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Modifiche in facciata: occorre sempre l’approvazione del condominio

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Per il Tar Campania ogni modifica apportata alla facciata di un fabbricato necessita dell’approvazione dell’assemblea condominiale

Ogni condomino che decidesse di apportare in maniera autonoma una modifica alla facciata del condominio, deve essere autorizzato dall’assemblea.

Il Comune, infatti, deve tener conto della autorizzazione del condominio prima di rilasciare il titolo abilitante per tali modifiche.

Lo afferma il Tar Campania con la sentenza n. 5253/2020. A tal riguardo, vorrei ricordarti che la scelta e la compilazione del titolo abilitativo più appropriato per la realizzazione di un manufatto edilizio a scanso di serie conseguenze amministrative e penali, può risultare più semplice con il software per i titoli abilitativi in edilizia che ti supporta nella scelta tramite una procedura guidata.

Il caso

Una condomina trasformava una finestra della propria abitazione in balcone tramite una DIA (ora SCIA) presentata al Comune, con rilascio di autorizzazione paesaggistica e parere favorevole della Soprintendenza.

Le opere di trasformazione della finestra situata sul prospetto fronte strada del fabbricato condominiale, erano assentite come riqualificazione della facciata con ripristino dello stato originario del manufatto (il balcone era stato infatti trasformato in passato in finestra attraverso l’aggiunta di un parapetto).

Un altro condomino che possedeva un locale deposito a piano terra con apertura direttamente sotto il balcone ripristinato, si opponeva lamentando la mancata autorizzazione dei condomini.

Il procedimento di autorizzazione dei lavori veniva pertanto sospeso dal Comune in attesa dell’approvazione condominiale.

Successivamente però lo stesso Comune rilasciava per tali opere il permesso di costruire, riabilitando i lavori.

Il condomino, quindi, faceva ricorso al Tar lamentando la violazione dell’art. 1102 (Uso della cosa comune) del codice civile, e la concessione del permesso dell’amministrazione pubblica nonostante quest’ultima non avesse acquisito il consenso dei condomini.

La sentenza del Tar Campania

I giudici del Tar sono del parere che non c’è violazione dell’art.1102 del codice civile in quanto si tratta del ripristino dell’originaria configurazione dell’immobile dal momento che in origine, fino a non molti anni prima, la facciata presentava non una finestra ma, appunto, un balcone successivamente trasformato in finestra.

Tuttavia, i giudici precisano che:

Per la giurisprudenza amministrativa, occorre il consenso del condominio quando uno dei condomini intenda realizzare (o sanare) opere che modifichino la facciata dell’edificio.

In conclusione, i giudici ribadiscono che il decoro architettonico delle facciate costituisce bene comune dell’edificio e che pertanto ogni lavoro che incida sensibilmente, necessita dell’assenso dell’assemblea dei condomini.

Ne consegue che per i lavori edilizi da eseguirsi su parti comuni il Comune deve accertare l’esistenza del consenso da parte di tutti i condomini.

Il ricorso è, quindi, accolto

 

Per maggiore approfondimento leggi anche:

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Campania

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