In Gazzetta la legge europea 2019-2020: ecco le principali novità al Codice Appalti

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Subappalto: eliminato l’obbligo di indicazione della terna di subappaltatori ed il divieto di affidare il subappalto ad altro concorrente che abbia partecipato alla medesima gara

In vigore dal 1° febbraio le modifiche in materia di appalti pubblici: è stata, infatti, pubblicata in Gazzetta Ufficiale (n. 12 del 17 gennaio 2022) la legge 23 dicembre 2021, n. 238  contenente “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2019-2020”.

Legge 23 dicembre 2021, n. 238

La legge europea è lo strumento che consente di adeguare, periodicamente, l’ordinamento nazionale a quello dell’Unione europea ed ha il preciso scopo di porre rimedio ai casi di non corretto recepimento della normativa europea da parte dello Stato; nonché di prevenire l’apertura, o consentire la chiusura, di procedure di infrazione.

Le principali novità in tema di appalti

Il provvedimento in esame contiene disposizioni con cui vengono apportate alcune modifiche in materia di contratti pubblici per adeguare la disciplina interna in merito alle questioni poste dall’Unione Europea, con l’obiettivo di rispondere alla procedura di infrazione 2018/2273.

Per quanto interessa il settore dei lavori pubblici, l’articolo 10 (Disposizioni in materia di contratti pubblici – Procedura di infrazione n. 2018/2273) interviene in modifica di alcuni articoli del Codice dei contratti pubblici (dlgs n. 50/2016), al fine di conformarsi a quanto indicato nella procedura di infrazione europea n. 2018/2273, con la quale era stata dichiarata, tra l’altro, l’incompatibilità con la Direttiva comunitaria, delle disposizioni sul subappalto e sulle clausole di esclusione.

Di seguito le principali modifiche.

Supporto al RUP

In modifica all’articolo 31 del Codice dei contratti pubblici, che disciplina il ruolo e le funzioni del responsabile del procedimento (RUP) negli appalti e nelle concessioni, si ha che:

Il progettista può affidare a terzi attività di consulenza specialistica inerenti ai settori energetico, ambientale, acustico e ad altri settori non attinenti alle discipline dell’ingegneria e dell’architettura per i quali siano richieste apposite certificazioni o competenze, rimanendo ferma la responsabilità del progettista anche ai fini di tali attività. 

Con la modifica in esame, quindi, si intende ampliare le attività di natura specialistica che il progettista incaricato potrà affidare a terzi, pur rimanendone responsabile.

Affidamento dei servizi di architettura e ingegneria

L’articolo 46 dispone che sono ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria nel rispetto del principio di non discriminazione fra i diversi soggetti sulla base della forma giuridica assunta:

altri soggetti abilitati in forza del diritto nazionale a offrire sul mercato servizi di ingegneria e di architettura, nel rispetto dei princìpi di non discriminazione e par condicio fra i diversi soggetti abilitati;

In pratica, saranno ammessi anche quegli operatori che, pur svolgendo attività di ingegneria e architettura, erano privi della forma giuridica prevista dal codice (ad esempio soggetti privi di scopo di lucro, come le fondazioni).

Motivi di esclusione

In tema di cause di esclusione è stato così modificato l’articolo 80:

Un operatore economico può essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se la stazione appaltante è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso ha commesso gravi violazioni non definitivamente accertate agli obblighi relativi al pagamento di imposte e tasse o contributi previdenziali.

Violazioni che saranno individuate mediante un apposito decreto del Ministero dell’Economia e che, in ogni caso, dovranno essere correlate al valore dell’appalto e comunque di importo non inferiore a 35.000 euro.

Viene, quindi, ribadita una delle ipotesi in cui la stazione appaltante ha la facoltà di escludere l’operatore per violazioni non definitivamente accertate.

La modifica limita la verifica dei motivi di esclusione al solo operatore economico e non anche al suo subappaltatore: viene, in pratica, abrogata la previsione che disponeva l’esclusione dell’operatore economico per carenze dei requisiti del subappaltatore.

Subappalto

Quanto alla disciplina del subappalto, di cui all’articolo 105 del dlgs 50/2016, l’articolo 10 interviene al fine di  conformare alcune disposizioni alla corrispondente normativa europea.

In particolare si ha:

  • la soppressione del divieto di affidare il subappalto ad altro concorrente che abbia partecipato alla medesima gara;
  • l’abrogazione dell’obbligo di indicazione in gara della terna dei subappaltatori nei casi previsti.

Modalità di pagamento

Il provvedimento interviene anche in tema di pagamenti, con la modifica all’art. 113-bis del Codice 50/2016, e dispone che: l’esecutore può comunicare, di sua spontaneità, il raggiungimento delle condizioni per l’adozione dello stato di avanzamento dei lavori SAL (spetta, tuttavia, al direttore dei lavori accertare il raggiungimento delle condizioni contrattuali e adottare il SAL.

Viene, infine, precisato che l’esecutore può emettere fattura al momento dell’adozione del SAL, in quanto l’emissione della stessa non è subordinata al rilascio del certificato di pagamento da parte del RUP.

Entrata in vigore

La legge in esame entrerà in vigore il 1° febbraio 2022 e, ai sensi del comma 5 del citato art. 10, tutte le modifiche in tema di appalti si applicheranno alle sole procedure indette successivamente alla citata data.

 

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