Capitolati d'appalto e legge europea: cosa cambia

Legge europea in vigore, cosa cambia per i capitolati d’appalto?

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La legge europea introduce novità al Codice appalti per gli adeguamenti all’ordinamento europeo.  Ecco come devono cambiare i capitolati

La legge europea rappresenta uno dei passi che l’Italia sta compiendo verso l’adeguamento dell’ordinamento nazionale all’ordinamento europeo, in affiancamento all’introduzione di ulteriori disposizioni in tema accelerazione e snellimento delle procedure amministrative.

L’art. 10 della legge n. 238 del 23 dicembre 2021 recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2019- 2020” ha modificato alcuni articoli del Codice appalti (dlgs 50/2016). Lo scopo è quello di adeguare il diritto nazionale al diritto europeo, risolvendo alcune delle criticità rilevate dalla Commissione Europea con diverse procedure di infrazione e attuando il contenuto di alcuni regolamenti, direttive e sentenze della Corte di Giustizia.

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Legge europea, le modifiche al Codice appalti

La revisione introdotta dalla legge europea riguarda i seguenti argomenti:

  • all’art. 31, comma 8 (ruolo e funzioni del responsabile del procedimento negli appalti e nelle concessioni), dopo il secondo periodo viene inserito quanto segue: Il progettista può affidare a terzi attività di consulenza specialistica inerenti ai settori energetico, ambientale, acustico e ad altri settori non attinenti alle discipline dell’ingegneria e dell’architettura per i quali siano richieste apposite certificazioni o competenze, rimanendo ferma la responsabilità del progettista anche ai fini di tali attività;
  • all’art. 46, comma 1 (operatori economici per l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria), viene aggiunta una clausola di non discriminazione fra i diversi soggetti sulla base della forma giuridica assunta. Viene, altresì, introdotta la possibilità ad altri soggetti abilitati in forza del diritto nazionale a offrire sul mercato servizi di ingegneria e di architettura, a partecipare alla procedura di affidamento, nel rispetto dei princìpi di non discriminazione e par condicio fra i diversi soggetti abilitati, anche nell’ambito dei raggruppamenti temporanei (per tali soggetti si prevede l’emanazione di un decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili che vada a stabilire i requisiti minimi nel caso di partecipazione alle gare di appalto);
  • all’art. 80 (motivi di esclusione) le modifiche sono relative ai commi 1 – 4 – 5 e 7, in particolare  viene abrogata la previsione che stabiliva l’esclusione dalla gara dell’operatore economico a seguito di condanna del subappaltatore con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale. Per il solo operatore economico (escludendo quindi il subappaltatore), l’introduzione della possibilità, in caso di ravvedimento operoso dopo un giudizio definitivo per determinati reati, di essere ammesso a partecipare alle procedure di appalto e l’introduzione della possibilità per la stazione appaltante di poter escludere un operatore economico dalla gara d’appalto in caso di violazioni gravi non definitivamente accertate relative all’omesso pagamento di imposte e tasse o contributi previdenziali;
  • all’art. 105 (subappalto) vengono abrogate le lettere a) e b) del comma 4  e viene concesso all’affidatario di subappaltare attività anche al soggetto economico che ha partecipato alla procedura di affidamento. È stata introdotta, inoltre, l’attribuzione a carico del subappaltatore dell’insussistenza dei motivi di esclusione dell’art. 80, eliminando, conseguentemente, tale onere per il concorrente principale. Abrogato il comma 6 dell’art. 105 (obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori in sede di gara per gli affidamenti di appalti pubblici e concessioni);
  • all’art. 113-bis (termini di pagamento, clausole penali) sono previste nuove misure riguardanti l’emissione e il pagamento degli acconti e dei saldi relativi alla esecuzione dell’appalto (commi 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies, 1-sexies e 1-septies), in particolare con la riduzione delle tempistiche relative al pagamento dell’appaltatore a 30 giorni dall’adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori;
  • all’art. 174 (subappalto), relativamente all’esecuzione di concessioni, viene eliminato l’obbligo previsto dal comma 2 di indicare la terna dei subappaltatori e viene sostituito il comma 3 nel seguente modo: l’affidatario provvede a sostituire i subappaltatori relativamente ai quali un’apposita verifica, svolta dalla stazione appaltante, abbia dimostrato la sussistenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80.

Aggiornamento e adeguamento dei Capitolati alle modifiche del Codice appalti

Le novità intervenute nella disciplina degli appalti pubblici, nell’ultimo periodo, risultano particolarmente articolate e complesse in quanto alcune derogatorie rispetto alla disciplina ordinaria altre definitive, come quelle che abbiamo precedentemente illustrato.

In questo clima di rinnovamento si colloca la percezione di un inevitabile adeguamento dei capitolati d’appalto e dei contratti, il tutto collegato con una costante difficoltà di dover verificare sempre la normativa applicabile al caso di specie.

Il nuovo modello di riferimento per i capitolati speciali d’appalto viene, quindi, integrato soprattutto nella parte amministrativa con l’aggiornamento degli articoli relativi alla disciplina del subappalto (completamente rinnovata), ai pagamenti dell’appaltatore e alla risoluzione del contratto.

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