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Medico competente

Medico competente: nomina, ruolo e obblighi

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Il medico competente si occupa di valutazione dei rischi e sorveglianza sanitaria. Le responsabilità previste dalle norme sulla sicurezza

Nella gestione della sicurezza aziendale il medico competente è la figura preposta a collaborare strettamente con il datore di lavoro per garantire che le attività lavorative si svolgano in un ambiente salubre, adottando processi che tutelino la salute dei dipendenti.

Il medico competente contribuisce a valutare i rischi specifici in relazione alla salute dei lavoratori ed ha il compito di disporre il protocollo di sorveglianza sanitaria, ovvero una serie di attività volte all’analisi dell’ambiente di lavoro per individuare eventuali problemi e verificare l’idoneità di ogni lavoratore.

La gestione della sorveglianza sanitaria assume grande importanza per le stringenti normative a livello di protocolli sanitari. A tale scopo può essere utile un software per la gestione della sicurezza sul lavoro che, sulla base della verifica dello stato di criticità delle attività, consente di sviluppare un piano per l’informazione, la formazione e di definire, in collaborazione con il medico competente, il calendario delle visite mediche.

Analizziamo nel dettaglio chi è il medico competente, le sue responsabilità, le circostanze in cui è obbligatorio il suo coinvolgimento, il soggetto che lo designa e molto altro.

Chi è il medico competente?

Il Testo Unico della sicurezza (D.Lgs. 81/2008) – nello specifico, l’art. 2, (comma 1, lettera h) –  fornisce una chiara definizione del medico competente, identificandolo come un operatore sanitario con i titoli professionali e i requisiti necessari che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi e si impegna nell’attuazione della sorveglianza sanitaria, con l’obiettivo primario di preservare lo stato di salute e la sicurezza dei lavoratori.

Il medico competente può essere:

  • dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata, convenzionata con l’imprenditore;
  • libero professionista;
  • dipendente del datore di lavoro.

Quali requisiti deve avere il medico competente

Per poter svolgere le funzioni di medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti così come definiti dall’art. 38 del testo unico sicurezza:

  • specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
  • docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
  • autorizzazione di cui all’art. 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
  • specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale;
  • con esclusivo riferimento al ruolo dei sanitari delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza, svolgimento di attività di medico nel settore del lavoro per almeno 4 anni.

I medici in possesso della specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale sono tenuti a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del Ministero dell’università e della ricerca di concerto con il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Inoltre, per svolgere tale funzione è necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 229/1999 e conseguire un numero di crediti non inferiore al 70 % del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro.

Infine, i medici in possesso dei titoli e dei requisiti sopra descritti sono iscritti nell’elenco dei medici competenti istituito presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Quando è obbligatoria la nomina del medico competente

Il medico competente è nominato dal datore di lavoro. La nomina non è sempre obbligatoria ma il datore di lavoro è obbligato a nominare il medico competente nei casi previsti dal testo unico sicurezza.

Nello specifico, i casi in cui la nomina è obbligatoria sono rappresentati da quelle situazioni in cui i lavoratori sono esposti a:

La nomina, inoltre, è obbligatoria per:

  • addetti ai videoterminali che trascorrono più di 20 ore settimanali;
  • addetti al lavoro notturno;
  • lavoratori disabili;
  • lavoratrici in gravidanza;
  • qualora sia richiesta dal lavoratore;
  • qualora il medico competente la ritenga correlata ai rischi professionali.

Medico competente: cosa fa

L’art. 25 del testo unico sicurezza elenca gli obblighi del medico competente:

  • collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione aziendale alla valutazione dei rischi e alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute;
  • programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati;
  • istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria;
  • consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso;
  • consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima;
  • richiede al lavoratore di esibire copia della cartella sanitaria e di rischio rilasciata alla risoluzione del precedente rapporto di lavoro e ne valuta il contenuto ai fini della formulazione del giudizio di idoneità;
  • fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attività che comporta l’esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all’art. 35, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori;
  • visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi;
  • partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria;
  • in caso di impedimento per gravi e motivate ragioni, comunica per iscritto al datore di lavoro il nominativo di un sostituto, per l’adempimento degli obblighi di legge durante il relativo intervallo temporale specificato.
Medico competente

Compiti del medico competente

Quali visite comprende la sorveglianza sanitaria

Tra gli obblighi vi sono, come detto, le visite mediche periodiche da effettuare ai lavoratori delle imprese per le quali la presenza della loro figura è prevista dalla legge. In realtà la sorveglianza sanitaria prevede una serie di visite mediche da effettuare in momenti diversi durante il percorso lavorativo, a seconda della situazione e della necessità.

Il comma 2 dell’art. 41 D.Lgs. 81/08 divide le visite mediche in:

  • visita medica preventiva, utile valutare a priori se un lavoratore è idoneo per svolgere una specifica mansione;
  • visita medica periodica per controllare lo stato di salute del lavoratore e dare eventuale continuità di idoneità alla mansione specifica; la periodicità di questi accertamenti viene stabilita in una volta l’anno (se non prevista dalla relativa normativa) e può assumere cadenza diversa che viene stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio;
  • visita medica su richiesta del lavoratore, quando si vuole procedere a una verifica delle sue condizioni di salute a causa delle mansioni svolte quotidianamente;
  • visita medica in caso di cambio della mansione, per verificare l’idoneità del lavoratore alla nuova attività;
  • visita medica alla cessazione del rapporto professionale, quando il lavoratore conclude la sua esperienza nell’azienda;
  • visita medica preventiva prima dell’assunzione, qualora ne faccia richiesta il datore di lavoro, il medico competente o l’ASL;
  • visita medica precedente alla ripresa del lavoratore, nei casi in cui un membro del personale si sia dovuto assentare a causa di motivi di salute per più di 60 giorni.

Chi esprime il giudizio di idoneità del lavoratore?

Il medico competente esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica, sulla base delle risultanze delle visite mediche:

  • idoneità;
  • idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  • inidoneità temporanea (di cui vanno precisati i limiti temporali di validità);
  • inidoneità permanente.

Differenza tra medico competente e medico di base

Il medico competente si occupa di condurre visite mediche finalizzate a garantire che le mansioni svolte dai lavoratori non comportino rischi per la loro salute sul luogo di lavoro. Possiede competenze specifiche orientate all’identificazione dei potenziali rischi per la sicurezza nell’ambiente lavorativo.

Il medico di base, invece, si concentra principalmente sul valutare lo stato di salute generale e il benessere dell’individuo, senza avere una specifica responsabilità nella valutazione dei rischi legati all’ambiente di lavoro.

Quali sono le sanzioni previste

Le sanzioni previste dal testo unico sicurezza in caso di irregolarità nell’applicazione della sorveglianza sanitaria possono ricadere sia sul datore di lavoro che sul medico competente.

Sanzioni per il datore di lavoro

L’omessa sorveglianza sanitaria può comportare le seguenti sanzioni per il datore di lavoro, così come previsto dall’art. 55 del D.Lgs. 81/08:

  • arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.708,61 a 7403,96 euro per la mancata valutazione dello stato di salute dei lavoratori, nonché per la mancata formazione ed informazione degli stessi e dei loro rappresentanti. Ai fini del comma 6-bis l’importo viene raddoppiato se i lavoratori coinvolti sono più di 5 e triplicato se i lavoratori sono più di 10;
  • ammenda da 2.847,68 a 5.695,36 euro per omissione dell’obbligo della sorveglianza sanitaria;
  • ammenda da 1.423,84 a 6.407,28 euro per difetto di vigilanza da parte del datore di lavoro, laddove il lavoratore oggetto di sorveglianza sanitaria, con mansione specifica, sia operativo nonostante non abbia ricevuto ancora il giudizio di idoneità.

Sanzioni per il medico competente

Le sanzioni, invece, a carico del medico competente previste dall’art. 58 del D.Lgs. 81/08 sono:

  • arresto fino a 1 mese o con l’ammenda da 284,77 a 1.139,08 per:
    • mancata consegna al datore di lavoro la documentazione sanitaria in suo possesso in seguito alla cessazione dell’incarico;
    • mancata consegna al lavoratore copia della cartella sanitaria e di rischio in seguito alla cessazione del rapporto lavorativo;
  • arresto fino a 2 mesi o con l’ammenda da 427,16 a 1.708,61 euro per:
    • mancata programmazione e svolgimento della sorveglianza sanitaria;
    • mancato aggiornamento e custodia della cartella sanitaria;
    • mancate informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti;
  • arresto fino a 3 mesi o con l’ammenda da 569,53 a 2.278,14 euro per:
    • negligenze nelle attività valutazione dei rischi, sopralluoghi, programmazione di attività finalizzate all’eliminazione dei rischi;
  • sanzione amministrativa pecuniaria da 854,30 a 2847,69 euro per:
    • mancata informazione dei risultati della sorveglianza sanitaria al lavoratore;
    • mancata comunicazione per iscritto al datore di lavoro, ai RLS, al RSPP dei risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria;
  • sanzione amministrativa pecuniaria da 1.423,83 a 5.695,36 euro per:
    • mancato invio alla autorità competenti entro il primo trimestre dell’anno successivo a quello di riferimento delle informazioni sulla sorveglianza sanitaria svolta e per visite mediche finalizzate ad accertare stati di gravidanza o negli altri casi vietati dalla normativa vigente.

 

CerTus-LdL

 

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