Professioni tecniche

Scatta la neutralità fiscale per le società tra professionisti

Revisione Irpef/Ires: stop alle imposte per le aggregazioni tra professionisti e il passaggio da uno studio individuale ad uno associato

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un nuovo decreto legislativo che, in attuazione della legge delega sulla riforma fiscale (legge 111/2023), opera la revisione del regime impositivo dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) e delle società e degli enti (IRES).

Tra le disposizioni contenute nel provvedimento spicca la norma che prevede la neutralità fiscale per le aggregazioni tra professionisti.

Un traguardo storico – ha sottolineato il Consiglio dei Commercialisti – da accogliere con estrema soddisfazione in quanto viene rimosso un ostacolo che non aveva ragion d’essere e che faciliterà i percorsi aggregativi, anche multidisciplinari, indispensabili per creare strutture che sappiano meglio intercettare le esigenze del mercato.”

Positivo anche il giudizio di Confprofessioni, secondo cui le norme “grazie al principio di neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione e riorganizzazione degli studi professionali, viene rimosso uno dei principali ostacoli che ha frenato la loro crescita organizzativa e dimensionale.”

Il decreto contiene altre novità molto importanti per i redditi di lavoro autonomo, tra le quali spiccano l’irrilevanza reddituale dei rimborsi spese, la razionalizzazione delle spese di manutenzione relative agli immobili e una sostanziale revisione della disciplina di determinazione del reddito.

Ecco una sintesi delle misure di interesse per i professionisti, i lavoratori autonomi e le imprese.

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Neutralità fiscale per le aggregazioni fra professionisti

Il nuovo decreto stabilisce il principio di neutralità fiscale che, non realizzando quindi plusvalenze o minusvalenze, riguarda:

  • le operazioni straordinarie concernenti i conferimenti, trasformazioni, fusioni e scissioni relativi a società tra professionisti;
  • gli apporti in associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni o in società semplici;
  • gli apporti delle posizioni partecipative nelle associazioni professionali o società semplici in altre associazioni o società costituite per l’esercizio in forma associata di arti e professioni o in società tra professionisti.

Cos’è la neutralità fiscale e perché è un vantaggio per i professionisti

Il principio di neutralità fiscale stabilisce che non costituiscono plusvalenze tutti i conferimenti, sia di beni materiali che immateriali derivanti da attività artistica o professionale che confluiscono in una società, prevedendo che non si verseranno le imposte per queste operazioni. L’agevolazione scatterà da subito, appena il decreto entrerà in vigore.

In pratica, la neutralità fiscale premia le aggregazioni tra professionisti: i singoli che si associano tra loro e gli studi che, da associati, si trasformano in società non pagheranno imposte.

La neutralità riguarderà tutte le operazioni straordinarie attuate dai professionisti, tra cui fusioni e scissioni delle società già costituite, ed è pensata proprio per incentivare i professionisti, ancora organizzati per la maggior parte in realtà di piccole dimensioni o individuali, a unirsi e a crescere.

Principio di onnicomprensività anche per i redditi da lavoro autonomo

Il decreto introduce, quale criterio generale di determinazione del reddito da lavoro autonomo, il principio di onnicomprensività (in analogia ai lavoratori dipendenti); ciò significa che il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni sarà costituito dalla differenza tra tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta in relazione all’attività artistica o professionale e l’ammontare delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività.

Irrilevanza reddituale dei rimborsi spese, principio di cassa e regime di tassazione separata delle plusvalenze

È stabilito nel decreto che siano escluse dalla formazione del reddito, oltre ai contributi assistenziali e previdenziali, le somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate al committente e il riaddebito ad altri soggetti delle spese sostenute per l’uso comune degli immobili utilizzati, anche promiscuamente, per l’esercizio di tali attività e per i servizi ad essi connessi.

Si conferma il principio di cassa quale criterio di imputazione temporale dei componenti di reddito al periodo di imposta (pertanto i compensi rilevano al momento della percezione e i costi sono deducibili nell’esercizio di effettivo sostenimento della spesa).

Sono inoltre salve le deroghe previste per ammortamenti, canoni di leasing e quote di TFR.

Si estende il regime della tassazione separata alle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in associazioni, società ed enti, comunque riferibili all’attività artistica professionale, e si prevede un’apposita disciplina relativa alla deducibilità delle spese relative a beni ed elementi immateriali sostenute nell’esercizio di arti e professioni.

Le novità in materia di redditi d’impresa

Il contribuente avrà la possibilità di versare l’imposta sostitutiva del:

  • 18% ai fini Ires;
  • 3% ai fini Irap.

In materia di determinazione della base imponibile, a fini IRES, delle società e degli enti commerciali residenti, al fine di avvicinare valori contabili e valori fiscali, è prevista la modifica del trattamento tributario:

  • delle sopravvenienze attive derivanti da proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità, che potranno concorrere a formare il reddito esclusivamente nell’esercizio in cui sono incassati;
  • della valutazione delle rimanenze finali di opere, forniture e servizi;
  • delle differenze sui cambi.

In materia di conferimenti di azienda effettuati tra soggetti residenti e nell’esercizio di imprese commerciali, viene introdotta la possibilità, per la società conferitaria, di optare, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale avvenga il conferimento, per l’applicazione di un’imposta sostitutiva (da versare in un’unica soluzione ed entro uno specifico termine) sui maggiori valori attribuiti in bilancio a immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all’azienda ricevuta

Viene inoltre modificato il regime di riporto delle perdite ai fini della determinazione della base imponibile IRES, intervenendo, in particolare, in materia di fusione, di scissione, di scissione per scorporo, di conferimenti di partecipazioni in società e di liquidazione.

Le novità in materia di redditi dei terreni

Si modifica la disciplina relativa alla determinazione del reddito agrario.

Attualmente tale reddito è correlato esclusivamente alle attività agricole che vengono svolte sul terreno.

La nuova disciplina comprende anche le attività non incentrate sullo sfruttamento diretto del terreno agricolo, quali le cosiddette “colture fuori suolo” (es. attività idroponica), anche svolte in immobili, rientranti in specifiche categorie catastali ed entro determinati limiti (la parte eccedente del reddito concorrerà alla formazione del reddito d’impresa), e le attività dirette alla produzione di beni anche immateriali mediante coltivazione, allevamento, silvicoltura che concorrono alla tutela dell’ambiente, nei limiti dei corrispettivi delle cessioni di beni registrate o soggette a registrazione a fini IVA.

Di conseguenza, si qualifica reddito dominicale quello correlato agli immobili utilizzati per le colture fuori suolo, che quindi non sono produttivi di reddito di fabbricati, se non sono oggetto di locazione.

Le novità in materia di redditi da lavoro dipendente

Si ampliano le componenti escluse dalla formazione del reddito di lavoro dipendente. In particolare, sono esclusi i contributi e premi versati dal datore di lavoro per i familiari a carico dei dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie.

Inoltre, nelle more dell’introduzione di un regime fiscale sostitutivo per la tredicesima mensilità, si prevede l’erogazione, nel mese di gennaio 2025, di un’indennità di 100 euro ai lavoratori dipendenti per i quali, nell’anno 2024, ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • reddito complessivo non superiore a 28.000 euro;
  • coniuge non separato e almeno un figlio, entrambi a carico, oppure almeno un figlio a carico, ove l’altro genitore manchi o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato, o se vi siano figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato;
  • imposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente (con esclusione di pensioni e di assegni a esse equiparati), percepiti dal lavoratore, d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.

Quanto entrano in vigore le nuove norme Irpef/Ires?

In merito al regime temporale di applicazione delle nuove misure:

  • in materia di redditi da lavoro autonomo, l’applicazione è prevista a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • in relazione alle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente, si istituisce un regime transitorio in base al quale fino al 31 dicembre 2024 continuano ad applicarsi le disposizioni in vigore anteriormente alle modifiche apportate dal decreto, riguardanti la deducibilità delle spese e la concorrenza alla formazione del reddito delle relative somme percepite a titolo di rimborso delle medesime;
  • in materia d’imputazione temporale dei compensi assoggettati a ritenuta, le nuove disposizione hanno effetto anche per i periodi di imposta antecedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, se le relative dichiarazioni, validamente presentate, risultano conformi alla nuova disciplina. Restano comunque fermi gli accertamenti e le liquidazioni di imposta divenuti definitivi.

 

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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