Green pass: dal CNAPPC le linee guida per gli Ordini e gli studi professionali

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Ecco le indicazioni per l’uso della certificazione verde per le attività degli Ordini e degli studi professionali. Previste verifiche e sanzioni

Il Consiglio nazionale degli architetti (CNAPPC) con la circolare n. 91/2021 ha fornito alcuni chiarimenti sul green pass e diffuso le linee guida per l’uso della certificazione verde COVID-19 presso gli Ordini e studi professionali.

Ricordiamo che il dl n. 127/2021 ha introdotto l’obbligo di esibire le certificazioni verdi COVID-19 anche sui luoghi di lavoro pubblici e privati, interessando anche l’attività ordinaria degli Ordini e degli studi professionali.

A partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre, quindi, anche negli studi privati vige l’obbligo per i lavoratori che vi accedono di possedere ed esibire, su richiesta, il green pass; tuttavia l’obbligo di possesso vige per i dipendenti, ai clienti che entrano nello studio professionale non è richiesta la certificazione verde COVID.

Linee guida del CNAPPC

In attesa di ulteriori chiarimenti e della trasformazione in legge del decreto sulla sicurezza del lavoro in ambito pubblico e privato, attualmente all’esame del Senato per la conversione, il Consiglio nazionale degli architetti ha diramato le linee guida per gli studi professionali (suscettibili di aggiornamenti).

Il documento intende fornire le prime indicazioni di massima, poiché il dl n. 127/2021:

  • potrà essere modificato in fase di conversione in legge (entro 60 giorni), e potrebbe avere criteri e principi differenti in sede di verifica parlamentare;
  • prevede l’adozione di linee guida comuni per la omogenea definizione delle modalità organizzative per i dipendenti pubblici, che possono andare ad integrare o meglio specificare quanto disposto dal decreto legge medesimo, e fatte comunque salve FAQ del Governo o circolari interpretative che potrebbero comunque intervenire sul lavoro pubblico e privato.

Pertanto, a fronte della continua evoluzione normativa in materia emergenziale da COVID- 19, verranno forniti tempestivi aggiornamenti ed adeguamenti alle indicazioni presenti nella circolare.

Green pass: cos’è

Per Green Pass si intende, ai sensi dell’art. 9 comma 2, del dl n. 52/2021 (decreto Riaperture), le certificazioni verdi COVID-19 che attestano una delle seguenti condizioni:

  • avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, al termine del prescritto ciclo;
  • avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute;
  • effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2;
  • avvenuta guarigione dopo la somministrazione della prima dose di vaccino o al termine del prescritto ciclo.

Attività degli Ordini

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021 (termine dello stato di emergenza), per il  personale dell’Ordine vige l’obbligo di possedere e di esibire la certificazione verde, ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro in cui il predetto personale svolge l’attività lavorativa.

Tale disposizione vale, quindi, solo per i dipendenti dell’Ordine, o comunque nei confronti dei soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa presso l’Ordine, anche sulla base di contratti esterni.

Non c’è obbligo di esibire, invece, il Green pass nei confronti degli iscritti o visitatori che accedono ai locali dell’Ordine, permane solo obbligo di adottare il protocollo di sicurezza anticontagio.

Il personale senza certificazione verde COVID-19, è punito con una sanzione economica, e le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di appartenenza.

Attività degli studi professionali

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021 (termine dello stato di emergenza), chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è obbligato, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta, a possedere ed esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19.

Tale disposizione si applica, quindi, nei confronti dei professionisti, anche per l’accesso al proprio studio, e a tutti i dipendenti dello studio professionale.

L’obbligo è esteso a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro, anche sulla base di contratti esterni.

Per tutti gli altri accessi presso lo studio professionale, e quindi nei confronti della clientela, permane l’obbligo di adottare il protocollo di cui all’allegato 9 al DPCM 2 marzo 2021.

Le verifiche

Ricordiamo che ai sensi del dl 52/2021 in capo ai datori di lavoro ricadeva l’obbligo di verificare il rispetto delle suddette prescrizioni e di definire, entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche.

Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con l’esibizione del QR-code, che deve essere letto esclusivamente attraverso l’apposita APP nazionale (Verifica C19), scaricabile su qualsiasi telefono o tablet con Android o iOS, che garantisce che il verificatore veda solo se ci sia o meno un green pass valido e non anche altre informazioni e, soprattutto, non conserva nulla, nel rispetto della normativa sulla privacy.

Laddove sia possibile, è preferibile che i datori di lavoro predispongano che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro; è necessario, inoltre, che individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi predetti.

Sanzioni

I lavoratori che risultano non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risultino privi della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.

Per le imprese con meno di 15 dipendenti (occorrerà verificare se tale disposizione si applichi anche agli studi professionali), dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il 31 dicembre 2021.

L’accesso dei lavoratori senza certificazione verde COVID-19 è punito con una sanzione economica, e restano ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore, e quindi in base al CCNL Studi professionali (da chiarire se la sanzione disciplinare sia applicabile anche nei confronti del professionista quale datore di lavoro).

Si prevede altresì che per l’accesso dei lavoratori senza certificazione verde COVID-19 la sanzione amministrativa è stabilita da 600 a 1.500 euro.

Le sanzioni per il datore di lavoro in caso di assenza di verifica della certificazione verde COVID-19 o di mancata adozione delle misure organizzative entro il 15 ottobre 2021 consistono in una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000, prevedendo che in caso di reiterata violazione della disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata.

E’ possibile scaricare la circolare con le linee guida gli allegati 9 (per estratto) e 12 al DPCM 2 marzo 2021.

 

Clicca qui per scaricare la circolare n. 91/2021

Clicca qui per scaricare gli allegati alla circolare

 

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