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Legge di Bilancio 2023: tutto quello che devi sapere

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Dal caro bollette al taglio del Superbonus, gli aiuti per le famiglie ed imprese: ecco le novità più importanti della legge di Bilancio 2023

La legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) pubblicata in Gazzetta il 30 dicembre 2023 rappresenta, come ogni anno, il momento più importante per la definizione degli obiettivi economici del Paese: quest’anno il valore complessivo è pari a 35 miliardi di euro.

Prima di soffermarci sulle principali modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2023 al Superbonus, altri bonus edilizi e vari aiuti sostanziali alle famiglie ed imprese, ti consiglio un software per il calcolo e la gestione dei bonus edilizia da usare gratuitamente per 30 giorni.

Legge di Bilancio 2023

Ecco le novità di maggior importanza introdotte dalla legge 197/2022 in tema di bonus edilizi e aiuti alle famiglie ed imprese.

Flat tax

Tale disposizione prevede che i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, diversi da quelli che applicano il regime forfetario, potranno applicare in sede di dichiarazione dei redditi 2024, in luogo delle aliquote per scaglioni di reddito stabilite dall’articolo 11 del TUIR, un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e relative addizionali, calcolata applicando un’aliquota del 15% su:

  • una base imponibile, comunque non superiore a 40.000 euro;
  • pari alla differenza tra il reddito d’impresa e di lavoro autonomo determinato nel 2023 e il reddito d’impresa e di lavoro autonomo, d’importo più elevato, dichiarato negli anni dal 2020 al 2022, decurtata di un importo pari al 5% di quest’ultimo ammontare.

Imprese energivore

La legge  197/2022 istituisce vari contributi straordinari per fronteggiare l’aumento esponenziale dei prezzi delle bollette; in particolare ha esteso al primo trimestre 2023, aumentandoli, i crediti d’imposta sull’energia e sul gas sia per imprese energivore e non energivore che per gasivore e non gasivore.

L’agevolazione mira, quindi, ad aiutare le imprese energivore dove il contributo di solidarietà non potrà superare il 25% del valore patrimoniale calcolato al netto antecedente di quello in corso al primo gennaio 2022.

Industria 4.0

La legge di Bilancio 2023 proroga l’orizzonte temporale del credito di imposta riguardante l’industria 4.0. In virtù di ciò viene modificata la data di presentazione della domanda che slitta dal 31 dicembre 2022 al 30 settembre 2023 a favore dell’imprese che hanno effettuato degli investimenti in beni strumentali “nuovi“, ma a determinate condizioni:

  1. l’ordine risulti accettato entro il 31 dicembre 2022;
  2. entro il 31 dicembre 2022 sia stato effettuato almeno il pagamento di un acconto pari al 20%.

La legge di Bilancio 2023 ha l’obiettivo di rafforzare e potenziare notevolmente l’industria 4.0, favorendo il processo di transizione tecnologica e sostenibilità ambientale delle imprese. Infine, il credito di imposta verrà riconosciuto nel seguente modo:

  • 40% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo per investimenti da 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo per investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al tetto massimo di 20 milioni di euro.

Industria 4.0, cos’è?

Sentiamo parlare tutti i giorni di “industria 4.0, ma cos’è? Tale agevolazione meglio conosciuta come “quarta rivoluzione industriale” è un modello di produzione aziendale che ha come obiettivo quello di automatizzare tutti i processi industriali. È importante sottolineare che l’espressione 4.0 fu utilizzata per la prima volta nel 2011 durante una fiera in Germania.

Secondo il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) l’industria mira alla connessione tra sistemi fisici e digitali, con analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti in real-time. In parole molto semplici, macchinari aziendali sono connessi al web attraverso l’IoT (Internet of Thinks).

Caro energia e caro carburanti

La nuova legge proroga per i prossimi 3 mesi del 2023 (gennaio – febbraio – marzo) le misure di contenimento per fronteggiare i costi dell’energia elettrica e del gas naturale sostenute dalle imprese. Mentre per le imprese agricole, pesca e le imprese operanti nel settore agromeccanico è previsto un credito d’imposta pari al 20% del costo del carburante sostenuto durante il primo trimestre del 2023.

Infine tali crediti potranno essere richiesti tramite modello F24 fino al 31 dicembre 2023.

Modello F24 unificato

Il modello F24 è un modello che deve essere utilizzato da tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita Iva, per il versamento di tributi, contributi e premi. Tale modello viene definito “unificato” perché permette al contribuente di effettuare con un’unica soluzione il pagamento delle somme dovute, compensando con eventuali crediti.

Regime forfettario

Viene innalzata la soglia del regime forfettario, portandola da 65.000 a 85.000 euro. Inoltre, si prevede che il regime forfetario cessa di avere applicazione dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti sono superiori a 100.000 euro. Tali modifiche sono contenute nel comma 54 del dl 197/2022 il quale va ad intervenire sui commi 54 e 71 del dl 190/2014.

Ricordiamo che la legge di stabilità del 2015 introdusse il regime forfetario destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni. Tale regime prevede rilevanti semplificazioni ai fini IVA e ai fini contabili consentendo, la determinazione forfetaria del reddito da assoggettare a un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste, nonché di accedere ad un regime contributivo opzionale per le imprese.

CILA-S “Superbonus”

Il comma 894 presente all’interno dell’art. 1 della legge di Bilancio 2023 modifica parzialmente l’articolo 9 del dl 176/2022. Ricordiamo che il dl aiuti quater ha portato con sé molte discussioni sulla scadenza della CILA-S al 25 novembre 2022.

La percentuale di detrazione applicabile agli interventi Superbonus sui condomini è variabile in funzione della presentazione della CILA-S o del permesso di costruire / SCIA alternativa e della delibera assembleare che autorizza i lavori.

Entrando nello specifico, per il 2023 si configura un doppio scenario:

  • detrazione del 110%:
    1. interventi diversi da quelli effettuati dai condomìni con CILA-S presentata al 25 novembre 2022;
    2. interventi effettuati dai condomini con:
      • delibera assembleare adottata entro il 18 novembre 2022 + dichiarazione sostitutiva;
      • CILA-S presentata entro il 31 dicembre 2022;
    3. interventi effettuati dai condomini con:
      • delibera assembleare adottata tra il 18 e il 24 novembre 2022 + dichiarazione sostitutiva;
      • CILA-S presentata entro il 25 novembre 2022;
    4. interventi di demoricostruzione con istanza presentata entro il 31 dicembre 2022.
  • detrazione del 90% nel 2023 in tutti gli altri casi.
Superbonus 2023 proroga condomini

Superbonus 2023 proroga condomini

Per gli anni successivi si ha:

  • detrazione del 70% per il 2024;
  • detrazione del 65% nel 2025.

Delibera condominiale e dichiarazione sostitutiva

La data della delibera deve essere attestata dall’amministratore di condominio con una apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Nei condomìni che non hanno l’obbligo di nominare l’amministratore, la dichiarazione deve essere resa dal condòmino delegato che ha presieduto l’assemblea.

Demolizione e ricostruzione

Per la demolizione e ricostruzione occorre individuare la tipologia di immobile su cui intervenire, in quanto le regole sono differenziate.

Per edifici plurifamiliari e condomìni sarà possibile usufruire della maggiore detrazione del 110% nell’arco del 2023 qualora le procedure amministrative per il rilascio del titolo abilitativo (richiesta di permesso di costruire / SCIA alternativa) siano state avviate entro il 31 dicembre 2022, altrimenti la detrazione sarà ridotta al 90%.

Per il 2024 la detrazione sarà pari al 70% e per il 2025 sarà pari a 65%.

mentre per gli edifici unifamiliari e villette valgono le seguenti regole:

  • detrazione del 110% fino al 31 marzo 2023 nel caso in cui sia stato completato almeno il 30% dei lavori totali entro il 30 settembre 2022;
  • detrazione del 90% per tutto il 2023  se sono soddisfatte le 3 condizioni analizzate prima (abitazione principale, reddito di riferimento e diritto reale di godimento).

Dal 2024 si potrà procedere solo con gli altri bonus.

Avvisi bonari

Al fine di dare un ulteriore aiuto concreto ai cittadini italiani contribuenti che da più di un anno ormai si ritrovano a fronteggiare il caro energia e il caro bollette, l’art.1, dal comma 153 al 159 definisce la possibilità  di trattare in modo agevolato le somme dovute al Fisco a seguito di un controllo automatizzato delle dichiarazioni, riducendo gli oneri a loro carico ed estendendo l’ampiezza dei piani di rateizzazione relativi ai debiti di importo ridotto: i cosiddetti avvisi bonari.

Le sanzioni dovute sulle imposte non versate o non ancora pagate passano dall’attuale 10% al 3%. Rientrano soltanto le somme dovute dal contribuente a seguito del controllo automatico delle dichiarazioni relative ai seguenti periodi:

  • 2019;
  • 2020;
  • 2021.

Cosa sono gli avvisi bonari?

L’avviso bonario è una notifica che viene inviata da parte dell’Agenzia delle Entrate la quale porta a conoscenza il contribuente di un controllo effettuato sulla sua dichiarazione dei redditi, evidenziando eventuali contributi e imposte non pagate.

Cosa succede se è non effettuato tale pagamento?

Se il contribuente non si appresta al pagamento dell’avviso bonario entro i giorni prestabili, l’agente della riscossione provvederà entro 180 giorni all’emissione di una cartella di pagamento contenente le sanzioni applicate in misura piena del 30% e degli interessi pari al 4% annuo. Oltre a questi importi vi saranno interessi di mora e aggio.

 

usBIM.superbonus

 

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