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Decreto minicodice

Minicodice antincendio: guida al D.M. 03/09/2021

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Quali sono le strategie antincendio previste dal decreto Minicodice e come è cambiata la valutazione dei rischi dopo il D.M. 03/09/2021

Il D.M. 03/09/2021, più noto come decreto Minicodice, è uno dei più importanti riferimenti normativi in materia di prevenzione incendi.

In vigore dal 29 ottobre 2022, esso stabilisce i criteri generali volti ad individuare:

  • le misure per evitare l’insorgere di un incendio e per limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi;
  • le misure precauzionali di esercizio.

Il provvedimento – che ha abrogato il D.M. 10/3/1998 – delinea una procedura di valutazione del rischio incendio molto più semplificata e fornisce un quadro completo di regole tecniche appli­cabili ai luoghi di lavoro, come definiti dall’art. 62 comma 1 del D.Lgs. 81/2008, ossia i luoghi destinati ad ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro.

Sono esclusi dall’applicazione le attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili di cui al titolo IV del D.L.gs. 81/2008.

L’articolo 3 individua tutte le casistiche che si possono presentare e delinea i criteri di progettazione da applicare prevedendo 4 casi, ognuno dei quali descritto in uno dei 4 commi che compongono l’articolo.

In realtà è l’allegato 1 del D.M. 03/09/2021 a contenere il Minicodice; essendo la parte più corposa del provvedimento, per facilità ci si riferisce così all’intero decreto e non solo all’allegato.

Quali sono le novità introdotte dal Minicodice?

Sostanzialmente le novità introdotte dal D.M. 3 settembre 2021 sono due:

  • non è presente la classificazione dei livelli di rischio in quanto l’allegato si applica a tutti i luoghi di lavoro a basso rischio incendio;
  • la valutazione del rischio incendio non è funzionale ad una classificazione del rischio come avveniva nel vecchio D.M. 10 marzo 1998.

I criteri di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio: i 4 casi

L’articolo 3 del decreto, a cui è riferito l’allegato I, stabilisce che:

  1. le regole tecniche di prevenzione incendi stabiliscono i criteri di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per i luoghi di lavoro per i quali risultano applicabili;
  2. per i luoghi di lavoro a basso rischio incendio (così come definiti al punto 1, comma 2, dell’allegato I al D.M. 03/09/2021) si applicano quelli dell’allegato 1 del minicodice;
  3. per tutti i luoghi di lavori diversi (non normati da regole tecniche e non a basso rischio incendio), si applica il codice di prevenzione incendi. In questo modo si supera l’articolo 2, comma 1 del D.M. 03/08/2015 e si estende il campo di applicazione del Codice a tutti i luoghi di lavoro non dotati di regole tecniche, e, in particolare, a tutti quelli che com­prendono attività soggette ai controlli di prevenzione incendi;
  4. per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio è fatta salva la possibilità di applicare il Codice di prevenzione incendi (come già previsto dall’articolo 2, comma 5 del 03/08/2015).

Minicodice antincendio: campo di applicazione

La valutazione dei rischi di incendio deve essere effettuata in conformità ai criteri indicati nell’art. 3 del D.M. 03/09/2021 e deve essere coerente e complementare con la valutazione del rischio esplosione ove richiesta.

L’allegato I rappresenta la parte più strutturata e corposa del decreto stesso e riguarda i “Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro a basso rischio di incendio” ossia quelli ubicati in attività non soggette e non dotate di specifica regola tecnica verticale, aventi tutti i seguenti requisiti aggiuntivi:

  • con affollamento complessivo di 100 occupanti;
  • con superficie lorda complessiva 1000 m2;
  • con piani situati a quota compresa tra -5 m e 24 m;
  • ove non si detengono o trattano materiali combustibili in quantità significative;
  • ove non si detengono o trattano sostanze o miscele pericolose in quantità significative;
  • ove non si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio.
Mini codice applicabilità e regole

Mini codice: applicabilità e regole

La valutazione del rischio incendio si effettua in relazione alla complessità del luogo di lavoro e comprende almeno:

  • individuazione dei pericoli d’incendio;
  • descrizione del contesto e dell’ambiente nei quali i pericoli sono inseriti;
  • determinazione di quantità e tipologia degli occupanti esposti al rischio d’incendio;
  • individuazione dei beni esposti al rischio d’incendio;
  • valutazione qualitativa o quantitativa delle conseguenze dell’incendio sugli occupanti;
  • individuazione delle misure che possano rimuovere o ridurre i pericoli che determinano rischi significativi.

L’omessa elaborazione del documento di valutazione dei rischi prevede l’arresto da 3 a 6 mesi o l’ammenda da 2.500 € a 6.400 € (art. 55 D.Lgs. 81/2008, art. 29 comma 1). Per evitare situazioni spiacevoli, ti consiglio di utilizzare un software antincendio che ti permette di elaborare anche la relazione tecnica in base alle nuove regole imposte dal minicodice.

Decreto Minicodice: come si fa la valutazione del rischio incendio?

La valutazione del rischio d’incendio è un’analisi approfondita del luogo di lavoro, finalizzata all’individuazione delle più severe, ma credibili ipotesi d’incendio e delle corrispondenti conseguenze per gli occupanti.

La valutazione del rischio incendio (allegato I), effettuata in relazione alla complessità del luogo di lavoro, deve ricomprendere:

  • l’individuazione dei pericoli d’incendio (sorgenti d’innesco, materiali combustibili o infiammabili, carico di incendio, interazione inneschi-combustibili, quantitativi rilevanti di miscele o sostanze pericolose, lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio o dell’esplosione, possibile formazione di atmosfere esplosive, ecc.);
  • la descrizione del contesto e dell’ambiente nei quali i pericoli sono inseriti (condizioni di accessibilità e viabilità, layout aziendale, distanziamenti, separazioni, isolamento, caratteristiche degli edifici, tipologia edilizia, complessità geometrica, volumetria, superfici, altezza, piani interrati, articolazione planovolumetrica, compartimentazione, aerazione, ventilazione e superfici utili allo smaltimento di fumi e di calore, ecc.);
  • la determinazione di quantità e tipologia degli occupanti esposti al rischio d’incendio;
  • l’individuazione dei beni esposti al rischio d’incendio;
  • la valutazione qualitativa o quantitativa delle conseguenze dell’incendio sugli occupanti;
  • l’individuazione delle misure che possano rimuovere o ridurre i pericoli che determinano rischi significativi.

Una volta identificati i pericoli di incendio, è opportuno valutare se gli stessi possono essere eliminati o ridotti grazie a soluzioni sicure da adottare. In base alla specificità del luogo di lavoro potrebbe essere necessario separare o proteggere determinati ambiti dello stesso rispetto ad altri.

La valutazione dei rischi di incendio è effettuata in conformità ai criteri indicati nell’art. 3 e deve essere coerente e complementare con la valutazione del rischio esplosione, ove richiesta, in ottemperanza al titolo XI, “Protezione da atmosfere esplosive”, del D.L. n. 81/2008.

Per saperne di più, leggi l’approfondimento sulla valutazione del rischio incendio

Minicodice di prevenzione incendi e strategia antincendio

In base ai risultati della valutazione del rischio incendio, le misure antincendio da adottare nella progettazione, realizzazione ed esercizio dei luoghi di lavoro a basso rischio d’incendio sono 8 (a differenza delle 10 riportate nel codice di prevenzione rischio incendio):

Il datore di lavoro (o responsabile dell’attività) deve individuare le necessità particolari delle persone con esigenze speciali e tenerne conto nella progettazione e realizzazione delle misure di sicurezza antincendio.

Adeguamento antincendio: quando avviene?

Per i luoghi di lavoro esistenti alla data di entrata in vigore del D.M. 03/09/2021, la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata nei casi indicati nell’art. 29, comma 3, del D.L.gs. 81/2008, ossia:

  • in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori,
  • in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione,
  • a seguito di infortuni significativi,
  • quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione dovranno essere aggiornate. Anche in caso di rielaborazione della valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell’aggiornamento delle misure di prevenzione e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

 

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