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Responsabilità modifica tramezzi interni e crollo del solaio

Modifica tramezzi interni. E se il solaio viene giù, di chi le responsabilità?

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In caso di crollo del solaio durante la modifica dei tramezzi interni, il condomino che effettua i lavori non è responsabile. Lo chiarisce la Cassazione

È naturale che l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione sia seguito da lavori di ristrutturazione utili a conformare quell’immobile alle proprie esigenze abitative. E come sempre accade, la prima cosa che si desidera cambiare è la disposizione degli spazi interni attraverso lo spostamento delle tramezzature. Ma attenzione, poiché questa operazione che normalmente può essere effettuata attraverso la presentazione al Comune di una semplice CILA, va a modificare la distribuzione dei carichi e l’assetto statico dei solai con possibili gravi conseguenze per strutture che per qualunque motivo, anche solo per vetustà e fatiscenza, potrebbero risultare già compromesse. A tal riguardo, puoi effettuare le tue verifiche e calcoli strutturali grazie ad un software pratico e versatile, completo e aggiornato alle norme in vigore, testabile fin da subito gratuitamente.

Spostare le tramezzature in condominio

In generale, ciascun proprietario di una porzione condominiale ha il diritto di apportare modifiche alla sua area esclusiva, a patto che ciò non danneggi in modo ingiusto gli altri comproprietari e che tenga conto di tutti gli aspetti dell’intervento. Questo principio è sottolineato dall’articolo 1122 del codice civile, il quale stabilisce che il condomino non può intraprendere lavori nella sua unità immobiliare che danneggino le parti comuni o compromettano la stabilità, la sicurezza o l’estetica dell’edificio. Inoltre è obbligatorio informare preventivamente l’amministratore, il quale comunicherà l’evento all’assemblea condominiale. Di conseguenza, un condomino ha il diritto di spostare pareti, a condizione che non comporti un pregiudizio concreto per gli altri condomini.

Fatta questa premessa, andremo ad analizzare un’ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 32344/2018, che si è occupata proprio di questa tematica.

Rimuovere pareti divisorie non portanti può causare il crollo del solaio soprastante? Quali sono le responsabilità del condomino che effettua i lavori?

Una condòmina effettuava lavori di ristrutturazione del proprio appartamento che comprendevano anche la demolizione di alcune pareti divisorie non portanti.

Durante questa operazione crollava il solaio che divideva l’appartamento in ristrutturazione dall’abitazione soprastante, per cui la condòmina del piano di sopra chiedeva i danni e il ripristino dello stato di fatto.

Il tribunale accoglieva la richiesta, ma la Corte d’Appello nel giudizio successivo ribaltava la sentenza scagionando la condòmina del piano sottostante e committente dei lavori di ristrutturazione.

Il giudizio della Corte d’Appello sul crollo dovuto allo spostamento delle tramezzature

La Corte di Appello riteneva che le opere di ristrutturazione effettuate dalla convenuta non avessero interessato parti comuni dell’edificio aventi funzione portante, ma unicamente pareti divisorie e che il cedimento fosse imputabile allo stato di avanzato degrado del solaio, già vetusto, il quale poteva certo aver tratto precario sostegno dai tramezzi dell’appartamento sottostante, senza che tuttavia questi avessero assunto la natura di strutture portanti di proprietà comune.

La questione approdava, così, presso la Cassazione.

Il giudizio della Corte di Cassazione sulle responsabilità del crollo del solaio a causa della rimozione di un tramezzo

Gli ermellini convengono con il giudizio espresso dalla Corte d’Appello ed aggiungono che pur nell’eventualità di qualche responsabilità della condòmina del piano inferiore, non è stato affatto provato che la rimozione del tramezzo fosse stata la causa determinante del cedimento del solaio. Ne consegue che, indipendentemente dalla rimozione del tramezzo, le cause dell’avvallamento del solaio della ricorrente doveva attribuirsi “al cedimento parziale della struttura del solaio (in particolare dei panconcelli posti tra trave e trave), al quale la condomina del piano sottostante risultava estranea.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

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