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Home » Approfondimenti » Opere edili, lavori privati e condominiali » Le novità del Testo Unico delle costruzioni in 4 punti

Le novità del Testo Unico delle costruzioni in 4 punti

Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni sono entrate in vigore lo scorso 5 marzo.

Tempo di lettura stimato: 3 minutidi Redazione BibLus / 5 Marzo 2008/0 Commenti/in Opere edili, lavori privati e condominiali /di

Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, approvate con il D.M. 14 gennaio 2008 e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4.02.2008 (S.O. n. 30) sono entrate in vigore lo scorso 5 marzo.
L’art. 20 del Decreto Legge 248/2007, convertito con la L. n. 31/2008 (G.U. n. 51 del 29.02.2008), disciplina il periodo transitorio per l’applicazione delle norme tecniche per le costruzioni.
Il periodo transitorio, durante il quale sarà possibile utilizzare le precedenti normative sismiche (D.M. 96 e D.M. 14 settembre 2005) è stato prorogato al 30 giugno 2009.
Fin da subito devono essere utilizzate obbligatoriamente le norme approvate con il D.M. 14 gennaio 2008 per le verifiche tecniche e le nuove progettazioni degli interventi relativi a:

  • edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile (caserme, autostrade, strade statali, etc.)
  • edifici ed opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso (edifici pubblici, edifici suscettibili di grande affollamento, etc.)

BibLus-net, in questo numero, si propone di illustrare sinteticamente le principali novità delle nuove norme tecniche.

1 – Azioni Sismiche
Le nuove norme accantonano il concetto di “Zona Sismica”, almeno ai fini della definizione delle azioni sismiche.
Le accelerazioni ag, infatti, non sono più valutate genericamente sulla base dell’appartenenza ad una zona sismica del comune in cui realizzare l’opera, ma calcolate nell’effettiva posizione geografica del sito.

2 – Gerarchia delle Resistenze
Per le strutture in calcestruzzo armato, il rispetto della gerarchia delle resistenze è divenuto un obbligo pressoché generalizzato, anche per le strutture progettate in classe di duttilità bassa.
Ciò comporta, in generale, che la progettazione avvenga seguendo un preciso iter:

  • individuando i possibili meccanismi di rottura
  • privilegiando, tra tali meccanismi, quelli dissipativi; cioè la struttura deve essere progettata in modo tale che i meccanismi non dissipativi o fragili non si attivino.

Con riferimento, ad esempio, al collegamento trave pilastro ed alla rottura per pressoflessione, atteso che il meccanismo di rottura della trave è generalmente dissipativo (mentre la rottura del pilastro non lo è ed ha conseguenze negative sulla stabilità dell’intero edificio), è necessario progettare i due elementi (trave e pilastro) in modo che la rottura, o meglio, le cerniere plastiche, si formino prima nelle travi. In tal modo si consente la dissipazione dell’energia senza che sia compromessa l’incolumità degli occupanti. È importante sottolineare, a questo punto, che la modifica anche di un solo elemento comporta la riverifica del rispetto del criterio della Gerarchia delle resistenze.
Ad esempio, dopo aver progettato correttamente travi e pilastri, imponendo, come detto, che le prime siano più “deboli” rispetto ai secondi, è scorretto aumentare le armature delle travi all’attacco col pilastro.
Tale aumento, infatti, potrebbe portare la trave a diventare più “forte”, invalidando tutto il meccanismo della Gerarchia delle Resistenze, con le conseguenze che comporta.
È quindi importante l’utilizzo di strumenti di progettazione in cui lo studio dell’armatura ed il disegno dei ferri siano una procedura perfettamente integrata.
In seguito ad un eventuale incremento delle armature di una trave, infatti, si rende necessario verificare nuovamente tutti i pilastri cui la trave è collegata ed eventualmente integrare le loro armature in modo da rispettare la gerarchia delle resistenze.
Atri meccanismi di rottura fragili che devono essere prevenuti sono:

  • rottura per taglio
  • collasso nei nodi
  • collasso delle fondazioni (che devono essere sovradimensionate rispetto agli elementi della struttura in elevazione).

3 – Verifiche di duttilità
Le nuove norme tecniche hanno introdotto, per tutti gli edifici ad eccezione di quelli realizzati in zona 4, la verifica di duttilità.. Tale verifica consiste nel controllare che il rapporto delle duttilità allo SLU e allo snervamento sia maggiore dei valori riportati al punto 7.4.4.

4 – Fondazioni
Novità importanti anche nel calcolo delle opere di fondazione.
Sono previste verifiche di tipo geotecnico e strutturale delle opere di fondazione, differenziate per fondazioni dirette (superficiali) e indirette (profonde).
In particolare sono stati introdotti gli stati limite ultimi di tipo geotecnica e gli stati limite ultimi di tipo strutturale caratterizzati da diverse combinazioni delle azioni, diversi coefficienti di sicurezza specializzati per tipologia di fondazione e di verifica.

DocumentoDimensioneFormato
Testo delle nuove N.T.C. approvate con D.M. 14 gennaio 20085,12 MbPDF compresso (.zip)
Elenco completo degli edifici e delle opere per le quali è obbligatoria l’adozione delle norme tecniche approvate con il D.M. 14 gennaio 2008 (Allegato 1 D. P.C.M. 21 ottobre 2003)12 KbPDF
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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/le-novita-del-testo-unico-delle-costruzioni-in-4-punti/
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