Governo Draghi: ecco le novità che riguardano i Ministeri

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Ecco le principali novità del “decreto Ministeri” per energia, ambiente, infrastrutture e turismo; prima fra tutte la nascita del Ministero della Transizione ecologica

Il Consiglio dei Ministri del 26 febbraio 2021, sotto la presidenza di Mario Draghi, ha approvato il decreto Ministeri (dl n.22/2021) che riordina le competenze dei Ministeri anche in base agli obiettivi ed ai programmi europei.

Di seguito le principali novità che interessano i settori dell’energia, dell’ambiente, delle infrastrutture e del turismo.

Ministero della transizione ecologica

Con il nuovo decreto viene sancita la trasformazione dell’ex Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare nel nuovo Ministero della Transizione ecologica (Mite).

Il nuovo Ministero, oltre a tutte le competenze dell’ex Ministero dell’Ambiente, assorbirà anche alcune delle competenze chiave nel processo della transizione ecologica, inerenti principalmente al settore dell’energia. In quest’ottica è previsto il passaggio nella nuova struttura di alcune Direzioni del Ministero dello Sviluppo economico.

Le competenze passate dal MiSE al nuovo Ministero, in materia di politica energetica, riguardano:

  • la definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale;
  • l’autorizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di competenza statale anche ubicati in mare;
  • l’attuazione dei processi di liberalizzazione dei mercati energetici e la promozione della concorrenza nei mercati dell’energia e tutela dell’economicità e della sicurezza del sistema;
  • l’individuazione e lo sviluppo delle reti nazionali di trasporto dell’energia elettrica e del gas naturale e la definizione degli indirizzi per la loro gestione;
  • le politiche di ricerca, incentivazione e gli interventi nei settori dell’energia e delle miniere;
  • la ricerca e coltivazione di idrocarburi e risorse geotermiche;
  • la vigilanza su enti strumentali e il collegamento con le società e gli istituti operanti nei settori dell’energia;
  • la gestione delle scorte energetiche nonché la predisposizione e attuazione dei piani di emergenza energetica;
  • l’impiego pacifico dell’energia nucleare, la protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti e la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito;
  • le agro-energie; la rilevazione, l’elaborazione, l’analisi e la diffusione di dati statistici in materia energetica e mineraria, finalizzati alla programmazione energetica e mineraria;
  • l’elaborazione di piani e misure in materia di combustibili alternativi e delle relative reti e strutture di distribuzione per la ricarica dei veicoli elettrici;
  • la qualità dell’aria;
  • le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e per la finanza climatica e sostenibile e il risparmio ambientale anche attraverso tecnologie per la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra;
  • la pianificazione in materia di emissioni nel settore dei trasporti;
  • la gestione, il riuso e il riciclo dei rifiuti e l’economia circolare.

Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE)

Il decreto istituisce inoltre, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) con il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica e la relativa programmazione.

Il comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, o, in sua vece, dal ministro della Transizione ecologica, ed è composto dal ministro per il Sud e la coesione territoriale, dai ministri della Transizione ecologica, dell’Economia e delle finanze, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Il comitato approva, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, il Piano per la transizione ecologica, al fine di coordinare le politiche in materia di mobilità sostenibile, contrasto al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo, risorse idriche e relative infrastrutture, qualità dell’aria ed economia circolare. Il Piano, sul quale è acquisito il parere della Conferenza unificata, individua le azioni, le misure, le fonti di finanziamento, il relativo cronoprogramma, nonché le amministrazioni competenti all’attuazione delle singole misure.

Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

Si stabilisce la ridenominazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) in Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Afferma il neo Ministro Giovannini:

Il cambio di nome corrisponde ad una visione di sviluppo che ci allinea alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation Eu.

L’obiettivo è promuovere una forte ripresa economica del Paese che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale, come indicato dal Presidente Draghi.

Il rafforzamento e l’ammodernamento delle reti infrastrutturali e del settore della logistica, l’investimento in infrastrutture sociali e nelle diverse aree del sistema dei trasporti devono accompagnare e accelerare le trasformazioni in atto nel mondo delle imprese e dei consumatori nella direzione della sostenibilità.

Ministero del turismo e Ministero della cultura

Si istituisce, inoltre, il Ministero del turismo, che avrà il compito di:

  • curare la programmazione, il coordinamento e la promozione delle politiche turistiche nazionali;
  • coordinare i rapporti con le regioni e i progetti di sviluppo del settore turistico, le relazioni con l’Unione europea e internazionali in materia di turismo, fatte salve le competenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale;
  • stingere i rapporti con le associazioni di categoria e le imprese turistiche e con le associazioni dei consumatori.

Allo stesso Ministero saranno trasferite le funzioni in materia di turismo esercitate dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, che assumerà quindi la nuova denominazione di Ministero della cultura.

Ministero per la transizione digitale

Il Ministro senza portafoglio per la transizione digitale, su delega del Presidente del Consiglio dei Ministri, avrà il compito di promuovere, indirizzare e coordinare:

  • l’innovazione tecnologica in attuazione dell’agenda digitale italiana ed europea;
  • la strategia italiana per la banda ultra larga, della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e delle imprese;
  • la trasformazione, la crescita e la transizione digitale del Paese, in ambito pubblico e privato, dell’accesso ai servizi in rete, della connettività, delle infrastrutture digitali materiali e immateriali e della strategia nazionale dei dati pubblici.

È infine istituito il Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD), con il compito di assicurare il coordinamento e il monitoraggio dell’attuazione delle iniziative di innovazione tecnologica e transizione digitale delle diverse pubbliche amministrazioni ordinariamente competenti.

 

Clicca qui per scaricare il decreto Ministeri

 

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