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MUD 2024

MUD 2024: il modulo e le regole per l’invio

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) per l’anno 2023 va presentato entro il 30 giugno 2024. Guida, modulistica e istruzioni

Sabato 2 marzo 2024 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. 26 gennaio 2024 il quale comunica la data ultima entro cui presentare il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) per tutte le attività riferite all’anno 2023.

Ricordiamo che la legge 70/1994 prevede precisi obblighi per comunicazione, dichiarazione di denuncia, di notificazione, resi noti tramite il MUD. La comunicazione ambientale è particolarmente importante, soprattutto per le sanzioni previste in caso di inottemperanza. I soggetti che procedono con il tardivo adempimento sono puniti con sanzioni che possono arrivare fino a 10.000 €.

Il Modello Unico di dichiarazione ambientale così come il verbale dei materiali e manufatti sono degli adempimenti che enti e imprese devono presentare, in virtù di ciò, ti consiglio un software ideale per redigere rapidamente ed in assoluta sicurezza tutta la documentazione per le opere pubbliche e private.

Cos’è il Modello unico dichiarazione ambientale (MUD)

Il MUD è un modello unico di dichiarazione ambientale istituito con la legge n. 70/1994, attraverso il quale devono essere denunciati i rifiuti prodotti dalle attività economiche, quelli raccolti e trasportati e quelli smaltiti e, avviati al recupero, nell’anno precedente la dichiarazione.

A cosa serve il MUD

Il MUD consente di raccogliere i dati sui rifiuti prodotti da imprese ed enti. È utile per controllare le diverse fasi della gestione dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento, fino al recupero. L’adempimento garantisce trasparenza nelle attività e la salvaguardia del territorio. In parole povere, ogni anno, enti ed imprese si trovano a redigere quanti e quali rifiuti hanno prodotto o gestito nell’anno precedente. Il decreto contiene i modelli, le istruzioni per la presentazione delle seguenti comunicazioni:

  1. comunicazione rifiuti;
  2. comunicazione veicoli fuori uso;
  3. comunicazione imballaggi, composta dalla sezione consorzi e dalla sezione gestori rifiuti di imballaggio;
  4. comunicazione rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche;
  5. comunicazione rifiuti urbani, assimilati e raccolti in convenzione;
  6. comunicazione produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

In particolare, i soggetti tenuti alla presentazione del MUD, per le sue diverse parti, sono:

  • chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g) del D.Lgs. 152/2006 che hanno più di dieci dipendenti;
  • i consorzi e i sistemi riconosciuti, istituiti per il recupero e riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, ad esclusione dei Consorzi e sistemi istituiti per il recupero e riciclaggio dei rifiuti di imballaggio che sono tenuti alla compilazione della Comunicazione Imballaggi;
  • i gestori del servizio pubblico di raccolta, del circuito organizzato di raccolta di cui all’articolo 183 comma 1 lettera pp) del D.Lgs. 152/2006, con riferimento ai rifiuti conferitigli dai produttori di rifiuti speciali, ai sensi dell’articolo 189, comma 4, del D.Lgs. 152/2006.

Sono esonerati dall’obbligo di presentazione:

Non devono presentare la dichiarazione MUD, solo ed esclusivamente per quanto riguarda i rifiuti NON pericolosi:

  • i soggetti che effettuano attività di trasporto in conto proprio dei propri rifiuti NON pericolosi;
  • le imprese e gli enti, con un numero di dipendenti uguale o inferiore a 10, che producono rifiuti NON pericolosi derivanti da:
    • lavorazioni industriali;
    • lavorazioni artigianali;
    • fanghi derivanti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque;
    • fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue o dall’abbattimento di fumi;
    • fosse settiche e retti fognarie;
  • le imprese che esercitano attività di demolizione o costruzione (solo per i rifiuti NON pericolosi);
  • le imprese che esercitano attività di commercio o di servizio (solo per i rifiuti NON pericolosi).

Non devono inoltre presentare la Dichiarazione MUD, anche in presenza di rifiuti pericolosi:

  • gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del Codice Civile con un volume di affari annuo non superiore a 8.000,00 euro;
  • i liberi professionisti che non operano in forma d’impresa e i produttori di rifiuti pericolosi non rientranti in organizzazione di Ente o impresa. Questi soggetti, ai sensi dell’art. 190, comma 6, come modificato dal D.Lgs. 116/2020, assolvono all’obbligo della presentazione del MUD attraverso la conservazione progressiva per tre anni del formulario di identificazione o del documento di conferimento rilasciato dal soggetto competente;
  • i soggetti che svolgono le attività di estetista, acconciatore, trucco permanente e semipermanente, tatuaggio, piercing, agopuntura, podologo, callista, manicure, pedicure e che producono rifiuti pericolosi e a rischio infettivo.

Dichiarazione MUD: come si presenta

La legge 70/1994 prevede che tutti gli obblighi di dichiarazione, di comunicazione, di denuncia, di notificazione previsti dalle leggi, dai decreti e dalle relative norme di attuazione in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica, siano soddisfatti attraverso la presentazione di un Modello Unico di Dichiarazione ambientale alla Camera di Commercio, Industria ed Artigianato e Agricoltura competente per territorio, in cui ha sede l’unità locale cui si riferisce la dichiarazione.

Deve essere presentato, per via telematica, un MUD per ogni unità locale che sia obbligata, dalle norme vigenti, alla presentazione di dichiarazione, di comunicazione, di denuncia, di notificazione..

MUD: scadenza 2024

In base a quanto stabilito dall’art. 6 della Legge 70/1994, il termine ultimo per la presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale è fissato in 120 giorni dalla data di pubblicazione; pertanto, la presentazione del MUD per l’anno 2024 dovrà avvenire entro il 30 giugno 2024.

Modello MUD non richiesto per i rifiuti edili non pericolosi

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), con nota del 8 aprile 2016, ricorda che sono esclusi da MUD (Modello Unico Dichiarazione Ambientale) tutti i rifiuti non pericolosi – indipendentemente dal Codice CER Rifiuti – che si producono in cantiere a seguito delle attività di costruzione e demolizione.

La nota ISPRA stabilisce infatti che si possono comprendere nelle tipologie di rifiuti escluse dall’obbligo di MUD (Modello Unico Dichiarazione Ambientale) anche quelle tipologie di rifiuti non appartenenti/attribuibili al Capitolo CER 17 dell’Elenco Europeo dei Rifiuti ma che sono funzionali all’attività di costruzione e demolizione svolta in cantiere come, ad esempio, i rifiuti di imballaggio Capitolo CER 15 01:

  • 15 01 01 imballaggi di carta e cartone
  • 15 01 02 imballaggi di plastica
  • 15 01 03 imballaggi in legno
  • 15 01 04 imballaggi metallici
  • 15 01 05 imballaggi compositi
  • 15 01 06 imballaggi in materiali misti
  • 15 01 07 imballaggi di vetro
  • 15 01 09 imballaggi in materia tessile

La nota ISPRA chiarisce inoltre che l’esclusione riguarda i soli rifiuti non pericolosi che sono prodotti in cantiere a seguito delle attività di costruzione e demolizione.

Inoltre, le imprese edili sono escluse dall’obbligo di tenuta del registro di carico-scarico (previsto dall’art. 190 del D.Lgs. n.152/2006 e s.m.i.) se in cantiere, a prescindere dal numero dei propri dipendenti, si producono rifiuti non pericolosi.

Diversamente se l’impresa dovesse produrre rifiuti non pericolosi in un luogo diverso dal cantiere e, quindi la produzione dei citati rifiuti non pericolosi non possa essere attribuibile all’attività di costruzione e demolizione, (ad esempio si producono rifiuti non pericolosi nell’officina privata ove avviene la manutenzione ordinaria del parco veicolare), detti rifiuti di imballaggio non pericolosi provenienti ad esempio da contenitori in cartone dei filtri olio, aria o gasolio, pezzi meccanici ecc., devono essere registrati sul registro di carico e scarico rifiuti e comunicati annualmente alla CCIAA con apposito MUD.

Diversamente e indipendentemente dal luogo di produzione, tutti i rifiuti pericolosi (ad esempio rifiuti di manufatti in cemento-amianto, terre contaminate, accumulatori, olio e filtri esausti, ecc…) soggiacciono all’obbligo di registro di carico/scarico, MUD e RENTRI.

 

Leggi anche:

RENTRi: nuove regole per la gestione dei rifiuti

 

primus-c
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2 commenti
    • Redazione di BibLus
      Redazione di BibLus dice:

      Ciao Antonio,
      l’art.1 comma 2 del DPCM 23 dicembre 2020 riporta:
      ” 2. Il modello di cui al presente decreto sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile di ogni anno con riferimento all’anno precedente, come disposto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70″

      Rispondi

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