiegazione concreta.

A parere del Tar inoltre le motivazioni alla base della decisione dell’Ente hanno una funzione di garanzia dei diritti del privato a cui deve assolvere l’amministrazione, essendo l’unico elemento che consente al cittadino di vedersi riconosciuta una effettiva e piena possibilità di tutela giurisdizionale.

I togati, in conclusione, ritengono illegittimi gli interventi in autotutela dei Comuni che non chiariscano lo specifico interesse pubblico: non si non possono genericamente motivare con la scusa del “ripristino della legalità”.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questi articoli di BibLus-net:

Annullamento titolo edilizio: quando è illegittimo un provvedimento?

Entro quanti giorni il Comune può annullare una DIA/SCIA?

Annullamento in autotutela del titolo edilizio dopo 21 anni, è legittimo?

Revoca SCIA: non oltre 30 giorni altrimenti deve essere motivata

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Sardegna

 

praticus-ta
praticus-ta

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *