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Messa a terra ponteggi

Messa a terra ponteggi: cos’è e quando serve

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

La messa a terra ponteggi è un sistema di mitigazione contro i danni provocati dalle scariche atmosferiche. Scopri quando è necessaria

Le scariche atmosferiche rappresentano una minaccia potenziale per la sicurezza nei cantieri, in quanto possono mettere la struttura metallica dei ponteggi sotto tensione. Questa situazione diventa particolarmente pericolosa se la struttura viene toccata da persone o lavoratori presenti sul cantiere. Per mitigare questo rischio e garantire un ambiente di lavoro sicuro, è fondamentale che i ponteggi siano collegati a un adeguato impianto di messa a terra.

La messa a terra ponteggi consiste nel convogliare le correnti elettriche indotte dalle scariche atmosferiche direttamente nel terreno. Questa pratica è volta a prevenire che la struttura del ponteggio accumuli carica elettrica pericolosa che potrebbe essere trasferita a chiunque entri in contatto con essa.

Non tutti i ponteggi richiedono necessariamente una messa a terra. Per verificare se ci sia o meno la necessità di prevedere un sistema di messa a terra puoi usare un  software per la valutazione del rischio scariche atmosferiche sui ponteggi  con cui effettuare il calcolo e scegliere le prevenzioni più adeguate.

Messa a terra ponteggi cos’è

La messa a terra ponteggi è una procedura volta a garantire la sicurezza dei lavoratori e la conformità con le normative di settore, riducendo al minimo i rischi associati alle scariche atmosferiche nei cantieri edili. La messa a terra ponteggi è un insieme di azioni volte ad assicurare a masse metalliche il potenziale a terra per evitare che siano in tensione tra di loro.

I sistemi di messa a terra sono costituiti da diversi elementi chiave:

  • dispersori;
  • collettori principali di terra;
  • collettori di protezione ed equipotenziali.

Questi componenti collaborano per garantire che le masse estranee delle parti metalliche del ponteggio siano condotte in modo efficiente verso il collettore di terra, dove possono essere disperse in modo sicuro.

L’equipotenziale è una componente fondamentale di questo sistema poiché svolge il ruolo di connettere tutte le masse estranee presenti nelle parti metalliche del ponteggio al collettore di terra. In questo modo, qualsiasi carica elettrica indesiderata accumulata sulla struttura del ponteggio viene rapidamente dissipata nel terreno, mantenendo un ambiente di lavoro sicuro per tutti coloro che operano sul cantiere. La corretta progettazione e installazione di questi sistemi di messa a terra è cruciale per garantire la sicurezza e prevenire incidenti legati all’elettricità nei cantieri edili.

Messa a terra ponteggi normativa

La normativa di riferimento per la sicurezza nei cantieri edili è il testo unico sulla sicurezza che contiene disposizioni specifiche relative all’uso di ponteggi metallici. Nello specifico l’art. 84 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che:

spetta al datore di lavoro adottare le misure necessarie per proteggere edifici, impianti, strutture ed attrezzature dagli effetti dei fulmini, secondo le norme tecniche appropriate.

In base a questa disposizione normativa, il datore di lavoro è tenuto a valutare attentamente le circostanze specifiche di ogni cantiere edile, considerando fattori come le dimensioni del ponteggio, la sua ubicazione e il contesto in cui è installato. Solo dopo un’attenta analisi delle circostanze, può essere stabilita la necessità di procedere con la messa a terra del ponteggio. Questo approccio mira a garantire che le misure di sicurezza siano proporzionate al rischio effettivo.

Messa a terra ponteggio: quando serve?

La messa a terra dei ponteggi può essere necessaria per proteggere da 3 principali rischi:

  • scariche atmosferiche;
  • contatti indiretti;
  • masse estranee.

Protezione dalle scariche atmosferiche

I ponteggi metallici possono essere esposti al rischio scariche atmosferiche specialmente quando sono situati all’aperto. Per determinare se sia necessario proteggere un ponteggio dal rischio di essere colpito direttamente da fulmini è importante condurre un calcolo specifico in conformità alla CEI EN 62305-2. La decisione di collegare o meno il ponteggio a terra dipenderà dal fatto che il livello di rischio di fulminazione sia inferiore al livello considerato tollerabile dalla normativa (CEI EN 62305). Tale valutazione di rischio si baserà su vari fattori, tra cui:

  • dimensioni del ponteggio;
  • localizzazione geografica;
  • tipo di suolo circostante (resistività);
  • posizione del ponteggio rispetto ad altre strutture, come alberi o rilievi.
Verifica rischio scariche atmosferiche fulmini

Verifica rischio scariche atmosferiche – CerTus-PN

Protezione dai contatti indiretti

Il ponteggio non è considerato una massa quando i componenti installati sono di classe I e sono collegati al conduttore di protezione a terra o quando si tratta di componenti di classe II (con doppio isolamento). Nel caso in cui siano presenti cavi elettrici di classe II oppure cavi unipolari senza guaina come FS17 (cordina), ma siano posati all’interno di un tubo protettivo, il ponteggio non assume lo status di massa. Questo perché tra il ponteggio e le parti in tensione esiste un doppio isolamento o una protezione meccanica sufficiente, come una guaina o un tubo protettivo. Tuttavia, se le cordine vengono installate direttamente a contatto con il ponteggio, il ponteggio diventa una massa, ma questa modalità di installazione non è consentita. In questo caso, è necessario modificare il tipo di cavo o la modalità di installazione anziché collegare il ponteggio a terra.

Se nel ponteggio è installato un apparecchio di illuminazione che non rientra nella classe II, il ponteggio diventa una massa. In questa circostanza, la parte del ponteggio che sostiene l’apparecchio elettrico deve essere collegata a terra.

Masse estranee

Il termine massa estranea si riferisce a una componente metallica che non fa parte dell’impianto elettrico principale e che presenta una bassa resistenza al passaggio della corrente verso la terra.

In situazioni in cui un ponteggio, o altre strutture come una gru edile, una baracca di cantiere o un silo per la malta premiscelata, poggia direttamente sul terreno tramite piedini o piastre, agisce naturalmente come un dispersore di terra. Tuttavia, è importante condurre misurazioni per determinare la resistenza verso terra di queste strutture. Se la resistenza risulta essere inferiore a 200 ohm, la struttura viene considerata una massa estranea. In tal caso, è necessario collegare il ponteggio o la struttura in questione all’impianto di terra esistente per garantire l’equipotenzialità con altre masse presenti.

D’altro canto, se il terreno su cui viene installato il ponteggio (o altre strutture simili) è asfaltato, coperto di ghiaia, lastricato o costituito da materiali come roccia o marmo, è probabile che la resistenza verso terra sia già superiore ai 200 ohm. In questo caso, il ponteggio non viene considerato una massa estranea, poiché la resistenza è sufficientemente alta per evitare il collegamento aggiuntivo al sistema di terra. La corretta valutazione di queste condizioni è essenziale per garantire la sicurezza e la conformità normativa nei cantieri edili.

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