Lavoro agile nella Pubblica Amministrazione: in Gazzetta il decreto

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Pubblicato il decreto che regola fino a fine anno il lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazioni: rotazione del personale, flessibilità negli orari e riorganizzazione del lavoro

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 268 del 28 ottobre) il decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione (firmato il 19 ottobre) che regola il lavoro agile nella pubblica amministrazione nel periodo emergenziale, ossia fino al 31 dicembre 2020.

Il decreto 19 ottobre 2020

Modalità di svolgimento ed attività

All’art. 1 del decreto si stabilisce che:

  • il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione costituisce una delle modalità ordinarie di svolgimento della prestazione lavorativa;
  • fino al 31 dicembre 2020 per accedere al lavoro agile non è richiesto l’accordo individuale di cui all’art. 19 della legge n. 81/2017;
  • il lavoro agile può avere ad oggetto sia le attività ordinariamente svolte in presenza dal dipendente, sia,  in aggiunta o in alternativa e comunque senza aggravio dell’ordinario carico di lavoro, attività progettuali specificamente individuate tenuto conto della possibilità del loro svolgimento da remoto, anche in relazione alla strumentazione necessaria;
  • di regola il lavoratore agile alterna giornate lavorate in presenza e giornate lavorate da remoto;
  • i lavoratori che rendono la propria prestazione in modalità agile non subiscono penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera.

Riorganizzazione delle attività da parte dei dirigenti

Per la riorganizzazione delle attività, l’art. 3 del dm stabilisce che i dirigenti:

  1. organizzano il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile almeno al 50%  del personale preposto alle attività che possono essere svolte secondo tale modalità;
  2. adottano, nei confronti dei dipendenti, nonché, di norma, nei confronti dei lavoratori fragili ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento di attività in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento come definite dai Contratti collettivi vigenti e lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale;
  3. adottano, al proprio livello, le soluzioni organizzative necessarie per consentire lo svolgimento delle attività di formazione anche al personale che svolge attività di lavoro in presenza;
  4. favoriscono la rotazione del personale, tesa ad assicurare, nell’arco temporale settimanale o plurisettimanale, un’equilibrata alternanza nello svolgimento dell’attività in modalità agile e di quella in presenza, tenendo comunque conto delle prescrizioni sanitarie vigenti per il distanziamento interpersonale e adeguando la presenza dei lavoratori negli ambienti di lavoro a quanto stabilito nei protocolli di sicurezza e nei documenti di valutazione dei rischi;
  5. tengono conto delle eventuali disponibilità manifestate dai dipendenti per l’accesso alla modalità di lavoro agile, secondo criteri di priorità che considerino le condizioni di salute del dipendente e dei componenti del nucleo familiare di questi, della presenza nel medesimo nucleo di figli minori di 14 anni, della distanza tra la zona di residenza o di domicilio e la sede di lavoro, nonché del numero e della tipologia dei mezzi di trasporto utilizzati e dei relativi tempi di percorrenza.

Flessibilità del lavoro

Al fine di agevolare il personale dipendente nei trasferimenti necessari al raggiungimento della sede di servizio e allo scopo di evitare di concentrare l’accesso al luogo di lavoro dei lavoratori in presenza nella stessa fascia oraria, l’amministrazione, ferma restando la necessità di assicurare la continuità dell’azione amministrativa e la celere conclusione dei procedimenti, individua fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai Contratti collettivi nazionali.

Nei casi di quarantena con sorveglianza attiva o di isolamento domiciliare fiduciario, il lavoratore, che non si trovi comunque nella condizione di malattia certificata, svolge la propria attività in modalità agile.

L’assenza dal servizio del lavoratore, necessaria per lo svolgimento degli accertamenti sanitari propri, o dei figli minorenni, disposti dall’autorità sanitaria competente per il COVID-19, è equiparata al servizio effettivamente prestato.

 

Clicca qui per scaricare il decreto

 

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