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Manutenzione impianti termici

Manutenzione impianti termici: norme ed obblighi

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Adempimenti e responsabilità in materia di manutenzione degli impianti termici. Gratis un esempio in PDF del libretto di uso e manutenzione

Per far funzionare gli impianti di riscaldamento, raffrescamento e per produrre acqua calda sanitaria, utilizziamo oltre l’80% dell’energia che consumiamo annualmente nelle nostre abitazioni.

Questa percentuale può variare notevolmente a seconda della zona climatica e delle scelte personali, come il numero di ore di accensione, la temperatura impostata negli ambienti e il tipo di impianto installato.

Inoltre, una regolazione precisa ed una manutenzione adeguata possono ridurre significativamente i consumi energetici di questi impianti e, di conseguenza, anche le spese associate al loro funzionamento. Inoltre, un impianto ben mantenuto è più sicuro inquina meno, poiché rilascia una quantità inferiore di gas nocivi per l’ambiente e la nostra salute.

Scopriamo tutti i dettagli.

Cos’è un impianto termico?

Secondo la Legge 90/2013 un impianto termico è un impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento.

Prima dell’11 giugno 2020, l’art. 2, co.1 lett. i-trecies, DLgs 192/2005 definiva l’impianto termicocome:

“l’impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unita’ immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW.

Questa definizione è stata modificata diventando:

“impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”.

Chi è il responsabile dell’impianto termico?

Il responsabile dell’impianto termico è il proprietario dell’impianto. Si delineano, però, delle situazioni particolari, per le quali cambia il responsabile dell’impianto. Nello specifico:

  • l’inquilino è responsabile nel caso di edifici in locazione;
  • l’amministratore di condominio è responsabile nel caso di impianti centralizzati;
  • il proprietario o l’amministratore delegato è responsabile nel caso di edifici di proprietà di soggetti diversi dalle persone fisiche.

Le suddette figure possono delegare al “terzo responsabile” la responsabilità. Il terzo responsabile deve avere i requisiti previsti dal decreto del ministro per lo sviluppo economico 22 gennaio 2008 n. 37. In genere è un tecnico di una impresa specializzata nell’installazione e nella manutenzione degli impianti termici.

Come si fa la manutenzione degli impianti termici

La manutenzione degli impianti termici (art. 7 del D.P.R. 74/2013) così come l’esercizio, la conduzione ed il controllo, sono in capo al responsabile dell’impianto termico, il quale deve anche assicurarsi del rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica. La manutenzione comprende tutte le operazioni necessarie per mantenere nel tempo le prestazioni degli apparecchi e dei componenti, garantendo sicurezza, funzionalità e riduzione dei consumi energetici. Le tempistiche per la manutenzione di ogni apparecchio o componente sono indicate dai produttori nei libretti d’uso e manutenzione.

È fondamentale eseguire la manutenzione secondo le indicazioni e con la frequenza prevista nelle istruzioni tecniche fornite dalla ditta installatrice dell’impianto termico o dal produttore degli apparecchi. Installatori e manutentori devono informare chiaramente ed in forma scritta il committente o l’utente, riferendosi sempre alla documentazione tecnica del progettista dell’impianto o del produttore degli apparecchi, su:

  • il dettaglio delle operazioni di manutenzione necessarie per l’impianto;
  • la frequenza con cui queste operazioni devono essere eseguite.

Al termine del lavoro, il manutentore deve rilasciare un rapporto della manutenzione e compilare le sezioni pertinenti del libretto di impianto. In occasione degli interventi di controllo e manutenzione sugli impianti termici di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettua un controllo di efficienza energetica secondo l’art. 8 del D.P.R. 74/2013.

La periodicità della manutenzione degli impianti termici

Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi e dei dispositivi facenti parte dell’impianto termico devono essere eseguite conformemente alle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente. Le operazioni di controllo e manutenzione delle restanti parti dell’impianto termico e degli apparecchi e dispositivi per i quali non siano disponibili le istruzioni del fabbricante relative allo specifico modello, devono essere eseguite secondo le prescrizioni e con periodicità prevista dalle vigenti normative UNI e CEI per lo specifico elemento o tipo di apparecchio o dispositivo.

Le periodicità delle manutenzioni dipendono:

  • dalle indicazioni dell’installatore dell’impianto;
  • se mancano le indicazioni dell’installatore, dalle indicazioni dei fabbricanti delle apparecchiature, come contenute nei libretti di uso e manutenzione dell’impianto;
  • se non ci sono (o non sono rintracciabili), in ultimo dalle norme UNI e CEI riguardanti l’impianto.

Secondo l’art. 7, comma 4 del D.P.R. 74/2013 gli installatori e i manutentori degli impianti termici, abilitati ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, nell’ambito delle rispettive responsabilità, devono definire e dichiarare esplicitamente al committente o all’utente, in forma scritta e facendo riferimento alla documentazione tecnica del progettista dell’impianto o del fabbricante degli apparecchi:

  • le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto da loro installato o manutenuto, per garantire la sicurezza delle persone e delle cose;
  • la frequenza con la quale devono essere effettuate le operazioni di controllo e manutenzione.

Se non sono disponibili le istruzioni tecniche per la manutenzione dell’impresa installatrice (richiamate dallo stesso art. 7, al comma 1), il manutentore è quindi comunque tenuto a rilasciare al responsabile d’impianto una dichiarazione scritta sui controlli manutentivi da effettuare e sulla loro frequenza.

Manutenzione impianti termici: la normativa

Per avere un quadro completo sulla normativa inerente alla manutenzione degli impianti termici dobbiamo citare:

  • il D.P.R. 74/2013: definisce i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua per usi igienici e sanitari;
  • il D.M. 10/02/2014: introduce e definisce il nuovo modello di libretto di impianto per la climatizzazione degli ambienti e il rapporto di controllo di efficienza energetica.

Manutenzione straordinaria degli impianti termici

Nella manutenzione straordinaria dell’impianto termico sono inclusi tutti quegli interventi atti a ricondurre il funzionamento dell’impianto a quello previsto dal progetto e/o dalla normativa vigente mediante il ricorso, in tutto o in parte, a mezzi, attrezzature, strumentazioni, riparazioni, ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione di apparecchi o componenti dell’impianto termico.

Libretto di uso e manutenzione impianto termico

Il libretto di uso e manutenzione di un impianto termico è la “carta di identità” dell’impianto stesso. È un documento obbligatorio per ogni tipo di impianto termico (così come definito dal D.Lgs. 192/2005 modificato dalla legge 90/2013) per la climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria.

Include le caratteristiche tecniche e registra, nel tempo, eventuali modifiche, sostituzioni di componenti e tutti gli interventi di controllo effettuati. Con il Decreto Ministeriale del 10/07/2014 è stato introdotto un nuovo modello di libretto d’impianto, che sostituisce sia il vecchio libretto per i piccoli impianti monofamiliari (inferiori a 35 kW) sia quello per gli impianti più grandi (superiori a 35 kW).

Il nuovo libretto è applicabile:

  • agli impianti di riscaldamento tradizionali,
  • agli impianti di climatizzazione estiva,
  • ai nuovi impianti alimentati da cogeneratori o collegati al teleriscaldamento.

Il libretto di uso e manutenzione di un impianto termico è di tipo modulare, quindi devono essere compilate solo le pagine e le sezioni pertinenti al caso specifico. Il responsabile dell’impianto, con l’assistenza del manutentore, deve sostituire il vecchio libretto con il nuovo, mantenendo comunque il vecchio documento. La sostituzione deve avvenire durante la prima manutenzione successiva al 15 ottobre 2014. Per assicurarti di produrre i libretti dei tuoi impianti termici in linea con le norme nazionali e regionali, affidati ad uno specifico software per libretti d’impianto e rapporti di controllo con cui puoi redigere gratuitamente il libretto di impianto e i rapporti di controllo di efficienza energetica ed averli sul cloud.

Leggi anche “Libretto di impianto: guida completa ed esempio PDF editabile

Libretto uso e manutenzione impianto termico PDF

Di seguito puoi scaricare un esempio di libretto di uso e manutenzione impianto termico in PDF editabile.

Libretto di impianto per la climatizzazione editabile

Libretto di impianto per la climatizzazione editabile Impiantus-LIBRETTO

Manutenzione impianti termici: le sanzioni

Secondo l’articolo 15 del D.lgs 192/05 il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, qualora non provveda alle operazioni di controllo e manutenzione degli impianti di climatizzazione secondo quanto stabilito dall’articolo 7, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 € e non superiore a 3000 €.

L’operatore incaricato del controllo e manutenzione, che non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico di cui all’articolo 7, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1000 € e non superiore a 6000 €. L’ente locale, o la regione competente in materia di controlli, che applica la sanzione comunica alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di appartenenza per i provvedimenti disciplinari conseguenti.

 

Impiantus-LIBRETTO

 

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2 commenti
  1. Dorotea Giuliodori
    Dorotea Giuliodori dice:

    Buongiorno,
    ringraziandovi per le vostre newsletter, sempre utilissime, volevo segnalare due cose:

    1. Con la modifica introdotta dal d.lgs. 10 giugno 2020, n. 48 alla definizione di impianto termico contenuta all’art. 2, comma 1, lettera l.tricies del d.lgs. 192/2005, è stato abolito il limite minimo dei 5 kW di potenza (intesa quale somma delle potenze nominali del focolare) per poter considerare impianto termico anche apparecchi quali stufe, caminetti o apparecchi radianti se fissi.
    La precedente definizione di impianto termico di cui alla stessa lettera l-tricies (introdotta dal decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito in legge proprio con la l. 90/2013 a cui il vostro articolo fa riferimento) conteneva questo passaggio:
    “Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unita’ immobiliare e’ maggiore o uguale a 5 kW. ”
    Poiché l’attuale definizione di cui al d.lgs. 192/2005, però, non contiene più il limite minimo dei 5 kW (l’attuale definizione è la seguente: “(l-tricies) “impianto termico”: impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonche’ gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unita’ immobiliari ad uso residenziale ed assimilate;”) vanno considerati impianti termici i caminetti, stufe e apparecchi radianti installati in modo fisso di qualsiasi potenza al focolare (anche inferiore ai 5 kW);

    2. Circa la periodicità da seguire per la manutenzione ordinaria, aggiungerei a quanto scritto nel vostro articolo ciò che è stabilito dall’art. 7, comma 4 del DPR 74/2013, che in sostanza, premesso tutto quanto da voi scritto, specifica che l’installatore e il manutentore devono dichiarare per iscritto all’utente quali controlli vadano eseguiti sull’impianto e con quale periodicità:
    “4. Gli installatori e i manutentori degli impianti termici, abilitati ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, nell’ambito delle rispettive responsabilità, devono definire e dichiarare esplicitamente al committente o all’utente, in forma scritta e facendo riferimento alla documentazione tecnica del progettista dell’impianto o del fabbricante degli apparecchi:
    a) quali siano le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto da loro installato o manutenuto, per garantire la sicurezza delle persone e delle cose;
    b) con quale frequenza le operazioni di cui alla lettera a) vadano effettuate”.
    Se non sono disponibili le istruzioni tecniche per la manutenzione dell’impresa installatrice (richiamate dallo stesso art. 7, al comma 1), il manutentore è quindi comunque tenuto a rilasciare al responsabile d’impianto una dichiarazione scritta sui controlli manutentivi da effettuare e sulla loro frequenza.

    Ancora grazie e cordiali saluti.

    Rispondi
    • Redazione di BibLus
      Redazione di BibLus dice:

      Buon pomeriggio,
      grazie per il commento e per le corrette precisazioni. Abbiamo provveduto ad integrarle nell’articolo! Continua a seguirci

      Rispondi

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