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Le nuove frontiere fiscali nell’edilizia: dettagli e implicazioni della riforma IRPEF 2024

Approfondisci l’impatto della riforma IRPEF; aliquote, detrazioni e le linee guida dell’Agenzia delle Entrate utili anche per ingegneri, architetti, geometri e imprese del settore

Semplificare il sistema fiscale, ridurre il carico tributario su determinate fasce di reddito, promuovere la crescita economica.

Sono questi gli obiettivi della nuova riforma IRPEF, delineata dal D.Lgs. 216/2023 (Attuazione del primo modulo di riforma delle imposte sul reddito delle persone fisiche e altre misure in tema di imposte sui redditi) e ricca di significative novità per il sistema fiscale italiano.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito con la Circolare n. 2/E del 6 febbraio 2024 i primi, essenziali chiarimenti per l’applicazione pratica della riforma, delineando i cambiamenti nelle aliquote, negli scaglioni di reddito e nelle detrazioni.

Vale anche in questo caso il vecchio detto “Anno nuovo, tasse nuove” oppure la storica riduzione delle aliquote da 4 a 3 offre reali benefici ai contribuenti?

In questo articolo facciamo il punto della situazione ponendo particolare attenzione all’impatto delle nuove disposizioni sull’attività dei professionisti del settore edile come ingegneri, architetti e geometri, nonché per le imprese di costruzione.

E’ importante ricordare che, sempre in attuazione della Legge Delega al Governo per la riforma fiscale (Legge 111/2023), è stato approvato dal Consiglio dei Ministri in via preliminare anche il D.Lgs. in materia di concordato preventivo biennale, un altro strumento di grande importanza per gli operatori del settore.

Cambiamenti nelle aliquote e scaglioni di reddito

L’art. 1 del D.Lgs. 216/2023 – revisione della disciplina dell’imposta sul reddito delle persone fisiche – introduce una riduzione degli scaglioni di reddito da 4 a 3, con le seguenti aliquote:

  • 23% per redditi fino a 28.000 euro;
  • 35% per redditi da 28.001 a 50.000 euro;
  • 43% per redditi oltre i 50.000 euro.

Inoltre, l’articolo 1, comma 2, del decreto, con efficacia limitata al periodo d’imposta 2024, innalza da 1.880 euro a 1.955 euro la detrazione prevista per i contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente, escluse le pensioni e assegni ad esse equiparati, e per taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro.

Detrazioni e agevolazioni fiscali

Le novità introdotte dalla riforma IRPEF comprendono anche aggiustamenti nelle detrazioni e nelle agevolazioni fiscali, vitali per il settore edilizio:

  • innalzamento delle detrazioni per lavoro dipendente: l’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 216/2023 innalza la detrazione per i titolari di redditi da lavoro dipendente (esclusi pensionati) a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, ampliando la no tax area fino a 8.500 euro;
  • trattamento integrativo: il trattamento integrativo, per redditi complessivi non superiori a 15.000 euro, viene modificato per consentire un maggiore supporto a chi si trova in questa fascia di reddito, come descritto nel comma 3 dell’art. 1 del D.Lgs.. n. 216/2023.

In particolare il comma 3 dell’art. 1 del D.Lgs. 216/2023 prevede che “Per l’anno 2024 la somma a titolo di trattamento integrativo, di cui all’articolo 1, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2020, n. 21, è riconosciuta a favore dei contribuenti con reddito complessivo non superiore a 15.000 euro qualora l’imposta lorda determinata sui redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del citato testo unico delle imposte sui redditi diminuita dell’importo di 75 euro rapportato al periodo di lavoro nell’anno.”

L’impatto della riforma Irpef sul settore edilizio

L’articolo 2 (revisione della disciplina fiscale) introduce delle modifiche normative con importanti ricadute per i professionisti dell’edilizia, che vanno dalla pianificazione fiscale alla gestione del personale.

La normativa riguarda le detrazioni per oneri per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 50.000 euro, è prevista una riduzione di 260 euro dall’importo della detrazione dall’imposta lorda per l’anno 2024, come determinato in conformità all’articolo 15, comma 3-bis, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), in relazione a:

  • gli oneri la cui detraibilità è fissata nella misura del 19 per cento dal citato testo unico delle imposte sui redditi o da qualsiasi altra disposizione fiscale, fatta eccezione per le spese sanitarie di cui all’articolo 15, comma 1, lettera c) del predetto testo unico;
  • le erogazioni liberali in favore dei partiti politici di cui all’articolo 11 del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13;
  • i premi di assicurazione per rischio eventi calamitosi di cui all’articolo 119, comma 4, quinto periodo, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

Adeguamento delle addizionali regionale e comunale

L’adeguamento delle addizionali regionale e comunale, in risposta alla nuova strutturazione dell’IRPEF, rappresenta un ulteriore punto di attenzione.

Le Regioni e le Province autonome devono pubblicare entro il 15 aprile 2024 le nuove aliquote basate sugli aggiornati scaglioni di reddito, con un impatto diretto sul carico fiscale dei professionisti e delle imprese edili.

Conclusioni

La riforma IRPEF del 2024 segna un momento cruciale per il settore edilizio, introducendo cambiamenti che possono portare a nuove opportunità ma anche sfide.

È essenziale che professionisti e imprese si aggiornino al nuovo regime fiscale, sfruttando le opportunità offerte dalla riforma per ottimizzare la propria posizione fiscale, aumentare gli investimenti e puntare a più elevati livelli di fatturato.

L’abrogazione dell’Agevolazione per la Capitalizzazione delle Imprese (Ace), in particolare, imporrà alle aziende di rivedere le loro strategie di finanziamento e investimento.

Per rispondere correttamente alla normativa in modo semplice, completo, professionale, ti suggerisco il software per la fatturazione elettronica, in grado di rispondere e guidarti in tutti i passi del procedimento:

  • emissione della Fattura elettronica;
  • applicazione della Firma digitale (con lettura del certificato di firma su dispositivo utente);
  • controllo di conformità;
  • invio;
  • archiviazione elettronica della fattura emessa.

Infine ti allego la Circolare n. 2 dell’Agenzia delle Entrate del 6 febbraio 2024

 

 

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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