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Omissione bando di gara dei livelli di progettazione e compenso dei professionisti

Livelli di progettazione e compenso: ANAC chiarisce le regole per appalti e remunerazioni professionali

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Scopri le ultime direttive dell’ANAC sui livelli di progettazione e compensi nelle gare d’appalto. Il CNI esprime soddisfazione: nessun impatto negativo sulla remunerazione dei professionisti

Il recente Atto del Presidente dell’ANAC del 25 ottobre 2023, numero 4146, ha portato importanti chiarimenti riguardo ai livelli di progettazione e ai compensi per i servizi di ingegneria e architettura. Una notizia accolta con soddisfazione dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che vede in questo atto una guida essenziale per le stazioni appaltanti nella redazione dei bandi di gara. Quindi sia per le stazioni appaltanti che per i professionisti si conferma indispensabile l’uso di un software per il calcolo dei compensi professionali da usare per sempre gratuitamente in modo da includere senza errori tutte le prestazioni indispensabili per l’espletamento dell’incarico e garantire l’applicazione dell’equo compenso.

L’omissione da parte della stazione appaltante di un livello di progettazione in sede di gara può avere conseguenze negative sul compenso del professionista? Il caso

La questione, e il consequenziale atto dell’ANAC, nasce da una procedura aperta per l’affidamento di un appalto integrato per progettazione definitiva/esecutiva ed esecuzione dei lavori di riqualificazione di un fabbricato, finanziato dall’Unione Europea attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La procedura è stata oggetto di segnalazione da parte del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che ha evidenziato discrepanze nel calcolo del corrispettivo a base di gara rispetto ai parametri stabiliti dal Decreto Ministeriale del 17 giugno 2016 (cd. decreto “Parametri”). In particolare, a giustifica di dette discrepanze, sono state segnalate omissioni di alcune prestazioni nelle fasi progettuali definitive ed esecutive (non richieste dal bando).

In risposta a tali osservazioni, il Consiglio dell’Autorità dell’ANAC ha trasmesso indicazioni di carattere generale sulla normativa di riferimento, sottolineando la necessità di includere nel calcolo del compenso tutte le prestazioni indispensabili per l’espletamento dell’incarico, facendo riferimento ai criteri del decreto del Ministero della giustizia del 17 giugno 2016.

Il testo riporta inoltre una serie di principi e normative che devono essere considerati nella determinazione dell’importo a base di gara per gli affidamenti di servizi di ingegneria e architettura. Si segnalano dubbi interpretativi in merito all’applicazione dell’equo compenso, come definito dalla Legge 49/2023, e alla valenza delle tabelle dei corrispettivi.

L’Autorità sottolinea l’importanza di garantire la remunerazione di tutte le prestazioni richieste per l’espletamento dell’incarico e invita a specificare nel dettaglio il procedimento adottato per il calcolo dei compensi nella documentazione di gara. Si evidenzia la necessità di valutare attentamente il criterio di selezione dell’offerta a base di gara e la legittimità della riduzione dell’importo.

Infine, l’Autorità affronta la questione dell’omissione di livelli di progettazione, stabilendo che la remunerazione delle prestazioni riconducibili ai livelli omessi non deve comportare il riassorbimento delle prestazioni della progettazione esecutiva. Si ribadisce che ogni prestazione non espressamente considerata deve essere valutata nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza dell’azione amministrativa.

No a prestazioni d’opera gratuite

Peraltro, ricorda ANAC, in tema di completezza del corrispettivo, va anche considerato che nella vigenza del nuovo codice è stato previsto il divieto di prestazioni d’opera intellettuale a titolo gratuito, richiamandosi a tale riguardo l’art. 8 comma 2 del D.Lgs. 36/2023, secondo cui “Le prestazioni d’opera intellettuale non possono essere rese dai professionisti gratuitamente, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione.
E quindi, l’applicazione di tali principi resta altresì salvaguardata anche in caso di omissione di un livello di progettazione, alla luce delle indicazioni contenute nel Comunicato del Presidente dell’11 maggio 2022, i cui principi possono essere di ausilio, per quanto compatibili, anche nella vigenza del nuovo codice dei contratti, laddove, ai sensi dell’art. 41, comma 5 del D.Lgs. 36/2023 “per gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria può essere omesso il primo livello di progettazione a condizione che il progetto esecutivo contenga tutti gli elementi previsti per il livello omesso“.

Conclusioni

Insomma, sulla scorta di quest’ultimo punto, è stato chiarito che quando la stazione appaltante omette livelli di progettazione, non sopprime gli stessi, ma li unifica al livello progettuale successivo che deve contenere tutti gli elementi previsti per il livello omesso, al fine di salvaguardare la qualità della progettazione e che ai fini del calcolo del compenso da riconoscere al progettista, la stazione appaltante deve tenere conto di tutte le prestazioni richieste per l’espletamento dell’incarico oggetto dell’affidamento, anche se propriamente riconducibili ai livelli di progettazione omessi, al fine di garantire una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità della prestazione, in ottemperanza all’articolo 36 della Costituzione.

 

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