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Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia: il rapporto ISPRA

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ISPRA e SNPA pubblicano un rapporto sullo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia: completati solo il 52% degli interventi

L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) hanno pubblicato un rapporto sullo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia.

Il rapporto sulle bonifiche in Italia

Con l’istituzione nel 2016 dal SNPA, costituito da Ispra e dalle agenzie regionali e provinciali, si è potuto organizzare una raccolta di dati (affidabili, omogenei e completi) a livello nazionale sui siti contaminati oggetti di bonifiche.

Tali dati vengono poi inviati a numerosi soggetti: opinione pubblica, organi di stampa, portatori di interessi, ministeri, commissioni parlamentari, agenzia europea dell’ambiente.

L’attività di SNPA è consistita nella raccolta, sistematizzazione ed analisi di un set condiviso di dati relativi ai procedimenti di bonifica che consentano di descrivere adeguatamente l’iter dei procedimenti e lo stato della contaminazione.

Suddivisione dello stato di avanzamento delle bonifiche in Italia al 31 dicembre 2019

La raccolta è stata effettuata con cadenza annuale dal 2017 al 2020.

I dati raccolti sono riferiti all’intero territorio nazionale con livello di dettaglio crescente: da regionale (2017) a comunale (2019 e 2020).

Il rapporto illustra i dati del 2020, riferiti a tutti i procedimenti di bonifica censiti dalle regioni/province autonome al 31 dicembre 2019, che oltre ad essere quelli più recenti, costituiscono il set di maggiore completezza ed affidabilità.

Il rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia: i dati regionali” è quindi a pieno titolo un’attività conoscitiva e di produzione dati a supporto delle decisioni ed è attualmente l’unico strumento di monitoraggio, a scala nazionale, che riguarda la tematica dei siti contaminati.

Per questo, e per le sue potenzialità di condivisione, i dati conterranno nelle prossime edizioni sempre maggiori informazioni per ampliare la conoscenza sulla tematica e contribuire ad una maggiore conoscenza da parte dei cittadini e un migliore orientamento dei decisori ai vari livelli amministrativi.

I siti contaminati in Italia

Il numero totale dei siti oggetto di procedimento di bonifica è 34.479 di cui 16.265 hanno un procedimento in corso e 17.862 hanno concluso il procedimento.

Siti oggetto di bonifica in Italia

La distribuzione dei procedimenti di bonifica è eterogenea tra le diverse regioni.

Iter del procedimento

Per i procedimenti in corso le 7 voci definite, per descrivere l’iter del procedimento, possono essere raggruppate in tre fasi:

  1. notifica,
  2. modello concettuale,
  3. bonifica.

La fase “notifica” riguarda il primo step procedurale costituito dall’avvio del procedimento.

La fase “modello concettuale” raggruppa gli step procedurali che riguardano la formulazione del modello concettuale del sito, sia in termini di accertamento della presenza e quantificazione della contaminazione nelle matrici ambientali, che in termini di definizione dei percorsi critici sorgente percorso-bersaglio sui quali intervenire nell’eventuale fase di intervento di bonifica/MISO/MISP.

La fase “bonifica” raggruppa gli step procedurali che vanno dall’approvazione di un intervento di bonifica/MISO/MISP fino alla sua conclusione in attesa di certificazione.

Procedimenti in corso/conclusi in Italia

Il dato nazionale mostra che più della metà dei procedimenti in corso (56%) si trova nella prima fase, quella relativa alla attivazione del procedimento; si tratta principalmente di siti il cui stato della contaminazione non è noto o lo è in modo preliminare. Le successive fasi “modello concettuale” e “bonifica” sono equamente distribuite (rispettivamente 21% e 20%); il restante 3% è costituito da procedimenti per i quali l’informazione non è disponibile.

La distribuzione dei procedimenti di bonifica in corso nei singoli step procedurali che compongono le tre fasi, mostra ovviamente la notifica con la stessa percentuale (56%) già descritta.

Tipologie di interventi al 31 dicembre 2019

I successivi passaggi procedurali sono distribuiti tra caratterizzazione in corso (11%), caratterizzazione conclusa (3%), analisi di rischio approvata (10%), intervento approvato (15%), intervento concluso in attesa di certificazione.
Infine vi è il 4% dei procedimenti, i quali, pur avendo completato gli interventi, non hanno concluso il procedimento in quanto in attesa di certificazione ad esempio per monitoraggi post intervento.

Per il restante 3% dei procedimenti in corso, l’iter non è noto.

Dati territoriali

Nel rapporto sono riportati, in forma sintetica, alcuni dati di tipo territoriale con dettaglio comunale e provinciale.

Essi risentono ovviamente della eterogeneità delle informazioni fornite dalle regioni, risultando per tale motivo limitatamente comparabili.

Distribuzione territoriale dei siti contaminati

Come detto, infatti, il popolamento di alcuni indicatori dipende dalle scelte gestionali che sono state diverse da regione a regione.

Ad esempio, le anagrafi/banche dati regionali con data di inizio registrazione più recente, contengono mediamente meno dati relativi ai procedimenti conclusi rispetto a quelle con data di inizio registrazione precedente.

Conseguentemente tra i comuni con maggior numero di procedimenti è più diffusa la presenza di quelli afferenti a regioni con anagrafi che gestiscono dati da più tempo.

Alla data di riferimento dei dati raccolti (31-12-2019) il territorio nazionale conta 7.904 comuni, di questi:

  • 3.742 comuni hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica in corso;
  • 3.607 comuni hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica concluso;
  • 5.171 comuni sono interessati da almeno un procedimento in corso o concluso;
  • 2.733 comuni non sono mai stati interessati da procedimenti di bonifica.

 

Clicca qui per scaricare il rapporto completo

 

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