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Naspi antincendio

Naspi antincendio: utilizzo nelle reti antincendio, normativa e dimensionamento

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Cosa sono i naspi antincendio, la differenza con gli idranti, il progetto e il dimensionamento di impianti antincendio con naspi

I naspi antincendio sono una componente essenziale nei sistemi di protezione attiva contro gli incendi. Questi dispositivi sono progettati per rispondere prontamente a situazioni di emergenza, consentendo un intervento immediato e mirato.

La loro struttura, composta da una tubazione semirigida avvolta su una bobina, collegata a una lancia erogatrice, assicura flessibilità e facilità d’uso. Collocati strategicamente in edifici pubblici e privati, i naspi garantiscono una rapida soluzione in caso di emergenza, contribuendo significativamente alla sicurezza degli ambienti.

Aspetto non trascurabile è il controllo della conformità dei naspi antincendio agli standard di progettazione, costruzione e manutenzione (come ad esempio la normativa UNI EN 671) che assicurano la loro affidabilità nel momento critico della gestione delle emergenze antincendio.

Cosa sono i naspi antincendio

Il naspo antincendio è un’apparecchiatura collegata ad una rete di alimentazione idrica formata da una bobina mobile su cui è avvolta una tubazione semirigida collegata ad un’estremità con una lancia erogatrice. La tubazione semirigida conserva intatta la sua forma anche quando non è in pressione e la sua lunghezza massima è di 30 metri.

Naspi antincendio

Naspi antincendio Impiantus-FUOCO

Cos’è una rete antincendio con naspi

La rete antincendio con naspi è un sistema strutturato di dispositivi di erogazione d’acqua progettato per la prevenzione e la gestione degli incendi in ambienti specifici. I naspi sono componenti essenziali di questa rete, distribuiti strategicamente per coprire adeguatamente un’area e facilitare un intervento rapido in caso di emergenza. I naspi sono collegati tra loro e, in alcuni casi, integrati con altri componenti come idranti, tubazioni e valvole. Le reti antincendio con naspi sono progettate in conformità agli standard di sicurezza (normativa UNI EN 671) per garantire un’efficace protezione contro gli incendi.

L’obiettivo di una rete antincendio con naspi è quello di assicurare una risposta tempestiva e coordinata in caso di emergenza, riducendo al minimo i danni e preservando la sicurezza delle persone e delle proprietà.

Progettare un sistema antincendio con l’inclusione di naspi è di fondamentale importanza per garantire la sicurezza degli ambienti e delle persone in caso di incendio, grazie al software di progettazione impianti antincendio puoi ideare gli impianti antincendio che ti occorrono disegnandoli direttamente in pianta o in 3D e dimensionandoli nel rispetto delle norme UNI 10779 e UNI EN 12845.

Tipologie di naspi antincendio

Possiamo distinguere i naspi in 2 tipi:

  • naspi da incasso o da muro;
  • naspi da veicolo.

I primi sono ideati per fornire un aiuto immediato in caso di incendio sviluppatosi all’interno di un edificio. Nei naspi da incasso o da muro, posizionati all’interno di cassette denominate “cassette naspo”, la tubazione deve essere già collegata sia al rubinetto, sia alla lancia. La cassetta deve avere un portello che possa aprirsi di almeno 170° per consentire lo srotolamento della tubazione in ogni direzione. Inoltre la cassetta non deve presentare spigoli taglienti, che potrebbero rovinare gli strumenti presenti al suo interno o ferire chi si trovasse a doverne fruire.

I naspi da veicolo, invece, sono tipici dei mezzi antincendio in dotazione alle forze pubbliche: Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forestale. In tal caso la tubazione è già collegata all’impianto di erogazione dell’acqua, mentre la lancia non è sempre montata alla tubazione, potendosi talvolta trovare su un ripiano del veicolo, purché sempre nelle immediate vicinanze del naspo.

Antincendio naspi: la struttura

La struttura di un naspo antincendio va progettata con precisione per garantire un intervento rapido ed efficace nella gestione degli incendi.

I naspi antincendio sono composti da:

  • tubazione semirigida o flessibile: è un elemento fondamentale del naspo. Può essere semirigida, come previsto dalla normativa, oppure flessibile a seconda delle specifiche dell’applicazione. La tubazione è generalmente avvolta su una bobina per agevolare lo stoccaggio e la distribuzione;
  • bobina: è un componente rotante attorno a un perno che consente lo srotolamento controllato della tubazione durante un’azione antincendio. Nelle specifiche della norma, sono definite le caratteristiche dimensionali e funzionali della bobina;
  • lancia erogatrice: si trova all’estremità della tubazione. Questa lancia può avere diverse regolazioni del getto, come chiusura del getto, getto frazionato e/o getto pieno, per adattarsi alle esigenze specifiche dell’incidente antincendio;
  • cassetta antincendio: il naspo è spesso collocato all’interno di una cassetta antincendio, che può essere incassata nel muro o appesa alla parete. La cassetta fornisce un alloggiamento protetto per il naspo quando non è in uso;
  • portello della cassetta: è progettato per aprirsi in modo rapido e completo per permettere lo srotolamento fluido della tubazione in ogni direzione durante un’azione antincendio;
  • supporti e strutture di montaggio: elementi come supporti e staffe possono essere inclusi nella struttura per garantire una corretta installazione e posizionamento del naspo nell’ambiente specifico.

Dove posizionare i naspi

I naspi antincendio vengono posizionati all’interno degli edifici civili, quali scuole, alberghi case di riposo, ospedali, università, uffici, cinema, centri commerciali. Possono essere impiagati facilmente anche da chi non è molto esperto in materia di antincendio. Vengono posizionati in prossimità delle uscite di sicurezza, nei pressi dei locali da proteggere in modo che la loro posizione sia facilmente accessibile, oltre che ben segnalata. Di solito si trovano all’esterno delle uscite di sicurezza, sui pianerottoli, nei pressi delle vie d’uscita. Ciò che più conta è che la loro posizione sia facilmente accessibile, oltre che ben segnalata.

Differenze tra naspi e idranti tradizionali

Se confrontati con gli idranti tradizionali, i naspi presentano notevoli vantaggi in termini di praticità e di utilizzo. Mentre gli idranti richiedono una tubazione appiattibile di diversi diametri, i naspi offrono una soluzione più flessibile e pratica. Inoltre la presenza di una cassetta integrata nei naspi semplifica notevolmente l’accesso e l’utilizzo, rendendoli ideali per rispondere rapidamente a situazioni di emergenza.

Gli idranti sono dispositivi più ampi, caratterizzati da colonne verticali con valvole d’intercettazione, spesso montati su colonne o muri. I naspi sono più compatti, composti da tubazioni semirigide avvolte su bobine, ideali per interventi in spazi ristretti. Mentre gli idranti possono essere dotati di tubazioni flessibili o semirigide, i naspi sono specificamente progettati con tubazioni semirigide conformi agli standard di sicurezza. Gli idranti sono comunemente posizionati all’aperto, mentre i naspi possono essere collocati sia all’interno che all’esterno degli edifici, offrendo maggiore flessibilità di posizionamento.

Manutenzione dei naspi antincendio

Come funziona la manutenzione per i naspi antincendio? La corretta manutenzione dei naspi è essenziale per garantire la loro efficienza in caso di necessità. Il processo di manutenzione può essere suddiviso in 4 fasi:

  1. sorveglianza quotidiana: verifiche giornaliere del personale addetto, assicurandosi che l’accesso all’attrezzatura sia libero da ostacoli e che non ci siano segni di danneggiamento;
  2. controllo periodico visivo dell’impianto (ogni 6 mesi): esame approfondito della struttura, pulizia delle manichette e controllo visivo delle reti d’acqua e delle componenti terminali;
  3. controllo della pressione dell’acqua (ogni anno): verifica del flusso d’alimentazione attraverso l’apertura completa dell’idrante e misurazione della pressione per identificare eventuali anomalie;
  4. collaudo alla pressione di esercizio (ogni 5 anni): test di tenuta e efficacia dell’intera struttura, inclusi i componenti flessibili e semirigidi, tutte le tubazioni devono essere sottoposte alla massima pressione di esercizio secondo le EN 671-1 e/o EN 671-2. (12 bar).

Qual è la norma di riferimento per la costruzione dei naspi antincendio?

La normativa di riferimento per i naspi è la UNI EN 671-1. La norma UNI EN 671-1, emessa nell’aprile 2003, stabilisce i requisiti e i metodi di prova per la costruzione e il funzionamento dei NASPI antincendio dotati di tubazioni semirigide.

In primo luogo, la norma specifica che la bobina deve essere in grado di ruotare attorno a un perno e deve essere composta da due circolari con un diametro massimo di 800 mm. Inoltre, limita la lunghezza elementare della tubazione a non più di 30 metri. La tubazione stessa deve essere semirigida, conforme alla norma EN 694, e deve essere dotata di una lancia erogatrice con regolazioni del getto.

La norma UNI EN 671-2, pubblicata nel settembre 2004, si concentra invece sugli idranti a muro dotati di tubazioni flessibili. Questa normativa definisce diversi aspetti rilevanti. In primo luogo, stabilisce che la tubazione deve essere appiattibile e conforme alla norma EN 14540, con un diametro nominale non superiore a 52 mm e una lunghezza massima di 20 metri. Inoltre, specifica che la valvola di intercettazione deve essere posizionata in modo tale da garantire almeno 35 mm tra ogni lato della cassetta e il diametro esterno del volantino. Le cassette che ospitano questi idranti devono essere chiuse con serratura e dotate di un dispositivo di apertura d’emergenza protetto da materiali frangibili e trasparenti.

Come si usa il naspo

L’utilizzo del naspo antincendio non è difficile, anche per i non addetti ai lavori. Bisogna aprire il portello metallico della cassetta e girare il naspo lateralmente aprendolo a
compasso. Successivamente bisogna aprire la saracinesca a leva o rubinetto per mettere in pressione la tubazione del naspo.

A questo punto è necessario impugnare la tubazione con la mano destra in prossimità della lancia e con l’altra mano poco più in avanti sulla lancia bisogna dirigersi verso l’incendio mantenendo la tubazione sul lato della mano destra (la tubazione seguirà automaticamente la persona).

Arrivati alla distanza utile per la gittata dell’acqua in uscita dal bocchello della lancia (5-6 m), bisogna fermarsi in posizione di sicurezza e aprire la leva della lancia, ovvero far ruotare la ghiera della parte finale della lancia per la sua apertura.

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